Il casus belli naturalmente è Matteo Renzi, un uomo una nemesi, uno che è riuscito a mettere tutti d’accordo nel dargli addosso.

Queste le considerazioni scaturite dalla sapida lettura dell’intervista rilasciata alla Stampa da Casini, pezzo che intendiamo fin d’ora consegnare ai posteri che un giorno volessero studiare la storia politica di questi anni per comprendere – se ne saranno in grado – il senso profondo ed angoscioso di frustrazione mista a rabbia che abbiamo dovuto subire ogni giorno della nostra vita come cittadini. Perchè il distillato di acrobazie parapolitiche, paralinguistiche e soprattutto paracule messo insieme da Casini è di qualità talmente alta, nel suo genere, che se ti distrai un attimo mentre leggi, dimenticando in quali disastri stiamo affondando, ti viene l’insano istinto di applaudirlo con ammirazione. Non è facile infatti sintetizzare in poche righe, come lui ha fatto meravigliosamente, l’incestuoso legame fra Prima e Seconda Repubblica, l’inestricabile groviglio di interessi pre-politici che lega tutti i leaders di partito, la leggerezza disinvolta di accordi sottobanco già conclusi che prevedono solo un inutile passaggio elettorale tanto per mantenere le apparenze, e soprattutto l’invincibile sete di potere che è l’unico collante in grado di tenere insieme politicanti che a parole si schierano su fronti opposti ma che sono tutti uniti nella lotta sanguinosa per il mantenimento delle rendite di posizione. Dunque, verrebbe da dire “Chapeu” – se non fosse che il senso di nausea è più forte di qualunque esercitazione di stile retorico, di cui davvero ne abbiamo piene le tasche, peraltro svuotate tecnicamente e montianamente da ogni altro contenuto.
Il casus belli naturalmente è Matteo Renzi, un uomo una nemesi, uno che è riuscito a mettere tutti d’accordo nel dargli addosso, dal momento che dice quello che pensa, si batte per le proprie idee, non si nasconde in comode retrovie di partito, non intriga in oscuri corridoi del Palazzo, non si occulta in correnti ondivaghe, e combatte le proprie battaglie a viso aperto, con l’aggravante – orrore orrore – di andare a cercare le persone ovunque si trovino, dai bagni della riviera romagnola alle sagre di paese, convinto come è che il dialogo con i cittadini sia essenziale per restituire un senso ed una dignità alla politica infangata e svilita di questo paese.
Ora, non ci stupisce affatto che le Cariatidi si siano tutte alleate contro di lui, consapevoli che se dovesse vincere la loro sopravvivenza avrebbe i minuti contati, perchè dietro di lui c’è un’intera giovane generazione di amministratori capaci, caparbi e pronti a governare che spazzerebbe finalmente via le mummie dagli scranni e ridarebbe finalmente fiato, energie, idee alla nostra sfinita democrazia – no, non è questo che ci sgomenta, ma tutto il rosario di brillanti giustificazioni snocciolato da Casini per convincerci che la nostra salvezza sta nel procrastinare in eterno il patto scellerato tra Pd, Udc e Pdl che prevede la prosecuzione del governo Monti e l’intangibilità della attuale secolare classe politica.
Sostiene Casini che il Pd si spaccherebbe, se vincesse Renzi, uno che caccerebbe fuori D’Alema impedendogli di ricandidarsi per l’ennesima volta dopo trent’anni, e che questa è una ipotesi inimmaginabile, una catastrofe pari solo a quella, altrettanto paventata, dell’uscita di scena di personaggi come la Bindi, Franceschini, Veltroni, gente di cui – a quanto pare – non si può neanche pensare di fare a meno per il bene di questo paese che però hanno scientemente contribuito a portare al disastro.
Sostiene poi Casini che la garanzia di stabilità offerta da Bersani è fondamentale, perchè seppure Pd ed Udc si presenteranno divisi alle prossime elezioni, sono già pronti ad allearsi subito dopo – ora non si dice che ai rispettivi elettori parrebbe brutto – per garantire l’appoggio incondizionato al governo Monti bis, e dunque si va a votare così, per perder tempo, ma tanto è già tutto previsto e calcolato, chè le Cariatidi hanno a cuore il bene del paese e più ancora la salda posizione delle loro poltrone.
Ma sono le ultime due righe dell’articolo che spiegano meglio di un trattato di mille pagine le ragioni di tanto impegno dialettico, laddove si racconta che un paio di mesi fa Casini ha incontrato Renzi ed ha cercato di convincerlo a desistere dalle sue intenzioni ed a lasciar perdere la candidatura alle primarie con la seguente motivazione:”Tu sei giovane, puoi aspettare la prossima tornata elettorale, lascia fare ancora un giro a noi”.
Ecco, che altro volete sapere?! Questa è la situazione attuale, questo è il patto di sangue che lega le Cariatidi – se non vi sta bene, sapete come fare. Andate alle primarie e votate il ribelle, per una volta provate l’ebbrezza del nuovo, che in questo paese non l’abbiamo mai avuta e, se non cogliamo l’occasione quest’unica volta, state certi che non l’avremo più.

