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Le donne che battono la crisi con le idee

di Chiara Boriosi | 11 Maggio 2014

Tra giovani architetti e designers operanti a Firenze, la prospettiva del licenziamento ha generato una brillante intuizione che ha permesso di aprire una nuova via alla professione.

www.progettazionecasa.comIdea è sostantivo femminile, come crisi che, lo sappiamo, significa anche opportunità, altro sostantivo femminile. Non è un caso se, nel seme di queste tre parole, sembra essere già contenuto il frutto di quel genio che le donne hanno per natura, ovvero la lucidità di una intuizione unita alla concretezza necessaria per metterla in pratica ed ottenere un ottimo risultato. La storia che vi raccontiamo è dunque un calzante esempio di questa premessa, e se è vero che costituisce un’eccezione in questo spazio, da sempre dedicato alla politica, è anche vero che dimostra che l’iniziativa individuale è e resta la conditio sine qua non per tirarsi fuori dalla secche in cui è incagliato il nostro paese.

Nel 2011, sotto i colpi di una crisi economica che mordeva risorse, lavoro e prospettive in ogni settore, all’interno di un gruppo di giovani architetti e designers operante a Firenze, costretto ad affrontare la prospettiva di licenziamenti a fronte di una forte contrazione di mercato, è nata una brillante intuizione che ha permesso invece di aprire una nuova via alla professione, abbattendo i costi e rendendo accessibile ai più la fruizione di un servizio altamente professionale e qualificato, portato per di più a misura delle singole necessità.

Attraverso il sito www.progettazionecasa.com, è nata e si è felicemente sviluppata l’idea di un servizio di interior design semplice, veloce ed economico, ma altamente qualificato, grazie all’uso di tutti gli strumenti offerti oggi dalla comunicazione; questo ha permesso di abbattere le barriere dovute alla distanza, raggiungendo i clienti ovunque si trovassero, offrendo loro la possibilità di partecipare insieme ai professionisti allo sviluppo del progetto. Skype, videochiamate, e-mail oltre a mezzi Social come Google e Facebook, consentono a cliente e professionista di interfacciarsi in ogni momento, di confrontarsi su richieste e soluzioni, di seguire insieme le modifiche grazie ad un semplice clic del mouse.

In tre anni, sono stati completati circa duecento progetti di diversa tipologia, perchè l’offerta del sito è molto varia: si può ristrutturare una intera casa, come una singola stanza, un terrazzo come un giardino, uno studio professionale come un negozio, fino alla possibilità di fare un regalo insolito, e certo speciale, offrendo un progetto di ristrutturazione a chi lo desidera da tempo ma non ha potuto permetterselo. Tutto si svolge online, con un significativo risparmio non solo di costi ma anche di tempi, e soprattutto a stretta misura delle esigenze del cliente.

Nei tre anni di attività – la prima in Toscana a sviluppare questa idea, fra le pochissime in Italia – il progetto è stato saldamente tenuto nelle abili mani di tre donne giovani e determinate che oggi, oltre a fare un primo soddisfacente bilancio dei loro sforzi, si apprestano ad esportarlo all’estero, forti della consapevolezza che la Rete non conosce confini e che la qualità del Made in Italy costituisce un’eccellenza riconosciuta ovunque.

La designer Milena Shtereva, 29 anni, l’architetto Greta Del Signore, 26 anni, l’architetto Gaia Milani, 37 anni, sono pronte ad espandersi ancora, consapevoli di tutto ciò che non solo hanno fatto, in questi tre anni, ma soprattutto di quello che hanno imparato, su sè stesse e sulla loro professione, mettendosi alla prova in un modo diverso e con strumenti diversi da quelli tradizionali.

Dalle loro riflessioni, infatti, emergono elementi molto interessanti che dimostrano come affrontare una sfida comporti anche una apertura mentale capace di modificare l’approccio con la propria specializzazione, le proprie certezze, e dunque anche con gli altri, in maniera agile, costruttiva e dinamica, ricavandone un arricchimento personale e professionale che si traduce poi in risultati e gratificazioni concrete.

