Carissime compagne, cari compagni,
quando si lascia un incarico politico per aprire una nuova fase bisogna accertarsi perlomeno di due cose: che tutto sia in ordine, che il patrimonio di relazioni politiche non venga disperso.
Ci tengo a dirlo: chiunque ricoprirà l’incarico di segretario troverà un quadro ordinato.
Mondoperaio e Avanti! sono stati messi nella condizione di sviluppare la loro attività così come la Fondazione Socialismo. Il bilancio del partito è stato certificato (ottimo il lavoro svolto dal tesoriere), semmai, per avere maggiore autonomia, vanno implementate le donazioni legate al 2×1000. Il tesseramento è stato completato con buoni risultati. Rivestiamo incarichi importanti nell’Internazionale Socialista (con Pia Locatelli) e siamo parte del bureau del PSE. La Fgs ha di recente rinnovato i propri organi eleggendo a segretario Enrico Pedrelli.
Quanto alla politica, qui va dedicata l’attenzione maggiore.
La sinistra italiana vive la sua stagione peggiore dal dopoguerra. Sarà il congresso a fissare la strategia ma non siamo rimasti con le mani in mano.
La strada maestra, più volte discussa in segreteria, è quella coalizione europeista e riformista che abbiamo lanciato nel maggio scorso, pochi giorni prima che Calenda la proponesse a sua volta agli italiani. Difficile comprendere, ad oggi, se sia o meno realizzabile. Non dipende solo da noi. Per questa ragione abbiamo iniziato a lavorare a Stati Uniti d’Europa con associazioni, sindaci civici, amici provenienti da Forza Italia e da movimenti di sinistra, radicali, repubblicani, liberali. Fitta è stata la rete di incontri. Interessato al progetto Speranza, contatti in corso con Pizzarotti, decisamente chiusa Più Europa (colloquio col segretario Della Vedova), intenzionata a presentarsi col suo simbolo come alle Politiche.
Il dibattito congressuale indicherà la strada da prendere e potrà avvalersi delle relazioni intessute.
Mi permetto un consiglio. Scelta la strada, va seguita con determinazione e correttezza. Ancora oggi leggo commenti brutali sulla lista ‘Insieme’ proprio da chi la promosse, la sostenne, addirittura applaudi’ con convinzione. Pessimo stile, una delle cause, e non la minore, delle difficoltà che viviamo.
Quanto a me, non ho che da ringraziarvi. La comunità socialista si è retta grazie a voi. Essere stato alla guida di un partito che ha scritto la storia d’Italia è stato un privilegio e un onore. Passare la mano dopo dieci anni è la cosa giusta da fare. Non me ne andrò da nessun’altra parte. Resto a disposizione. Con un abbraccio, forte davvero.
Riccardo Nencini

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