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Le stelle cadenti di un’estate italiana

di Fabrizio Binacchi | 2 Settembre 2012

Grillo versus Benigni: dicono che è scomparsa la politica e si butta tutto nel teatro. Ma intanto i problemi di questa società sono ancora tutti lì piuttosto intricati.

Ora, che si arrivasse ad uno scontro politico tra Grillo e Benigni, passateci la battuta, è assai comico. Benigni alla Festa Democratica di Reggio Emilia aveva ironizzato sulle polemiche al calor bianco tra Bersani e Grillo tra le accuse di fascista e di morti viventi. Un tono quasi britannico, oseremmo chiosare. Grillo ha chiesto da chi fosse pagato Benigni. Benigni ha risposto che il suo pubblico compra i biglietti. La comica rischia di diventare dramma. Almeno nella comunicazione. Caduti in basso. Stelle cadenti di un’estate italiana. Dicono che è scomparsa la politica e si butta tutto nel teatro. Ma intanto i problemi di questa società sono ancora tutti lì piuttosto intricati. Al di là delle evidenti performance, soprattutto di immagine e di rigore sul piano economico e finanziario che porta a casa Monti in Europa e nel mondo, c’è un sistema Paese ancora pieno di contraddizioni, crisi e punti oscuri. Centinaia sono i tavoli di crisi del settori aziendali e manifatturieri di cui il dramma del Sulcis o dell’Ilva di Taranto sono solo la punta dell’iceberg. Il comparto dell’energia e del trasporti è colpito come non mai da anni da un appesantimento dei prezzi e dei costi dei carburanti che in autunno si farà sentire sulle tasche ma anche sui mercati, non solo al dettaglio. La disoccupazione è la più alta dal 1999. Tra crisi generale, penuria di acqua, clima siccitoso e per alcune regioni importanti, il terremoto, l’agricoltura italiana non è mai stata così in ginocchio come quest’anno. Raccolti a rischio, stalle che chiudono, perdita di prodotto tra il 30 e il 50 per cento. Anche nei servizi non si fanno particolari progressi. Per selezionare i futuri medici, abbiamo scoperto, mettono test che non ci azzeccano con la materia e anche un primario conclamato in servizio sarebbe stato escluso. Bene. Si aspettava il grande decreto salute e per via delle polemiche sulle bollicine e le bibite gassate, tutto rischia di tornare nel cassetto. E pensare che la grande riforma degli ambulatori di base aperti h24 per i servizi di ex codice bianco che libererebbero i pronto soccorso è ed era veramente innovativa. Su tutto questo ci si mette lo stop and go della riforma sul sistema elettorale, che un giorno sembra cosa fatta e l’altro giorno sembra tornato al punto di partenza, come un eterno gioco dell’oca, più una spruzzatina di polemiche mai sopite su intercettazioni e giustizia. Se poi apriamo la pagina della riforma delle province rischiamo di sbellicarci dalla risate: cercano di capire se e come si farà, come si potrà unire Livorno con Siena, Mantova con Brescia, Modena con Reggio senza far svenire chi pensava ad una identità provinciale eterna. Piccole grandi stelle cadenti di un’estate italiana, aspettando un autunno nel quale, comici o non comici, senza una bella sterzata, rischiamo socialmente di andare a sbattere. E allora ci sarà poco da semplificare, ci sarà poco da ridere.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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