Milena, ad esempio, sottolinea come, attraverso questa esperienza, abbia imparato ad ascoltare gli altri, a non imporre la propria idea ma ad accogliere quella del cliente, che ha un gusto diverso e dunque porta un punto di vista diverso ma non meno importante, essendo la persona che poi usufruirà dell’ambiente che ha chiesto di ristrutturare e dunque, a buon diritto, deve sentirlo proprio.

Greta aggiunge che questa dinamicità di confronto, dovuta agli strumenti scelti per comunicare con il cliente che non è solo un fruitore passivo ma parte attiva nello sviluppo del progetto, le ha permesso di uscire dal recinto autoreferenziale del solo confronto fra simili, ovvero fra professionisti, e di apprendere una nuova, difficile ma ricchissima lingua, quella del confronto con l’altro che non è un architetto ma espone esigenze specifiche e motivate.

Tutte riconoscono infine che, in un paese in cui le donne fanno ancora molta fatica ad affermarsi in ambiti professionali maschili, e spesso anche maschilisti, lo sviluppo e la riuscita di un progetto come il loro costituisce non solo una sfida vinta nella battaglia per mantenersi un lavoro, ma anche una costante sorgente di fiducia nelle proprie capacità oltre che una significativa dimostrazione della qualità della progettazione al femminile.

Lavorare in Italia si può, con professionalità, idee e capacità di realizzarle, uscendo dagli steccati rigidi e superati di un concetto di lavoro stereotipato, ed immaginando invece nuovi territori da conquistare con coraggio e disponibilità a cambiare approccio. Qualità femminili che potrebbero e dovrebbero contagiare positivamente tutti.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    17 Maggio 2014 alle 00:50

    Ma Renzi è malato di un ottimismo che non si basa sul nulla, si agita, ricorda la mosca del cocchiere. La situazione economica dell’Italia, da quando lui è al potere, è pure peggiorata, questa è la realtà, il resto ottimismo patologico e propagandistico. La sua agitazione non ha prodotto alcun effetto, non ha capito la gravità della situazione, quindi gravissimo illudere la gente.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    16 Maggio 2014 alle 16:08

    Renzi, caro Paolo, è uno che passerà, ovvio. Ma ci sono persone incagnite in un sentire contratto che valutano come originale e innovative, e grazie a loro altri renzi sono in lista d’attesa. Domanda: ci sono più renzi al mondo o acqua nel fiume? Temo ci siano più renzi.

    Rispondi
  3. paolo francia

    16 Maggio 2014 alle 09:13

    Non capisco questa agitazione Marzio, Renzi sta rincorrendo Grillo, cosa negativa per lui e distruttrice per la storia e i valori del suo partito, i dati economici disastrosi, la borsa di MIlano che crolla, lo spred che risale a picco.
    Chi ha riposto fiducia in quel tipo, un giorno o l’altro, dovrà assumersene la responsabilità. Resta tranquillo sulla sponda del fiume a guardare…..

    Rispondi
  4. paolo francia

    15 Maggio 2014 alle 22:35

    Chiara il “concetto” lo ricavo dall’esperienza diretta e personale con amici a Parigi che si fanno relooker l’appartamento, a costi ridotti, e in questi costi ridotti si intende il tutto. Quindi cose gradevoli a vedere e di bassa qualità.
    Web o non web, i materiali hanno un costo che varia tra l’Ikea e le haut de gamme.
    La scoperta dell’acqua calda

    Rispondi
  5. marzio siracusa

    15 Maggio 2014 alle 15:56

    Poiché la Boriosi è anche una prima della classe incallita, ripropongo il pezzo senza svarioni:

