“Tra noi e la cdl ci sono due filosofie di governo contrapposte”. Così in Umbria Romano Prodi ad una manifestazione dell’Unione. Il professore porta l’esempio della riduzione del cuneo fiscale, una misura che è ritenuta necessaria da entrambi gli schieramenti ma mentre, per Prodi, Tremonti vuol prendere i soldi dai tagli da fare al welfare, il centro sinistra li vuole ricavare soprattutto dalla tassazione delle rendite finanziarie e dalla lotta all’evasione fiscale. Nell’esempio fatto la verità sta nel mezzo nel senso che una cifra rilevante come quella che serve per finanziare la riduzione del costo del lavoro, vengono calcolati almeno 5mila miliardi, deve necessariamente venir fuori non da una misura o due ma un insieme di politiche. A parte però il caso citato è assolutamente vero che alla base delle proposte del centro destra e del centro sinistra ci sono due concezioni diverse. Lasciamo stare la propaganda degli uni e degli altri. Nessuno è così sciocco, a destra come a sinistra, dal mettere in campo scelte autolesioniste, come sarebbe per il centro destra, e a detta della sinistra, quella di privilegiare le categorie più ricche penalizzando quelle meno abbienti o sull’altro versante, di attuare una sorta di persecuzione fiscale nei confronti dei ceti medio alti. La verità è un’altra. Ci limitiamo, per fare un esempio di immediata comprensione, ai temi di politica socio-economica. Il centro sinistra assegna al governo un compito “redistributivo”. Per far crescere le opportunità per le fasce più disagiate della popolazione vengono privilegiate agevolazioni fiscali o misure mirate per determinati gruppi sociali. Il centro destra invece assegna all’esecutivo un compito “regolamentare”. Le misure varate tendono a far funzionare meglio il sistema in modo che poi al suo interno i soggetti operino con più facilità per il perseguimento dei propri obiettivi. Naturalmente quelle ricordate sono tendenze di massima, non linee assolute. Nel senso che sia uni che gli altri adottano anche misure tipiche dell’altro schieramento ma le linee prevalenti, sempre per quanto attiene all’economia, sono comunque quelle ricordate. Non ci sono diavoli e non ci sono santi. Si tratta solo di scegliere razionalmente quale dei due metodi viene giudicato migliore per creare benessere e ricchezza.
Le tasse al centro della campagna elettorale: buoni e cattivi. Due categorie che in politica non esistono
Il centro sinistra assegna al governo un compito “redistributivo”. Il centro destra invece assegna all’esecutivo un compito “regolamentare”. Si tratta solo di scegliere razionalmente quale dei due metodi viene giudicato migliore per creare benessere e ricchezza.

Purtroppo la cultura dominante in Italia è di stampo assistenzial-popolare di stampo Est Europeo (non ho volutamente usato la parola comunista perché verrebbe malò interpretata)
la verità è che tutti si aspettano di avere qualcosa senza pagare nulla, cioè il dazio,
e chi conosce queste debolezze dell’italiano medio le sa sfruttare largamente.
Eppure è cosi facile sapere che nessuno ti da nulla per nulla e che la moltiplicazione dei pani e dei pesci è riuscita una sola volta oltre duemila anni fa!
E’ normale che i liberali siano per uno stato “leggero” che si limita a regolare la libera iniziativa e limiti le imposte all’essenziale. E che la sinistra sia per uno stato che dovendosi occupare di proteggere i più deboli è portato a privilegiare la leva fiscale. Per l’elettore il problema è stabilire quale sia la medicina preferibile in un determinato momento storico.