
Nell’ambito del Festival di Carnevale del Teatro del Maggio, in coproduzione con gli Amici della Musica di Firenze, si è esibito alla Sala Mehta Grigory Sokolov, il grande pianista russo che soltanto un anno fa si era reso protagonista di uno splendido recital nello stesso luogo.
Di fronte ad un pubblico numeroso e concentrato, Sokolov ha proposto un programma particolarmente inconsueto nella prima parte, che consisteva in un ampio florilegio di brani del musicista inglese Henry Purcell, vissuto nella seconda metà del ‘600; fra i vari pezzi, tre brevi Suites, alcuni brani di stampo popolaresco (irlandese e scozzese) e in conclusione una vivace Ciaccona in sol minore. Sokolov li ha interpretati in maniera impeccabile, non solo restituendo con rigore la cifra stilistica barocca che li caratterizza, ma mettendone in risalto anche le sfumature espressive più variegate, alternando momenti di solennità, ironia, vivacità e malinconia in un quadro assolutamente coerente e unitario.
Nella seconda parte della serata il pianista russo si è cimentato con Mozart, attraverso la Sonata in si bemolle maggiore K 333 e una pagina appartenente all’ultima fase creativa del salisburghese, l’Adagio in si minore K 540. Con la Sonata K 333 Sokolov ha delineato con grande maestria lo spirito mozartiano, esaltando il carattere raffinato e galante dell’Allegro iniziale, l’intensità melodica dell’Andante cantabile e soprattutto le contrapposizione sonore dell’Allegretto finale, in cui l’intento del compositore di creare una sorta di dialogo solista/tutti (quasi si trattasse di un concerto per piano e orchestra) è stato magnificamente ottenuto da Sokolov, assai abile nell’alternare con naturalezza le dinamiche sonore.
Finale del programma tutt’altro che banale e scontato, con una lettura intensa e visionaria dell’Adagio K 540, cui è seguito, dopo un diluvio di applausi e di grida appassionate del pubblico, l’ormai abituale “terzo tempo” del pianista russo, il quale ha offerto 6 pezzi come bis, nel segno di Brahms, Chopin, Rachmaninov e Bach/Siloti.
Luca Summer

Lascia un commento