E’ un piacere guidare e leggere un bel cartello delle vie del gusto che ti fa assaporare un formaggio o un tortellone solo dalla scritta. In Italia e soprattutto nelle nostre regioni a grande vocazione agricola come Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: dalla strada dell’aceto balsamico alla piazza del lardo di Colonnata, dal vicolo del salame all’incrocio del tortellino. Peccato che a volte ci roviniamo da soli.
Al posto delle profumate vie del gusto abbiamo le scalcagnate strade bucate. Al posto dei viali del benessere troviamo l’asfalto gruviera. Il mondo va così. Ma sulle strade non si scherza. Un viale ad alto scorrimento di Bologna ha i cartelli di attenzione buche. Più che mettere un cartello di pericolo bisognerebbe togliere il pericolo.
Non ci sono più i soldi di una volta e non ci sono più le strade di una volta. Col rischio di incidenti e di infortuni dietro al curva. Non ci sono più quelle vie del gusto che una volta già facevano sognare, al primo cartello, quel che potevi mangiare e bere nella prima locanda che incontravi.
Comuni ed ex province devono far i conti con altre emergenze e ci rimettono vie e strade: si va di rattoppi ed opere minime. Curiosa la coincidenza. Una delle zone a più alta vocazione di gusto e di agroalimentare come quella di Modena ha anche il primato momentaneo della strada più bucata. Almeno della zona.
Parliamo della Modena Sassuolo che dovrebbe persino diventare una nuova superstrada fino a Pistoia, secondo i sogni e i programmi, e che invece adesso è una -non troppo sicura- bretella piena di crateri. Ma crateri veri. Non metaforici.
A sentire qualche automobilista nel primo tratto che porta dal capoluogo provinciale all’uscita di Baggiovara, dove c’è il nuovo ospedale, l’asfalto si è aperto per le piogge e si è creata una voragine. In due giorni 15 automobilisti con le gomme a terra. Non sarà una gran notizia per la statistica mondiale ma per quella locale è un bel dato.
E sarebbe la strada che unisce la capitale dello zampone e del cotechino al distretto della ceramica e anche dell’aceto: prodotti che da soli valgono milioni di euro, ex miliardi di lire. Sono quei prodotti che richiamano commercianti e turisti, pullman di gourmet o semplici curiosi del nome e del sapore.
E noi cosa facciamo: li accogliamo e li accompagniamo con le strade trabocchetto, con le vie delle buche, con l’asfalto che si sbriciola con un giorno di pioggia.
Certo il mondo andrà avanti ugualmente e si dirà: ci sono problemi ben più grandi. Si può pensare quel che si vuole. Anche che uno dei primi dieci Paesi sviluppati del mondo possa avere le strade di un paese da fine del mondo.
Questioni di punti di vista e di gomme che tengono.

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