Scusa se non ti dico mai che ti voglio bene. Scusa se non illumino le tue giornate con quel meraviglioso sole che mi regalasti, quel giorno del mio compleanno, il più bello della mia vita. Chissà se saprai mai, ma non credo, che non l’ho spento come una candelina. Lo porto sempre dentro di me, anche quando mi piove dentro a dirotto. Niente può sciogliere il sole che mi hai donato quel giorno. Un regalo è per sempre. Scusa, se adesso che ti scrivo, declino parole all’infinito e invece ogni giorno ti tormento dicendoti che per me è finita. Scusa per gli inganni, le bugie dette pure male che fanno ancora più male a chi deve subirle. Perché rivelano disistima, negligenza, egocentrismo cieco. E ora, toccherebbe a te stare sul banco degli imputati! Ma di cosa posso accusarti io, se non di avermi amato troppo, di avere avuto paura di soffrire vedendomi soffrire. Posso solo dirti che l’amore è sofferenza. La sofferenza fa crescere. Fa vivere. Insegna ad avere bisogno, a desiderare, ad amare tutte le cose che mutano, degenerandosi.

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