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Legge nucleare italiana: incentivi vaghi mentre i rifiuti radioattivi aspettano un sito

Approvata la legge in Parlamento,  al momento l’Italia nucleare sono parole e propositi, una sorta di agenda in cui mancano le pagine e non sono chiare le prossime parole da scriverci sopra. I buoni propositi sono quelli dell’autonomia energetica che dovrebbe esserci quando le prime centrali saranno operative. Appunto, quando saranno operative… Il punto di partenza, non scritto nella legge, è la situazione attuale, coi rifiuti della precedente stagione nucleare parcheggiati in depositi di alcune località italiane nonchè in Francia e Gran Bretagna, in attesa che la società che gestisce il tutto (Sogin) riesca ad individuare dove costruire il cosiddetto “Deposito Nazionale”, una grande infrastruttura ambientale e tecnologica progettata per mettere in sicurezza e smaltire definitivamente i rifiuti radioattivi, che nessuno dei luoghi che sono stati individuati ha intenzione di ospitare e che quando si hanno avvisaglie di costruzione, i residenti e i politici (inclusi quelli che poi in Parlamento votano a favore del nucleare) organizzano manifestazioni contro.

di Vincenzo Donvito | 6 Giugno 2026

Approvata la legge in Parlamento,  al momento l’Italia nucleare sono parole e propositi, una sorta di agenda in cui mancano le pagine e non sono chiare le prossime parole da scriverci sopra.

I buoni propositi sono quelli dell’autonomia energetica che dovrebbe esserci quando le prime centrali saranno operative. Appunto, quando saranno operative…

Il punto di partenza, non scritto nella legge, è la situazione attuale, coi rifiuti della precedente stagione nucleare parcheggiati in depositi di alcune località italiane nonchè in Francia e Gran Bretagna, in attesa che la società che gestisce il tutto (Sogin) riesca ad individuare dove costruire il cosiddetto “Deposito Nazionale”, una grande infrastruttura ambientale e tecnologica progettata per mettere in sicurezza e smaltire definitivamente i rifiuti radioattivi, che nessuno dei luoghi che sono stati individuati ha intenzione di ospitare e che quando si hanno avvisaglie di costruzione, i residenti e i politici (inclusi quelli che poi in Parlamento votano a favore del nucleare) organizzano manifestazioni contro.

Negli altri Paesi Ue dove sono operative centrali nucleari, tipo Finlandia e Svezia ci sono già strutture del genere ben calibrate, nonchè in Francia dove, però, un megaprogetto a  Bure è altamente contestato.

Rispetto a questo punto di partenza, la legge approvata in Parlamento prevede di devolvere incentivi alle zone che saranno individuate per la costruzione dei siti. Vaghezza e rimando del problema che si somma alla incapacità di gestione del precedente periodo nucleare…. e che nulla fa promettere.

Abbiamo l’impressione che la legge approvata sia una sorta di coccarda che i nostri politici si sono messi sul bavero per rincorrere la moda diffusa della rivalutazione del nucleare, illudendosi che questo di per sé possa essere foriero di una nuova politica energetica.

Ovviamente, siccome viviamo in un Paese funzionale per produzione, gestione e incremento delle energie rinnovabili, sarebbe stato meglio concentrarsi su queste, così come fa oggi la Germania che, rispetto all’abbandono definitivo del nucleare nel 2023, non ha intenzione di cambiare. Ma intanto devolviamo un po’ di soldi  a chi ha i pruriti nucleari.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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