    Boriosi, dicci un po’, chi non si arrende alla crisi non può permetterselo perché qualcuno intanto sgomita per l’essenziale di una società cosiddetta avanzata, e magari sgomita sottoterra? Luce, gas, acqua, manutenzione della sanità e dei trasporti chi la fa, i tuoi creativi o gli altri che ogni tanto crepano? Ti sembra che sia improprio vedere nel loro lavoro un sostegno al successo dei creativi? Appena fuori dalle stupidaggini su Renzi, si rivela il to vizio patologico, e nemmeno sospetti che sono tanti i siti in cui inseguo le persone come te che sono tante, a destra e a manca. Mai in anni e anni hai risposto a un mio argomento, solo veleno di bassa gradazione, e sarcasmo che credi intelligenza. Nient’altro. Il tuo livore conferma che la lingua batte dove il dente duole. E inviterei i responsabili di Pensalibero a chiedersi se l’esperienza di un foglio in rete che nacque per difendere la riscossa del pensiero socialista, repubblicano e liberale non sia conclusa e superata, visto che una Chiara Boriosi, colonna del foglio (sic!), va ampiamente a rivestire sotto la scorza liberale un fascismo reazionario e ottuso, potenzialmente razzista nei fatti, che non solo le figure del vero liberalismo italiano non si sognarono mai di abbracciare, ma nemmeno furono nei programmi e aspirazioni del fascismo sociale. E ora ascoltiamo la cantilena che di antifascisti come la Boriosi non c’è più il seme e che per colpa del fascismo rosso da piccina soffrì tanto. Boriosi, t’è mai andata al cervello l’idea che basterebbe essere onesti, prima di tutto con se stessi, senza accontentarsi di crederlo?

    Rispondi
  6. marzio siracusa

    15 Maggio 2014 alle 15:47

    Boriosi, dicci un po’, chi non si arrende alla crisi non può permetterselo perché qualcuno intanto sgomita per l’essenziale di una società cosiddetta avanzata, e magari sgomita sottoterra? Luce, gas, acqua, manutenzione della sanità e dei trasporti chi la fa, i tuoi creativi che ogni tanto crepano? Ti sembra che sia improprio vedere nel loro lavoro un sostegno al successo dei creativi? Appena fuori dalle stupidaggini su Renzi, si rivela il to vizio patologico, e nemmeno sospetti che sono tanti i siti in cui inseguo le persone come te. Mai in anni e anni hai risposto a un mio argomento, solo veleno di bassa gradazione, e sarcasmo che credi intelligenza. Nient’altro. Il tuo livore conferma che la lingua batte dove il dente duole. E inviterei i responsabili di Pensalibero a chiedersi se l’esperienza di un foglio in rete che nacque per difendere la riscossa del pensiero socialista, repubblicano e liberale non sia conclusa e superata, visto che una Chiara Boriosi, colonna del foglio (sic!), va ampiamente a rivestire sotto la scorza liberale un fascismo reazionario e ottuso, potenzialmente razzista, che non solo le figura del vero liberalismo italiano non si sognarono mai di abbracciare, ma nemmeno furono nei programmi e aspirazioni del fascismo sociale. E ora ascoltiamo la cantilena che antifascisti come la Boriosi non c’è più il seme!

    Rispondi
  7. Chiara

    15 Maggio 2014 alle 14:28

    Paolo: non so dove tu ricavi il concetto di arredamento a basso costo, qui si parla di un progetto a basso costo, ovvero della prestazione di professionisti che hanno abbattuto i costi usando il web, non usando materiali di scarsa qualità.
    Trevigiano: non ci crediamo davanti, perchè non lo siamo, ma come vedi c’è chi ha capito il cambiamento ed inizia a praticarlo con ottimi risultati.
    Siracusa: il lezzo è quello della cialtronaggine con cui si mescola una tragedia – come quella dei minatori turchi – al coraggio di impresa di chi non si è arreso alla crisi ed alla prospettiva di essere licenziato. Operazione di bassissima lega, e di nessuna resa, poichè la totale malafede che la genera è del tutto evidente. E come ti ho già detto altro volte, invece di evocare ed invocare epurazioni da questo sito – dove, come è evidente, la tua libertà di espressione è largamente tutelata – puoi liberamente e velocemente accomodarti altrove, in cerca di spazi più consoni alla tua peraltro incomprensibile visione delle cose. Un bel sito dedito alla decrittazione di linguaggi sconosciuti, ad esempio, farebbe al caso tuo.

