E’ vero che una parola chiave non ti sfama o non ti trova un lavoro, ma è anche vero che se rimani nella confusione e nell’opacità tutto è possibile e tutto è grigio.
Fiducia a colpi di voti e bistecche gonfiate, pensioni povere e consumi che non ripartono, lavoro che cambia e giovani che protestano, scuola in ebollizione ed emergenza immigrazione sempre dietro l’angolo: non ci facciamo mancare niente nelle nostre giornate italiane, sia pur polarizzati in queste ore dall’Esposizione universale di Milano.
Eppure ci sono parole-chiave nei labirinti polirci che andrebbero illuminate e sottolineate.
Le parole sono pietre. Ce lo ricordano le facce delle nonne che vanno al mercato e cercano di fare la spesa risparmiando su tutto perché i soldi della pensione non bastano e ce lo ricorda papa Francesco che “ad uguale lavoro deve corrispondere uguale retribuzione”.
Il Papa ci dimostra che non occorrono molti trattati e molti discorsi per mettere a fuoco una posizione. “Il vostro parlare sia – sì, sì; no, no – il resto viene dal maligno”, come scrive Matteo (l’evangelista, non altri, 5,37). “Sì sì, no no”, mica facile.
La ricerca della parola chiave nei labirinti politici è più che mai necessaria e salutare. Le situazioni sono sempre articolate e complesse ma il nostro approccio deve essere diretto, schietto, sincero. Certo non sono parole politiche, per questo dovrebbero diventare politiche.
Perché la politica non dovrebbe essere un labirinto ma una traiettoria chiara, un disegno leggibile, un orizzonte scrutabile e decodificabile. Ho incontrato don Ciotti, l’altro giorno.
Eravamo al Cnr e proprio i “ricercatori” avevano chiesto al presidente di Libera di parlare del rapporto tra “libertà e ricerca”. Mica uno scherzo.
Astrofisici e scienziati del mare, biologi e climatologi, studiosi delle particelle e delle sostanze nutrienti alle prese con la ricerca di senso. Anche qui: mica male.
“Non ho titolo, dice don Ciotti, ma vi ringrazio perche mi fate pensare a nuovi orizzonti: Libera combatte le mafie e insieme deve liberare le libertà”. Un succedersi liberatorio e confortante di parole chiave: impegno, condivisione, coraggio, partecipazione, sviluppo, ecologia, inclusione, persona, democrazia”.
Ma attenzione alla democrazia pallida, aggiunge don Ciotti. Citando Norberto Bobbio: i nostri padri erano democratici ottimisti noi dobbiamo essere democratici sempre in allarme”. “I dubbi sono sempre più sani delle certezze”: non c’è dubbio “don” e bisogna sconfiggere il peccato dell’approssimazione della superficialità del sapere approssimato così tanto in voga in questi tempi. C’è di che riflettere anche per chi fa informazione: approfondite e accertate prima di scrivere e di raccontare. Insomma “ricercatori di dignità” dove la sapienza è davvero libera. E dove la legalità, di cui tanti si riempiono la bocca, deve corrispondere ad una responsabilità. Precisa, puntuale, inderogabile.
Per cui è vero che una parola chiave non ti sfama o non ti trova un lavoro, ma è anche vero che se rimani nella confusione e nell’opacità tutto è possibile e tutto è grigio. Ed è il mondo peggiore. E ti spacciano lucciole per lanterne.

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