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Legalizzazione droghe. Capire i fatti e le dinamiche. Come andare avanti

di Vincenzo Donvito | 3 Febbraio 2020

Dopo che nella recente campagna elettorale per le regionali in Emilia Romagna, con notevoli risvolti mediatici a livello nazionale e non solo, ne abbiamo sentite e viste di “cotte e di crude” in materia di droghe… occorre porsi al cune domande e agire di conseguenza.
Siccome è lo schieramento che rivendicava e voleva indurire il proibizionismo sulle droghe ad essere stato sconfitto, crediamo sia legittimo pensare che certe maggioranze sono possibili anche sulle droghe, tra i vari argomenti che sono stati trattati in quella campagna elettorale… con un problema non secondario: lo schieramento proibizionista ha perso in Emilia Romagna ma ha trionfato in Calabria. Valutazione a cui occorre anche aggiungere che le estremizzazioni proibizioniste (tipo la citofonata di Matteo Salvini a casa di una famiglia tunisina ) ci sono state solo in Emilia Romagna. In Calabria, a parte le ordinarie affermazioni sulle droghe cattive e malefiche, invece, non abbiamo avuto queste estremizzazioni, ma “solo” delle eccellenti operazioni di polizia che hanno sgominato non pochi centri di smistamento dei narcos italiani… ma che tecnicamente confermano che di per sé non potranno mai estinguere la presenza di questa merce sul mercato nero.
Per capire: le due cose sono sì l’aspetto di una stessa medaglia (la lotta alle droghe) ma, mentre la citofonata presuppone una eterna ed indistruttibile attività di sequestri, la legalizzazione apre ad un ridimensionamento dei sequestri (nel lungo periodo, visto che, per esempio, uno dei problemi che oggi ci sono in un Paese come il Canada dove è più di un anno che la cannabis è legale, è il contrasto e la valorizzazione del mercato legale rispetto a quello clandestino, che continua ad esserci – esentasse e di facile reperibilità – pur se in calo).
Stiamo parlando delle tendenze della politica, cercando di leggere i fatti per capire come incastonare e far meglio comprendere agli scettici i vantaggi di una legalizzazione.
La breve conclusione a cui giungiamo è che con l’elettorato si può ragionare anche su cose che apparentemente sembrano difficili, e che in genere si pensa che vengano affrontate di pancia e non di testa. La legalizzazione delle droghe tra queste.
Crediamo che il passo successivo non sia tanto di cercare di infilare in qualche provvedimento una qualche forma di legalizzazione (come è stato infelicemente tentato con insuccesso fino ad oggi), ma seguire una strada maestra, aperta, trasparente che porti a dibattere sulla questione in sé piuttosto che affidarsi ad espedienti che rendano di fatto legale ciò che oggi non lo è (pur se già depenalizzato, il ché ci rende un passo avanti rispetto ad altri contesti, anche europei).
La lezione di cui abbiamo scritto sopra ci porta a queste valutazioni:
1 – le estremizzazioni non pagano, per proibizionisti e per legalizzatori;
2 – la sintonia con le forze dell’ordine è importante, perché la legalizzazione non porta magicamente alla fine dei narcos, dei traffici e del mercato nero.
3 – come storicamente è stato per altri proibizionismi (vedi alcool in Usa nel secolo scorso), per il superamento non basta un tratto di penna. Occorre onestà intellettuale da parte di entrambi gli schieramenti. Non minimizzare, non eccedere, non parlare per sentito dire, ma affidarsi alla scienza e al buon senso.
Le droghe oggi illegali, come tante altre sostanze legali (alcool e tabacco sono droghe…) con cui abbiamo a che fare ogni giorno, sono per alcuni mezzi di piacere, e non potranno mai essere cancellate. La proibizione ha aggravato la situazione (individuale, collettiva, sociale, sanitaria, politica ed economica: quel che accade in Messico valga come esempio), perciò occorre affrontare e sperimentare altri approcci. Come stanno facendo in Canada e Uruguay e in diversi Stati degli Usa.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, buon senso, calabria, campagna elettorale, emilia romagna, mercato, polizia, secolo scorso, usa, valutazione

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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