    Rispondi
  8. marzio siracusa

    15 Maggio 2014 alle 09:31

    Ripeto, aggiornato, il mio slogan elettorale:

    I PADRI FONDATORI CONCEPIRONO L’ATTUALE PROGETTO EUROPEO RICATTATI DAL CONTINENTE DISTRUTTO DALLA GUERRA.OCCORRE INVECE RIPENSARE L’EUROPA COME SOGGETTO AVENTE PROPRIE MIRE GEOPOLITICHE EXTRA ATLANTICHE E XTRA ASIATICHE. UN ORGANISMO NUOVO SI STRUTTURA AL SUO INTERNO SECONDO LE CONDIZIONI ESTERNE. PERCIO’, ANCHE ALLA LUCE DEL GOLPE ORDITO NEL 2011 DA GERMANIA E FRANCIA CONTRO L’ITALIA, QUALUNQUE FOSSE IL GOVERNO ITALIANO IN CARICA, OCCORRE DISERTARE LE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE PERCHE’’ E’ L’UNICA FORMA PER SIGNIFICARE IL NO RADICALE A QUESTA EUROPA CONTABILE. ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE NAZIONALI AZZERARE LE RAPPRESENTAQNZE PARLAMENTARI DEL PARTITO DEMOCRATICO E DI FORZA ITALIA, I DUE TRONCONI PUTREFATTI DELL’EX DEMOCRAZIA CRISTIANA

    Rispondi
  9. marzio siracusa

    15 Maggio 2014 alle 09:04

    Quel che diverte in questa discussione all’apparenza non politica, è la convinzione diffusa di essere sulla cresta del nuovo regalato a piene mani dal rimbecillimento davanti alla televisione. A Paolo dico: snocciola pure centomila euro per la tua nuova cucina, ma da quel che vedo nei designers alla moda, le cucine più strepitose hanno strana rassomiglianza con le sale anatomiche, così più o meno come in tutti gli arredamenti. Ora fra la sala anatomica e il vecchio tavolo tarlato della nonna preferisco tagliare cipolle sul tavolo della nonna, per le sale anatomiche basta andare da McDonalds o aspettare qualche anno per esperienza diretta. E poi mi evito quell’odioso snake casalingo dove inerpicarmi a farmi la birra dopo una giornata di duro lavoro da manager o da creativo. Al Trevigiano consiglio di prestare attenzione che suo figlio tra regate veliche, tesi sul designer delle sale anatomiche e salti aeroportuali per l’arredo planetario non coltivi le stesse pulsione dei figli degli usceri Rai o Mediaset perché alla fine sarebbe deludente per lui e per il figlio. A Chiara aggiungo: oltre all’ovvia pietà e sdegno credi che l’occidente dei creativi si sia buttato alle spalle forme di lavoro schiavizzato come quello dei quattrocento disgraziati seppelliti vivi in Turchia? Non credi che quei disperati svolgano funzioni essenziali nei settori primari senza i quali i creativi finirebbero nelle fogne? Oppure per te sono ottusi senza fantasia, senza inventiva, vili e parassiti, ovviamente invidiosi dei creativi? Questa discussione è stata di estremo interesse, molto più dei frizzi e lazzi sulle opinioni politiche, perché ne emana un lezzo intollerabile a cui la direzione di Pensalibero avrebbe fotto bene a dare aria.

    Rispondi
  10. Trevigiano

    15 Maggio 2014 alle 07:43

    Scusate amici, vorrei acculturarvi maggiormente ma devo farlo di nascosto da mio figlio.
    Sembra che nessuno di voi abbia studiato management e quindi vi vedo in difficoltà nel classificate il fenomeno de cuius, come si diceva ai miei tempi.
    Le giovani signore stanno semplicemente applicando, direi inconsciamente, i principi del “Agile management” fenomeno consolidato su cui mio figlio ha appena finito la Tesi, in Francese ed Inglese, ma mi ha proibito di dettagliare perchè a suo a suo avviso non meritevole di pubblicazione.
    Comunque questo modo di lavorare è nato nel settore del software, ma si sta diffondendo in vari settori, come dice la sua Tesi: From Agile Project Management to Agile Manufacturing.(Confidentiel).
    Comunque ora che è partito per venire a fare una Regata a Punta Ala, prima di raggiungere il suo lavoro a Dublino, vi copio qualcosa:
    Occorre passare da una organizzazione di comando e controllo ad una di leadership e collaborazione, i membri del team devono capire che la conoscenza risiede nelle loro menti e richiede pertanto collaborazione e trasparenza nel team accettando eventuali rivalità interne, si procede con multiple interazioni e test dove è fondamentale addattarsi al cambiamento.
    Come vedete il problema Italiano è che siamo in coda, ma ci crediamo davanti.

