Oncologo di fama internazionale che ha ricoperto, dal 1956 al 1974, la carica di Direttore dell’Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano.
Illustre Signor Sindaco,
ci rivolgiamo a Lei per ricordarLe un uomo che ha grandi meriti per Milano e chiederLe di intestargli una via o una piazza cittadina.
Ci riferiamo al professor Pietro Bucalossi, oncologo di fama internazionale che ha ricoperto, dal 1956 al 1974, la carica di Direttore dell’Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, Istituto che ha rappresentato un’eccellenza non solo italiana.
Inoltre Bucalossi fu parlamentare per cinque legislature ricoprendo anche la carica di Ministro per la Ricerca Scientifica e di Ministro dei Lavori Pubblici ed in quest’ultima veste, fu l’ispiratore della Legge 28 gennaio 1977 n. 10 sull’edificazione dei suoli, legge che porta il suo nome e che ha rappresentato un fondamentale strumento per i Comuni nel governo del territorio.
Infine egli fu Sindaco di questa città dal 17 febbraio 1964 al 17 dicembre 1967 e durante il suo mandato vennero inaugurate a Milano importanti infrastrutture fra cui spicca la linea1 della metropolitana.
Ci appelliamo alla Sua sensibilità perché la nostra città riconosca un doveroso tributo ad un uomo che l’ha onorata.
Con deferenza
Lilia Alberghina
Michele Battiato
Claudio Benedetti
Benito Benedini
Maria Bonatti
Sergio Borlenghi
Mario Consiglio
Giamberto Cuzzolin
Franco De Angelis
Antonio Del Pennino
Antonio Duva
PierFranco Faletti
Gabriella Faliva Medri
Luciano Forcellini
Antonio Martelli
Enzo Meani
Giancarla Mursia
Giuliano Mussati
Gerolamo Pellicanò
Eros Prina
Giacomo Properzi
Antonio Savoia
Fabio Semenza
Pietro Bucalossi – Biografia (fonte Wikipedia)
Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa e assistente alla Clinica chirurgica della stessa università e in seguito alla clinica Chirurgica di Firenze, fu costretto per motivi politici ad abbandonare tale sede. Avendo vinto il concorso di Aiuto presso l’Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, si trasferì nel capoluogo lombardo nel 1934; divenuto col tempooncologo di fama internazionale, ricoprì presso lo stesso istituto la carica di direttore dal 1956 al 1974 e poi di presidente. Dal 1948al 1966 fu inoltre presidente della sezione milanese della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori.
Fu uno dei fondatori, nel 1956, del Giornale Internazionale di Chirurgia Toracica e nel 1970 venne nominato presidente della commissione incaricata della valutazione del cosiddetto siero Bonifacio.
Pur dotato di un carattere forte e talora irascibile, viene ricordato però per la sua grande umanità nei confronti dei pazienti, per i quali auspicava un approccio basato non soltanto sulla terapia fisica, ma anche sull’uso di tutti i comportamenti che potessero portare ad un miglioramento della situazione psicologica del malato. In questa ottica, favorì la nascita dell’Associazione Italiana Stomizzati (A.I.STOM. [1]) col Prof. Marcellino Pietroiusti(ex Dirigente del Ministero della Salute, ex Direttore Sanitario dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano e Segretario Generale A.I.STOM.) e dell’Associazione Attive come prima, creato daAda Burrone. Rilevante la sua produzione di testi scientifici, soprattutto insieme a Umberto Veronesi.
L’attività politica
Membro del Partito d’Azione, prese parte al secondo conflitto mondiale col grado di capitano medico fino al 1942. Durante la resistenza fece parte del Comitato di Liberazione NazionaleAlta Italia e del Corpo volontari della libertà. Il 26 luglio 1943 firmò con Antonio Banfi,Federico Brambilla e altri il manifesto che chiedeva l’immediata abolizione delle leggi razziali.
L’arresto di Mario Damiani, tradito dal falso generale Della Rovere, portò alla scoperta delle liste di un gruppo di componenti del CLNAI nel mirino del regime, fra cui Parri, Bucalossi, Monti, Amisano e altri, per cui dovette passare alla clandestinità, assumendo il nome di copertura di Guido. Nei convulsi giorni della caduta del fascismo il 30 aprile 1945 dopo l’autopsia di Mussolini il vice di Longo, Aldo Lampredi si presentò come il generale del CVL Pietro Bucalossi (Guido) ed impedì l’autopsia di Claretta Petacci.
Scioltosi il partito d’azione passò nel 1948 al Partito di Unità Socialista. Consigliere al comune di Milano dal 1951, fu eletto deputato al Parlamento nel 1948 con Unità Socialista e dal 1953 con il PSDI per tre legislature consecutive. Il 17 febbraio 1964 si dimise da deputato perché eletto sindaco di Milano, carica che gli venne riconfermata dopo le elezioni del novembre dello stesso anno.
La sua attività come sindaco è ricordata soprattutto per il particolare rigore economico, che portò dopo molti anni il bilancio comunale in pareggio, a costo tuttavia di contrasti anche all’interno del suo partito, a causa dei drastici tagli alle spese di rappresentanza ed alla sua contrarietà alla creazione dei cosiddetti parlamentini, da lui visti come un inutile proliferazione di cariche e, conseguentemente, di spese. Non va comunque dimenticato che, durante il suo mandato, vennero inaugurate a Milano importanti infrastrutture, fra cui spicca la linea 1 della metropolitana. L’unificazione tra PSI e PSDI, a cui era contrario, pose fine alla sua esperienza come sindaco il 17 dicembre 1967, quando si dimise.
Passato nelle file del PRI, ritrovò il mandato parlamentare nel 1968, venendo riconfermato nelle due legislature successive. Presidente di diverse commissioni, e vicepresidente della Camera dei deputati, è stato anche Ministro per la Ricerca Scientifica nel Governo Rumor IV e Ministro dei Lavori Pubblici nel Governo Moro IV; in queste ultime vesti, fu l’ispiratore della Legge 28 gennaio 1977 n. 10 sull’edificazione dei suoli che porta il suo nome.
Ancora una volta però la sua mentalità, spesso lontana dalle alchimie politiche, lo portò a forti contrasti con la dirigenza del suo partito; il culmine si ebbe nel 1977 quando, appellandosi alla propria coscienza, si espresse e votò contro la legge sull’aborto. Lasciato per questi contrasti il PRI, si presentò senza successo con il PLI alle elezioni del 1979ed alle elezioni amministrative di Milano nel 1981 con una lista civica (che, tra i candidati, annoverava anche Umberto Bossi), ritirandosi quindi dalla vita pubblica.

Finalmente! Milano si è svegliata e ha messo in moto la memoria. Pietro Bucalossi, partigiano, grande scienziato e direttore per molti anni dell’Istituto Nazionale Tumori nonché grande sindaco di Milano, meritava il ricoscimento di una via di Milano a lui dedicata.