Sicilia, lo scorso 11 agosto Alberto Vicari a bordo della sua motocicletta è stato investito e ucciso da un automobilista sulla provinciale 66 (Sampieri-Pozzallo). Di Alberto Vicari, imprenditore della cioccolata modicana, sappiamo che era una bella persona e che lascia una compagna ed una bimba di un anno. Dell’investitore conosciamo soltanto le sue iniziali ed alcune caratteristiche significative: guidava un Suv, ha effettuato un sorpasso azzardato invadendo l’altra corsia ed ha rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. In attesa dei risultati di esami specifici gli è stata sospesa la patente ed è tuttora in stato di libertà.
Bene, nessuno sa se questo signore sia in grado di elaborare il crimine di omicidio stradale che ha commesso e di affrontare le proprie responsabilità di uomo, ma in questa situazione la legge non gliene sta dando nemmeno la possibilità. Tutti ricorderanno l’incidente come una fatalità, che ha visto la “sfortuna” abbattersi su un uomo che ha perso la vita e su chi lo ha ucciso. Credo sia un pessimo messaggio civile e culturale sia per la famiglia di Alberto Vicari che per l’intera Società.
Alessandro Aiello, Catania

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