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Leone XIV: “Non posso essere a favore della guerra, condanno la pena di morte”

Nella conferenza stampa sul volo di ritorno dalla Guinea Equatoriale, al termine del suo primo viaggio apostolico in Africa, Papa Leone XIV affronta i dossier più caldi dell’attualità: negoziati tra Stati Uniti e Iran, pena di morte, politiche migratorie, unità della Chiesa. Uno sguardo ai prossimi viaggi in Spagna e America Latina. “Come Chiesa, come pastore, non posso essere a favore della guerra. E vorrei incoraggiare tutti a fare gli sforzi per cercare risposte che vengono da una cultura di pace e non di odio e divisione”. Con queste parole Leone XIV apre la conferenza stampa sul volo di ritorno dalla Guinea Equatoriale a Roma, al termine del suo primo viaggio apostolico nel continente africano. Un dialogo denso con i giornalisti al seguito, in cui il Pontefice affronta i dossier più caldi del presente: dai negoziati tra Stati Uniti e Iran alle politiche migratorie, dalla pena di morte all’unità della Chiesa.

di Agenzia Sir | 24 Aprile 2026

di Riccardo Benotti*

“Come Chiesa, come pastore, non posso essere a favore della guerra. E vorrei incoraggiare tutti a fare gli sforzi per cercare risposte che vengono da una cultura di pace e non di odio e divisione”. Con queste parole Leone XIV apre la conferenza stampa sul volo di ritorno dalla Guinea Equatoriale a Roma, al termine del suo primo viaggio apostolico nel continente africano. Un dialogo denso con i giornalisti al seguito, in cui il Pontefice affronta i dossier più caldi del presente: dai negoziati tra Stati Uniti e Iran alle politiche migratorie, dalla pena di morte all’unità della Chiesa. Sul fronte mediorientale, Leone XIV è netto: “La questione non è se cambia il regime, non cambia il regime, la questione è come promuovere i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti”. Il Papa denuncia una situazione “caotica, critica per l’economia mondiale” e rivela di portare con sé “una foto di un bambino musulmano che nella visita in Libano stava lì aspettando con un cartello dicendo ‘Benvenuto Papa Leone’, poi in questa ultima parte della guerra è stato ucciso”.

Migrazioni e pena di morte: la dignità umana al centro
Il volo papale diventa l’occasione per un richiamo forte sul tema dell’immigrazione, in vista del prossimo viaggio in Spagna. “Uno Stato ha il diritto di porre regole alle sue frontiere, però sono esseri umani e dobbiamo trattare gli esseri umani in modo umano, non trattarli molte volte peggio degli animali”, afferma il Papa. Una presa di posizione che interpella direttamente le politiche del Nord del mondo: “Cosa fa il Nord del mondo per aiutare il Sud del mondo o quei Paesi dove i giovani oggi non trovano un futuro e quindi vivono questo sogno di voler andare verso il Nord?”. Leone XIV denuncia lo sfruttamento del continente appena lasciato, dove “l’Africa per molte persone è considerata un luogo dove si può andare a prendere i minerali, prendere le sue ricchezze per la ricchezza di altri”. Altrettanto fermo il giudizio sulla pena capitale, sollecitato da una domanda sulle esecuzioni in Iran: “Condanno tutte le azioni ingiuste. Condanno l’uccisione di persone. Condanno la pena di morte”. “La vita umana deve essere rispettata e la vita di tutte le persone, dal concepimento alla morte naturale, deve essere rispettata e protetta”, sottolinea il Pontefice, che difende anche il lavoro silenzioso della diplomazia vaticana: “C’è tantissimo lavoro che avviene dietro le quinte per promuovere la giustizia, per promuovere cause umanitarie, per cercare situazioni in cui ci sono prigionieri politici e trovare un modo per farli liberare”.

(Foto Vatican Media/SIR)

Unità della Chiesa e bilancio del viaggio africano
Sulla decisione del card. Reinhard Marx di concedere il permesso di benedire le coppie dello stesso sesso nella diocesi di Monaco e Frisinga, Leone XIV traccia una linea chiara: “L’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno a questioni sessuali”. Il Papa ricorda che “la Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie omosessuali o di coppie in situazioni irregolari, oltre a quanto specificamente permesso da Papa Francesco dicendo che tutte le persone ricevano la benedizione”. Andare oltre, avverte, “oggi può causare più disunione che unità”. Un richiamo all’eredità del predecessore: “La famosa espressione di Francesco ‘tutti, tutti, tutti’ esprime la convinzione della Chiesa che tutti sono accolti, tutti sono invitati a seguire Gesù e tutti sono invitati a cercare la conversione nella propria vita”. Il bilancio del primo viaggio africano è affidato a una parola: “benedizione”. “Sono molto contento di tutto il viaggio, ma vivere, accompagnare, camminare con il popolo della Guinea Equatoriale è stata veramente una benedizione”, racconta il Papa, che rivendica la natura eminentemente pastorale della missione: “Molte volte l’interesse è piuttosto politico: cosa dice il Papa sul tema o su un altro tema? Ma quella non è la prima parola”. Sui prossimi viaggi, Leone XIV conferma il “desiderio grande di visitare vari Paesi dell’America Latina”, pur senza anticipare date: “Finora non è confermato, vedremo. Aspettiamo”.

Riccardo Benotti

*Agenzia Sir

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Agenzia Sir

L’Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa) nasce nel 1988, per iniziativa della Federazione Italiana Settimanali Cattolici e con il sostegno della CEI.
Il primo numero del SIR settimanale (l’attuale Fatti e pensieri) porta la data del 13 gennaio 1989. Il 20 settembre 1995, l’Agenzia lancia il proprio sito Internet: si tratta di uno dei primi servizi web cattolici in Italia. Il sito verrà rivisto graficamente e nei contenuti nel 1998, nel 2003, nel 2005, nel 2010.
Nel 2001 prende avvio, d’intesa con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, SIR Europa: servizio d’informazione europea che concentra la sua attenzione su diversi temi e aspetti del nostro continente.

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