    Rispondi
  11. paolo francia

    15 Maggio 2014 alle 00:53

    Chiara, non metto in dubbio che queste 3 donne non siano valide, ma penso che il detto ” Chi piu spende, meno spende”, sia sempre d’attualità, e poi c’é la qualità….un conto è far passare un arredamento fatto con cose di poco valore solo per “far bello”, ma dopo un anno tutto è da rifare o buttar via, un altro é avere una cucina di valore, per la quale, architetto o meno, se non scuci diverse decine di migliaia di euro, non ce l’hai punto e basta.
    Poi, per carità, se c’é domanda e offerta e le persone sono contente del loro lavoro, tanto meglio per tutti.
    Io per me, o faccio al meglio o non faccio, le mezze misure e le mezze tinte non fanno per me.

    Rispondi
  12. Chiara

    14 Maggio 2014 alle 13:28

    Paolo, ho letto bene, mi dai ragione ma intanto affermi che certi lavori vanno affidati a professionisti qualificati che costano molto, con ciò intendendo che le persone citate nel mio pezzo non sono brave professioniste, avendo scelto di praticare una politica di prezzi low cost. Che invece deriva dall’abbattimemto dei costi derivato dall’utilizzo del web.

    Rispondi
  13. paolo francia

    13 Maggio 2014 alle 22:35

    Chiara, per una volta dopo piu di una hanno che dico che non hai torto, mi dai pure contro?!? Ma hai letto il mio messaggio, oppure decidi a priori che perché scrivo io non ti va?!?
    Rileggilo e evita di rispondere fischi per fiaschi.

    Rispondi
  14. marzio siracusa

    13 Maggio 2014 alle 17:50

    Che dici Chiara, se non ci fossero le strutture consolidate .e non solo della ricerca, strutture dove lavorano gli sfaticati amanti del posto fisso, i tuoi creativi avrebbero molto spazio per le loro scelte vincenti? Non si rischia molto quando comunque si sta nella bambagia delle strutture essenziali. E a disturbarmi è far passare per rischio e intraprendenza ciò che rischio non è, un problema non mio ma di chi la dà a bere a se stesso. E visto che il tema non cambia, ripeto e motivo il mio slogan elettorale:

    I PADRI FONDATORI CONCEPIRONO L’ATTUALE PROGETTO EUROPEO RICATTATI DAL CONTINENTE DISTRUTTO DALLA GUERRA.OCCORRE INVECE RIPENSARE L’EUROPA COME SOGGETTO AVENTE PROPRIE MIRE GEOPOLITICHE EXTRA ATLANTICHE E XTRA ASIATICHE. UN ORGANISMO NUOVO SI STRUTTURA AL SUO INTERNO SECONDO LE CONDIZIONI ESTERNE. PERCIO’ DISERTARE LE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE E’ L’UNICA FORMA PER SIGNIFICARE IL NO RADICALE A QUESTA EUROPA CONTABILE. E ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE NAZIONALI AZZERARE LE RAPPRESENTAQNZE PARLAMENTARI DEL PARTITO DEMOCRATICO E DI FORZA ITALIA, I DUE TRONCONI PUTREFATTI DELL’EX DEMOCRAZIA CRISTIANA.

    Rispondi
  15. Chiara

    13 Maggio 2014 alle 12:44

    Manuela, grazie per aver compreso perfettamente il senso di questo pezzo.
    Marzio, bambino è chi fa paragoni sciocchi come quello che proponi tu, mescolando due cose che nulla hanno in comune. La ricerca scientifica ha da molto tempo strutture consolidate, qui si parla, invece, di persone che, di fronte alla prospettiva di restare senza lavoro, hanno trovato una soluzione diversa e vincente. Non so cosa ti disturbi in questa storia, ma certo è un problema tuo.

    Rispondi
  16. marzio siracusa

    12 Maggio 2014 alle 17:47

    Chiara, perché non mi parli d’un uomo o di una donna che si sono inventati il lavoro nella lotta contro il cancro o altre infermità? Aspiri a tanti metodi Stamina? Via Chiara, capisci bene quel che ho voluto dire, non fare la bambina.