Gian Franco, aggiungo che all’ultima direzione del Pd, come ampiamente documentato dalla cronache del casino che ne e’ seguito, non c’era spazio alcuno per interventi non programmati, visto che l’Odg era stato stabilito dalla Segreteria ed era blindato.
Gian Franco: lo dici da te, aspettiamo la presentazione del programma per farcene un’opinione, riguardo a Cacciari, ha anche aggiunto – per completezza di informazione – che condivide pienamente la battaglia di Renzi contro la dirigenza del Pd, sottolineando che è “allucinante” che sia la stessa del secolo scorso, espressione del vecchio Pci mai liquidato davvero.
Angelo: un sano bagno di realismo non può che farci bene, sul fatto che sia Veltroni ad incoraggiarlo, bè, ho molte perplessità. Il padre del maanchismo, più che realista, mi pare parecchio paraculo…..
Scusa Chiara, ma non capisco perchè si debba sempre personalizzare ogni cosa: la questione posta non è chi dice cosa ma, a mio modo di vedere, esattamente cosa si dice. Ripeto, perchè vuoi personalizzare la questione esprimendo un giudizio poco lusinghiero su Veltroni in contrasto al giudizio viceversa (molto) positivo che tu dai su Renzi? E’ questa personalizzazione delle vicende politiche che non condivido. Ed è questo il motivo per cui, anche se le su tesi sono magari giuste, l’iniziativa di Renzi può sembrare, a torto o ragione, un’applicazione della teoria dell'”uomo solo al comando”
Constato con piacere il richiamo da parte di quasi tutti voi ad un sano realismo, che in altri modi potrebbe dirsi pragmatismo: è già questo è segno dei tempi, che sono già cambiati. Interessante mi è sembrato l’approccio manifestato ieri da Veltroni intorno alla questione, che reputo prioritaria: “Il Pd non può delegare a Casini o a chiunque altro posizioni e culture realiste e il positivo rapporto con Mario Monti”. E, dopo altre considerazioni che potrebbero vederci schierati gli uni e gli altri sull’uno o altro fronte del dibattito interno al partito e all’intero centrosinistra, trovo invece assolutamente condivisibile anche la conclusione del suo ragionamento: “servono cambiamenti straordinari, non sono tempi per la tattica politica nè per conservatorismi, di destra e di sinistra”…
Paolo, io sono troppo realista per credere nella speranza. Credo invece nei fatti, dunque, se devo fare una scelta – ammesso che ciò ci sarà permesso da Lorsignori – preferisco mettere in conto di dover pagare eventuali errori di inesperienza di una giovane e nuova classe dirigente, considerandolo un investimento sul futuro, piuttosto che continuare a pagare l’insostenibile ed esoso costo della Casta che è solo una rimessa.
Io spero, e te l’ho già detto, che tu abbia ragione, ma forse a un certo punto conviene arrendersi nella fiducia che si accorda ai politici, questa mi pare la stessa identica esperienza del 1994 con un Berlusconi povero.
Come dimostra la realtà, nessuno oggi puo’ fare grandi cose, ne Obama, né la Merkel, né Hollande, non vedo in cosa Renzi sia diverso! Dovrà fare anche lui i conti con la realtà, che ripeto, non é piu’ quella degli anni ’90 né del 2000!
Te mi dirai che bisogna sperare, io ti rispondo che a un certo punto chi fa politica la fa per se stesso, perr primeggiare, per accedere a stipendi dorati, se ne strafrega del bene pubblico, lui una volta eletto farà altrettanto, non credo piu ai salvatori della patria (ho già dato con Berlusconi!) e vedo che il divario tra politica e vita della gente comune é incolmabile in Italia.
Se poi avrai ragione, e io torto, faro’ ammenda.
P. S. Federico, se Giannino è il nuovo, e si appoggia a Montezemolo, tanto maverick non è – preferisco uno che si appoggia a se stesso ed al suo gruppo giovane, non cerca padrini e rischia in proprio.
Allora, andiamo con ordine. Federico, poni una questione molto dibattuta cui ha risposto lo stesso Renzo con chiarezza e con un pragmatismo che, personalmente condivido. Non vuole fare l’ennesimo nuovo partito, ne abbiamo a iosa e non servono a nulla se non a lucrare sui rimborsi elettorali che, come saprai, Renzi vuole abolire del tutto, il Pd non è mai nato, concettualmente è una scatola vuota, quindi se butti fuori tutta la dirigenza, semplicemente rispettando lo Statuto che impone di andare a casa dopo tre mandati, puoi far entrare un nuovo gruppo dirigente, giovane e preparato, liberal e postideologico, su cui costruire finalmente un’anima ed una sostanza di partito di respiro europeo. E non è un mistero che Renzi si ispiri al modello liberal e democrat di stampo anglosassone ed americano.
Paolo: guarda, secondo me confondi due piani diversi. Che il nostro paese non possa deragliare da una poltiica economica di contenimento della spesa pubblica e di risanamento dei conti, è vero non solo perchè ce lo impone l’Europa ma perchè chiunque sia dotato di un minimo di buon senso sa benissimo che in realtà la vera follia è stata non perseguire questi obbiettivi finora. La questione forte, la sfida vera sta nella crescita, che impone un totale ripensamento di mentalità, modi, strumenti, approcci, ed anche coinvolgimento dei cittadini. In questo Matteo è competitivo, e se tu lo ascoltassi quando parla di questi temi, te ne rendersi conto. Il mio sostegno al suo,progetto non è empatico nè dettato dal solo bisogno di vedere qualcosa di nuovo, alla mia età non si è così superficiali. Mi ha convinta gradatamente e nel tempo, e mi piace il folto gruppo di giovani amministratori che lo segue in questo sforzo di cambiamento della politica e dell’idea stessa di partecipazione civile. Abbiamo un estremo bisogno di affrontare questi temi, di ripartire dalle basi, e qui ne vedo la possibilità.
Per cercare di spiegarti perché Renzi non é adatto e perché appare vecchissimo nella maniera di proporsi, ti faccio questo ragionamento, Renzi poteva andar bene negli anni ^80, ’90, persino nel 2000, ma ora é fuori tempo massimo, la storia é attualmente questa. NESSUNO potrà migliorare la situazione che é indipendente dall’azione di un primo ministro, liberale quanto sia o dotato di capacità.
Dica Renzi queste poche parole :” signori, io mi candido per amminsitrare le cose correnti del Paese, non prometto nulla perché niente potro’ ottenere, la congiuntura MONDIALE e le condizioni senza speranza del nostro debito mi impedirebbero qualsiasi margine di manovra, saro’ come un amminsitratore benevolo per gestire gli affari piu urgenti, ma per l’economia non potro’ niente se la situazione economica generale non cambia”.
Il resto, sono solo altre bugie alle quali spero che nessuno creda piu’!
Carissima Chiara,
ho avuto modo di ascoltare Renzi nei da te citati stabilimenti balneari della Riviera Romagnola(e ho notato che è più simpatico di quello che pensassi..). Però ora è ad un bivio: il PD è come l’URSS ai tempi di Gorbaciov, non è riformabile nel modo in cui lo immagina Renzi. Secondo me i tempi sarebbero maturi per rovesciare il tavolo e provare a costituire con altri “mavericks” alla Oscar Giannino un qualcosa di liberaldemocratico per provare a scuotere la politica italiana. Che ne pensi?
Un abbraccio
Legittimo e sensato aver dubbi sulle capacità di “nuovi”…del resto .anche quando le attuali cariatidi erano dei nuovi non avevano “esperienza”…Ma il problema non è di nuovi o vecchi ,il problema è il “sistema” instaurato : poltrone e denari ,folla di “rappresentanti” nominati e non “eletti”, ,benefit e vantaggi assurdi ,pensioni (!) che sono un’ offesa per chi lavora…se qualcuno si impegna per cancellare tutto questo,mi sembra sia da preferire ad occhi chiusi (si fa per dire!). Se potremo mai scegliere…
Cara Chiara, la strada di Renzi appare sempre piu’ in salita. I casi sono due, o si fa un partito suo, o sarà fagogitato dalle cariatidi di un partito, il PD, che a mio avviso non lo si riforma, lo si accetta o se ne esce! Già come é pare un minestrone tra laici (ma ci sono ancora?!?) e cattolici, quelli si che ci sono!
Dimentichi che Renzi non é attaccato solo dalle cariatidi, che moltissimi (di tutti gli schieramenti) lo accusano di dire cose banali e ovvie e che Grillo (non me lo puoi omettere!) di lui dice, con la comicità che ancora lo pervade :”Hanno bussato alla porta, era nessuno, Renzi!”.
Ti ripeto , il divario tra politici e cittadini é ormai incolmabile, solo una rivoulzione poträ rimettere le cose in regola! Se qualcuno qui ha visto stamane su Rai3 la Mussolini Alessandra dibattere con la Turco Livia, si sarà domandato in quale mondo esse vivano…si lamentavano dell’aumento delle verdure e della carne, che anche loro sentono la crisi (con 5000 euro netti o giu di li al mese) e che non fanno parte della casta, nooooooooo e la Turco poi tiene mamma malata e deve spendere per la badante (é la sola infatti, io da anni con mia sorella devo pagare ogni mese per mantenerne una a casa mia in Italia!)…..
Insomma Chiara, Renzi sarà anche “nuovo” ma a me appare vecchissimo e caroatide anche lui, il divario ormai tra politica e cittadini non lo colma piu nessuno, neppure Grillo.
Guarda, il suo approccio alla politica, ma prima ancora con gli elettori, parla per lui. Il ripudio del politichese, buono a spaventare le masse ed a tenerle all’oscuro degli accordi fra potenti, la scelta di parlare un linguaggio chiaro, comprensibile a tutti e di non sottrarsi al conforto, basterebbero già a qualificarlo nuovo, in questo paese. Il 13 settembre presenterà il suo programma, ma per quello che ha esposto fin qui posso dirti che condivido le sue idee perchè sono quelle di un liberal.