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Le violazioni di diritti a Gaza stando all’Ue

Iniziando dalla fame “condanna collettiva assoluta” all’uccisione “forse stabilita dei giornalisti”: sono sei le possibili violazioni dei diritti umani da parte di Israele a Gaza e due in Cisgiordania, che hanno portato  l’Ufficio del Rappresentante speciale dell’Unione europea per i diritti umani a concludere che “vi sono indicazioni secondo cui Israele ha violato i propri obblighi derivanti dall’articolo 2 dell’Accordo di  associazione con l’Ue”, la clausola che lega le relazioni bilaterali al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici. E’ quanto emerge dal rapporto commissionato dall’Alta rappresentante dell’Ue per la  Politica estera, Kaja Kallas.

di Giuseppe Basilico | 22 Giugno 2025
Meeting of the college members. European Parliament in Strasbourg, France – 17/12/2024. Réunion des membres du collège. Parlement Européen de Strasbourg, France – Le 17/12/2024.

Iniziando dalla fame “condanna collettiva assoluta” all’uccisione “forse stabilita dei giornalisti”: sono sei le possibili violazioni dei diritti umani da parte di Israele a Gaza e due in Cisgiordania, che hanno portato  l’Ufficio del Rappresentante speciale dell’Unione europea per i diritti umani a concludere che “vi sono indicazioni secondo cui Israele ha violato i propri obblighi derivanti dall’articolo 2 dell’Accordo di  associazione con l’Ue”, la clausola che lega le relazioni bilaterali al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici. E’ quanto emerge dal rapporto commissionato dall’Alta rappresentante dell’Ue per la  Politica estera, Kaja Kallas. Il rapporto – arrivato su richiesta di diciassette Paese Ue e che sarà esaminato nella riunione dei ministri degli Esteri lunedì – si basa  esclusivamente su fonti indipendenti come la  Corte internazionale di giustizia, l’Ohchr, la Corte penale internazionale e diverse agenzie Onu e “non esprime giudizi politici ma fornisce elementi per una  valutazione nel contesto del riesame in corso da  parte dell’Ue”. Almeno 34 i palestinesi sono stati uccisi in due attacchi israeliani mentre erano in attesa di aiuti nella zona centrale della Striscia di Gaza. Lo riferiscono alcuni soccorritori citati dall’emittente al Jazeera.  Almeno 23 palestinesi sono stati uccisi dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco sui richiedenti aiuti nei pressi dell’asse Netzarim, ha riferito la testata con base in Qatar citando una fonte  dell’ospedale al-Awda a Deir al-Balah. Il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra è salito finora a 55.908 morti e 131.138 feriti dall’inizio del conflitto tra Hamas e Israele il 7 ottobre 2023, hanno dichiarato sabato le autorità sanitarie di Gaza. Secondo quanto riportato dai media palestinesi, venerdì mattina le truppe israeliane hanno aperto il fuoco su alcune persone nei pressi di un centro di distribuzione di generi alimentari nella zona del corridoio di Netzarim, nella Striscia di Gaza centrale, uccidendo almeno 25 palestinesi e ferendone oltre 120. La parte israeliana non ha ancora risposto. Una delegazione di Hamas è arrivata in Egitto per discutere di un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e di un accordo sul rilascio degli ostaggi. La delegazione insiste su un accordo globale che includa il cessate il fuoco, il ritiro da Gaza, la ricostruzione della Striscia e il rilascio di tutti i prigionieri. Lo riporta Ynet. La popolazione di Gaza “ha un disperato bisogno di maggiore aiuto”, ha dichiarato sabato la Fondazione umanitaria di Gaza (GHF), un’organizzazione sostenuta da Israele e dagli Stati Uniti che distribuisce aiuti dal mese di maggio nel territorio palestinese assediato. La GHF, le cui distribuzioni danno luogo a scene caotiche e mortali nei pressi dei suoi centri, si dice “pronta a collaborare con altre organizzazioni umanitarie” per rispondere ai bisogni della popolazione affamata dopo oltre 20 mesi di guerra e il blocco imposto da Israele dall’inizio di marzo, e parzialmente revocato alla fine di maggio. La protezione civile di Hamas afferma che almeno 12 persone sono rimaste uccise dal fuoco israeliano, tra cui otto civili che si trovavano nei pressi di siti di distribuzione degli aiuti umanitari. Secondo le fonti locali, le vittime si erano radunate in cerca di cibo, in un contesto di grave carenza alimentare nel territorio palestinese. Wassim al-Assad, cugino del deposto presidente Bashar al-Assad e figura di spicco del Paese, è stato arrestato: lo ha annunciato il Ministero dell’Interno siriano. Sebbene Wassim al-Assad non ricoprisse una carica di alto funzionario, è il primo esponente di spicco della famiglia Assad ad essere arrestato da quando una coalizione guidata dagli islamisti ha rovesciato il governo l’8 dicembre, ponendo fine a oltre cinquant’anni di dominio incontrastato del clan Assad. Gaza come i campi di concentramento nazisti, il premier israeliano Benjamin Netanyahu come Hitler. In occasione dell’apertura dei lavori del summit dell’Organizzazione per la Cooperazione islamica, il leader turco Recep Tayyp Erdogan ha paragonato gli eventi degli ultimi mesi a quanto accaduto durante la Seconda guerra mondiale. “Gaza è stata ridotta a un ammasso di macerie. Bambini, donne, civili massacrati tutti i giorni, da 21 mesi costretti a sopravvivere in condizioni peggiori di quelle dei campi di concentramento nazisti” ha detto Erdogan. Presidente Erdogan, le è mai successo di rimpiangere il suo destino da presidente della Turchia? Ha mai sognato di vivere come un uomo normale?

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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