• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Le sinistre in Italia? Due soltanto

di Mauro Del Bue | 10 Marzo 2012

Un libro di Alessandro Orsini. Turati, il nemico da abbattere per Togliatti e Gramsci.

Nella recensione del libro di Alessandro Orsini “Gramsci e Turati: le due sinistre” (Rubbettino, euro 12,00 ), apparso il 28 febbraio, su “La Repubblica”, ad opera di Roberto Saviano, emerge, oltre a quello di Gramsci e di Turati, anche il caso di Saviano, che si presenta nelle nuove vesti di riformista e di turatiano di ferro.
Non lo avevo finora sempre compreso e dunque me ne rallegro, perché le affermazioni di Saviano sono non solo condivisibili, ma anche illuminanti sul piano storico e politico. Intanto la condivisione che in Italia sono state due solo le sinistre e non cento o una sola. Due, perché tante sono le correnti politiche che traggono origine della cultura riformista e da quella rivoluzionaria (ora anarco-insurrezionalista, ora sindacalista rivoluzionaria, ora massimalista, ora comunista). Che Gramsci sia stato (non è giusto dare di lui una sola versione che finisce per divenire anche un po’ caricaturale) anche uno dei più strenui e fanatici esponenti del filone massimalistico-rivoluzionario e comunista non v’è dubbio alcuno. Uno dei più violenti verbalmente, almeno nel periodo della redazione del suo Ordine Nuovo, come ci ricorda Orsini. Vi aggiungerei il linguaggio col quale, dalle colonne dell’Ordine Nuovo del 28 agosto del 1920, giudicò Camillo Prampolini e l’esperienza dei riformisti reggiani: “Coi moralisti di Reggio Emilia (che avevano definito moralmente ripugnante il metodo leninista) è inutile continuare una discussione teorica. I moralisti di Reggio Emilia hanno sempre dimostrato di essere capaci di ragionamento quanto una vacca gravida, hanno dimostrato di partecipare alla psicologia del mezzadro, del curato di campagna, del parassita di un arricchito di guerra. E’ inutile sperare che un barlume d’intelligenza illumini la loro decorosa idiozia di fra Galdino alla ricerca delle noci per ingrassare la clientela elettorale (….). Tra Lenin e questi sinistri idioti che è più ripugnante moralmente? A Reggio Emilia si apre lo spaccio della moralità da sacrestani ubriachi. Perché questi cooperatori (…), questi ingrassatori di porci con la biada governativa, perché questi concorrenti della plutocrazia siderurgica nel domandare la protezione dello stato borghese, non hanno avuto il coraggio di uscire dal partito dopo il congresso di Bologna?”. Gramsci parlava così di Prampolini, di Zibordi dei socialisti di Reggio Emilia, autentico modello del socialismo italiano per fede, dirittura morale, concretezza e coerenza. Saviano ricorda la differenza di linguaggio, e dunque di tolleranza e di rispetto per le opinioni altrui, dei riformisti. E in particolare, naturalmente, di Turati del quale il libro di Orsini sottolinea lo spirito eretico, e vi aggiungerei anche l’ironia laica. In realtà l’amore dell’eresia è il frutto della fede per l’antidogma. I riformisti non sono mai convinti di possedere la verità, credono che la via migliore sia quella gradualista, di conquiste parziali e successive come disse Turati “nelle cose e nelle teste”.
Il socialismo in divenire, un processo più che un obiettivo finale. “Perché altro non c’è”, lo sottolineò il leader riformista a Livorno nel gennaio del 1921. Imputato numero uno al congresso di Roma del 1918, per avere intuito che dopo Caporetto la guerra era diventata di difesa del nostro territorio e non si poteva restare con le mani in mano, imputato al congresso di Bologna del 1919, perché non favorevole ad impiantare i soviet in Italia e alla dittatura del proletariato, imputato a Livorno nel 1921, perché sensibile all’idea di collaborare coi popolari contro la reazione fascista, Turati se ne uscì con il famoso e illuminante avvertimento profetico: “Quand’anche aveste impiantato i soviet in Italia se uscirete salvi dalla reazione che avrete provocata e se vorrete fare qualcosa che sia veramente rivoluzionario, qualcosa che rimanga come elemento di società nuova, voi sarete forzati a ripercorrere completamente la nostra via, la via dei socialtraditori di una volta e dovrete farlo perché essa è la via del socialismo che è il solo immortale, il solo nucleo vitale che rimanga dopo queste nostre diatribe, perché tutto il resto è clamore, è sangue, terrore, reazione, delusione. E dovendo percorrere questa strada voi dovrete fare opera di ricostruzione sociale (…). La via lunga è la sola breve”.

Pubblicato in : Invito alla lettura

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti