
Dopo aver ascoltato le ultime dichiarazioni del presidente De Luca, oltre allo scontato sorriso di fronte al suo approccio caricaturale, si viene conquistati dall’ insano desiderio di ritornare indietro col tempo e quindi di cancellare le Regioni. Infatti non si tratta soltanto di una questione caratteriale del ” satrapo campano ” , ma di un virus, e non è il covid, che ormai corre veloce in tutto il Paese. Molti presidenti di Regione sono assurti alla notorietà purtroppo per un fatto negativo, quello pandemico. Ma spesso non hanno brillato per capacità di governo del loro territorio. Sempre in contrasto con il governo ed a volte anche con il partito di appartenenza non hanno fatto urlare ai cittadini la voglia di autonomia. Al contrario, in questa fase emergenziale, lo Stato centrale ha affermato il proprio potere, senza se e senza ma. Eppure le Regioni erano nate con il proposito opposto, ma con il passare del tempo si sono trasformate in centri di potere uguali allo Stato centrale. L’ emergenza sanitaria, economica, sociale ha messo in evidenza tutte queste lacune. Ora, o si cambia registro, dando nuove regole anche avendo la voglia di modificare l’ assetto istituzionale, o il rischio è quello che i cittadini individuino la Regione come un nemico. Serve una grande Riforma. Ma qualcuno avrà il coraggio di proporla? E di farla votare?
Roberto Caputo

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