Da settimane in Africa, nella Repubblica Democratica del Congo questa volta, sono in corso massacri di civili inermi, bambini compresi, a causa degli scontri provocati da guerriglieri ribelli che combattono contro le milizie governative del presidente Kabila. Sullo sfondo, la presenza sempre più capillare della Cina, impegnata da decenni in una incessante opera di penetrazione nel continente africano.
Salvo rare eccezioni, il Corriere della Sera, soprattutto, i giornali italiani hanno a lungo evitato di parlarne.
Purtroppo è la conferma di un provincialismo che non investe solo il nostro ceto politico: le dispute quotidiane della politichetta nostrale non lasciano spazio ai grandi temi planetari. Il politically correct prescrive di esultare se un nero conquista la Casa Bianca e di indignarsi se Berlusconi smarrona sulla tintarella di Obama. Ma niente prevede se giornali e testate radiotelevisive mandano decine di inviati ciascuno a seguire i viaggi ordinari di Berlusconi, Veltroni, anche quando si tratta di raccogliere scontate banalità, e non spendono una lira per inviare fosse solo uno scribacchino per informarci sulle tragedie di vaste zone del nostro mondo.
Che di stragi criminali si tratti, in Congo, lo dice ufficialmente l’ONU. Dalla capitale Kinshasa, Alan Doss, il rappresentante delle Nazioni Unite , è stato chiaro: «Le milizie del generale Nkunda e quelle degli altri gruppi armati che combattono in Kivu, il 5 novembre hanno commesso crimini contro l’umanità, giustiziando civili non armati». Un’accusa che si riferisce a quanto accaduto a Kiwanja, un villaggio a una novantina di chilometri da Goma. «Condanniamo e deploriamo quanto accaduto e ricordiamo ai combattenti che la legge internazionale è assai chiara e questi crimini di guerra non saranno tollerati». Solo in questo villaggio i morti accertati –riferisce il Corriere della Sera- sarebbero una sessantina.
LE STRAGI IN CONGO NON INDIGNANO QUANTO BERLUSCONI
Il politically correct niente prevede se giornali e testate radiotelevisive mandano decine di inviati ciascuno a seguire i viaggi ordinari di Berlusconi e Veltroni, ma non spendono una lira per inviare fosse solo uno scribacchino per informarci sulle tragedie di vaste zone del nostro mondo.

Concordo sempre con te, come sai
Ciao Puccio
Caro Giampaolo ,cosa dice o non dice ( per ora )Obama lascia che sia un problema degli obamiti ! Ti aspetti ,dopo le eterne accuse di interventismo americano ,che Obama annunci “partiam,partiam “ancor prima di prendere il comando? Via ,da te non mi aspettavo simile battuta ,solo fine a se stessa.
Perchè non si osserva ,invece ed ahimè ,che la denuncia di simili “crimini di guerra” da parte dell’ONU è destinata a restare senza conseguenze ? E che la nostra “piazza” si defila in occasioni come questa , pronta a slanciarsi petto in fuori contro un decreto qualsivoglia del Governo Berlusconi ( e sol perchè ha vinto la tornata elettorale )? Un bel progresso ….
E Barak Husseini Obama cosa dice?