
Le elezioni europee sono in agenda per il prossimo anno. In politica è tempo che passa in fretta. All’interno del dibattito parlamentare monta la discussione sulla necessità a meno di cambiare la legge elettorale. In particolare la soglia di sbarramento. Mentre la divisione dei seggi è su base proporzionale. In Italia la legge elettorale per le elezioni europee vede il Paese diviso in quattro circoscrizioni e l’impossibilità per le varie forze politiche di unirsi in coalizioni: ognuno deve correre con la propria lista o “listone”, nel caso si accorda tra due o più partiti per correre tutti uniti sotto lo stesso simbolo. Questa impostazione non dovrebbe mutare ma, come riferito da più organi di stampa, a breve potrebbe cambiare la soglia di sbarramento che, dall’attuale 4%, verrebbe abbassata a un più agevole 3%. Ogni paese in Europa ha un livello di sbarramento diverso. Ove è più basso, più alto o addirittura senza sbarramento per esaltare la rappresentanza. Tema su cui la maggioranza si spacca. La Lega è contraria all’abbassamento della soglia. “La modifica della legge elettorale non è una priorità, ma soprattutto è giusto che gli Italiani scelgano i propri rappresentanti senza che ci siano aiutini. Chi ha i voti, ottiene il seggio” spiega una nota della Lega. “Peraltro, in teoria sarebbe più ragionevole alzare la soglia: consentirebbe di limitare la frammentazione politica che rende il Paese più debole”, aggiunge la Lega. Non la pensano così i Fratelli d’Italia che invece hanno aperto alla possibilità di modificare la legge elettorale per Bruxelles, in vista del voto del giugno del 2024. Il dialogo tra maggioranza e alcuni partiti di opposizione è già in corso. La trattativa è nata in Senato su input dell’Alleanza Verdi Sinistra, con il coinvolgimento del ministro per l’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, cognato di Giorgia Meloni ed esponente di spicco del principale partito di maggioranza.
Abbassare l’asticella dal 4 al 3% significherebbe avvicinare notevolmente diversi partiti alla fatidica soglia, con un bello sconto di circa 300.000 voti. Stando ai sondaggi, in Italia al momento sarebbero sotto il 4% un bel gruppetto di forze politiche tra cui Azione, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva, +Europa. Il primo a guadagnarci da un cambio della legge elettorale sarebbe Matteo Renzi che non a caso proprio nelle scorse ore ha annunciato la sua candidatura alle elezioni europee sotto le insegne de Il Centro. Insomma voti in partenza che potenzialmente potrebbero far perdere qualche seggio soprattutto a Pd e Cinque Stelle, che non a caso, ancora non si sono espressi sulla legge elettorale.
Ginevra Matiz
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