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L’endorsement di Trump agita le acque nell’elezione a governatore in California

“Sostengo un democratico… ci sono molti candidati eccellenti con esperienze straordinarie”. Con queste parole il governatore in carica della California Gavin Newsom si è espresso sulle primarie nel Golden State per la carica che lui copre per la seconda e ultima volta. Si crede che Newsom sarà un probabile candidato per la presidenza alle elezioni del 2028. L’attuale inquilino della Casa Bianca, invece, si è espresso in maniera categorica sul suo candidato per l’elezione in California. Trump ha offerto il suo endorsement a Steve Hilton nella sua piattaforma Truth Social asserendo che è “una gran brava persona, che ha visto questo grande Stato andare a rotoli”.

di Domenico Maceri | 30 Aprile 2026

“Sostengo un democratico… ci sono molti candidati eccellenti con esperienze straordinarie”. Con queste parole il governatore in carica della California Gavin Newsom si è espresso sulle primarie nel Golden State per la carica che lui copre per la seconda e ultima volta. Si crede che Newsom sarà un probabile candidato per la presidenza alle elezioni del 2028. L’attuale inquilino della Casa Bianca, invece, si è espresso in maniera categorica sul suo candidato per l’elezione in California. Trump ha offerto il suo endorsement a Steve Hilton nella sua piattaforma Truth Social asserendo che è “una gran brava persona, che ha visto questo grande Stato andare a rotoli”.

Ci sono 61 candidati alle primarie californiane per la carica di governatore. Fra la decina di candidati che hanno possibilità di arrivare all’elezione di novembre spicca un altro repubblicano, lo sceriffo della Riverside County Chad Bianco, oltre a Hilton. Bianco avrebbe avuto più possibilità di ottenere l’endorsement di Trump ma commise un “peccato” quando nel mese di febbraio del 2025 cercò di calmare le acque sulla crisi dell’immigrazione, annunciando che il suo dipartimento non sarebbe stato coinvolto nelle retate. Per Bianco l’immigrazione è un compito federale e le forze dell’ordine locali si devono occupare della sicurezza delle comunità locali. I dipartimenti di polizia locale tipicamente cercano di creare rapporti di cooperazione con le comunità in cui vi sono forti presenze di immigrati per convincere questi individui ad aver la fiducia nelle forze dell’ordine, riducendo l’ansia dell’ombra della deportazione. Bianco cercò di rifarsi e ingraziarsi con Trump il mese scorso quando riuscì a fare firmare a un giudice l’autorizzazione a confiscare 650 mila schede elettorali, sostenendo una possibile frode elettorale nel referendum sulle nuove mappe elettorali approvate dai californiani nel novembre dell’anno scorso. La questione della frode elettorale è un tema caro a Trump, che come si sa, quando perde un’elezione, spesso grida alla frode elettorale. Va ricordato che nell’elezione presidenziale del 2016 Trump accusò il governo della California di frode elettorale, asserendo che 3 milioni di cittadini non autorizzati avevano votato. Tutto falso ma Trump cerca di creare la sua realtà.

Nonostante tutto, il presidente attuale ha deciso di offrire il suo endorsement a Hilton il quale a sua volta ha messo in dubbio la sicurezza delle elezioni americane. Hilton, nato in Inghilterra e residente in Usa dal 2012, ha lavorato nelle relazioni pubbliche per Google, Uber, Facebook e Netflix. Ha inoltre esperienza come opinionista alla Fox News, rete cara a Trump da dove spesso sceglie collaboratori. Da ricordare che Tulsi Gabbard, Direttrice della National Intelligence, e Pete Hegseth, Ministro della Difesa, avevano lavorato alla Fox News. Trump favorisce individui con aspetti telegenici e fedelissimi a lui invece di basarsi sulle capacità professionali. Hilton ha anche il “merito” di avere invocato l’importanza di un’indagine sull’elezione presidenziale del 2020, vinta da Joe Biden, ma che Trump ha sempre contestato.

Il sistema elettorale per l’elezione del governatore in California è anomalo perché esiste solo una primaria aperta a candidati di tutti i partiti. I due candidati che ricevono i più voti si sfideranno poi all’elezione a novembre. Si tratta dunque di una sorta di ballottaggio. Fino ad alcune settimane fa si intravedeva che ci potesse essere una situazione in cui Hilton e Bianco sarebbero arrivati numero 1 e 2 che avrebbe garantito un governatore repubblicano all’elezione di novembre. Dopo l’uscita di scena di Eric Swalwell, il numero uno dei candidati democratici, accusato di improprietà sessuali da cinque donne, le cose sono però cambiate. Adesso secondo gli ultimi sondaggi uno dei candidati democratici Xavier Becerra, appare in una buona situazione per arrivare numero 1 a giugno. Becerra avrebbe il supporto del 23%, seguito da Hilton 20%, e poi Bianco 17%, Tom Steyer 14%, e Katie Porter 11%. Se questa situazione dovesse prevalere si profila una sfida a novembre fra Becerra e Hilton. Il sistema della primaria aperta è in uso in California dal 2010 e da allora i candidati all’elezione sono sempre stati un repubblicano e un democratico. I candidati democratici hanno sempre prevalso poiché le registrazioni ai partiti ci dicono che i democratici hanno quasi il doppio dei repubblicani (44% vs. 25%). In mancanza di colpi di scena dunque si profila una vittoria democratica a novembre. L’endorsement di Trump è di grandissimo valore nelle primarie in Stati e distretti dominati dai repubblicani. Nel caso della California dovrebbe avere poca influenza sull’esito finale della corsa a governatore.

Domenico Maceri

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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