    Rispondi
    • Manuela gatti

      13 Maggio 2014 alle 09:40

      Ma é mai possibile che nn si possa semplicemente diffondere una iniziativa positiva? Tre donne, con problemi di lavoro, uniscono le loro menti e creano un “prodotto” che funziona, nn soltanto perché permette loro di riprendere a lavorare, ma dà ai fruitori la possibilità di godere di nuove impostazioni di lavoro.
      Certo, ci sono tanti anzi direi infiniti problemi da affrontare, ma una sana “boccata di positività” ogni tanto, é, credimi, TERAPEUTICA!

      Rispondi
  17. Chiara

    12 Maggio 2014 alle 17:10

    Due commenti che valgono più di un trattato di sociologia. Ovviamente nessuno si è preso il disturbo di capire di cosa si parla, come sempre. Ovviamente si sparano giudizi sulla professionalità altrui senza averne alcuna contezza. Ovviamente, dietro la libera iniziativa c’è sempre la truffa in agguato, perchè si sa, il lavoro sano, vero e certificato è sempre quello garantito da chi ti sta sopra, pubblico o privato che sia. Sembrate la Camusso, ma fate meno ridere di lei.

    Rispondi
  18. marzio siracusa

    12 Maggio 2014 alle 17:00

    Chiara, nel ristrutturare e ridisegnare gli ambienti la crisi del mattone è il motivo conduttore, e se così non fosse non si farebbero i salti mortali per trasformare squallide bicocche in nuovi spazi altrettanto squallidi, loft o che altro. E poi che vuol dire chiamare gli architetti e ridisegnare gli ambienti? Siamo alle solite, questo non è invenzione del lavoro ma invenzione della speculazione, guadagnare senza speculare questo il problema. Ma impreziosire dove non c’è stoffa, cambiare per darla a bere ai bischeri e poi buttare lo sgorbio ottenuto sul mercato del mattone nella speranza che imiti bene i modelli televisivi dell’abitare osannati dalle fiction di Rai3 o Canale5 e quindi ricavare oro da una bicocca rivestita, questo non è inventarsi il lavoro. Non si può qualificare come lavoro qualsiasi attività che porti guadagno purché rispetti il codice, perché se tutti fossimo parcellizzati in questo tipo di attività, l’homo homini lupus sarebbe già un giardino ricreativo. Quelle di cui parli sono le attività corsare alla self made man, che funzionano mentre milioni di bischeri pensano alle produzioni essenziali e militarizzate. Ma se non ci fossero quei milioni di bischeri militarizzati, i corsari del self made man, i creativi spiritosi e molto liberi che farebbero? Come vedi Chiara siamo di fronte a un’altra renzata, con forte valenza di cretinerie a stelle e strisce. Se poi intendi dire che il disoccupato non può starsene a frignare ma deve darsi da fare allora siamo d’accordo, purché non diventi la regola per tutti e per sempre se non vogliamo Hobbes dietro l’angolo.

    Rispondi
  19. paolo francia

    12 Maggio 2014 alle 16:00

    Diciamo che Chiara ha ragione, il lavoro va “inventato”, affidarsi alla pappa gia scodellata, in qualsiasi ramo o settore, non paga piu’, bisogna sapersi “riciclare” senno’ si è quasi esclusi, tranne alcune eccezioni ovviamente.
    Quanto ai conti correnti delle 3, questo non si sa, esistono tante trasmissioni TV che trasformano bicocche in cose accettabili, ma spesso impersonali, copy/paste, chi ha gusto ci riesce benissimo da solo, e se ci vuole un architetto (spesso non è come si aggiusta un luogo, ma proprio il luogo stesso che va modificato…), allora ci voglion fior fiori di architetti e ti devi “scucire”.

    Rispondi
  20. Chiara

    12 Maggio 2014 alle 13:13

    Non c’è spazio per l’ironia, basta saper leggere: la crisi del mattone non c’entra nulla, ristrutturazioni e interior design non hanno nulla a che vedere con l’edilizia, riguardano ciò che già esiste e può essere migliorato. E sarebbe invece utile cogliere il nocciolo della questione, ovvero che il lavoro, se non c’è, si può creare, con ottimi risultati.

    Rispondi
  21. marzio siracusa

    12 Maggio 2014 alle 09:04

    Chiara, il tuo ingenuo entusiasmo per le tre eroine dell’imprenditoria è tale che mi spenge ogni ironia. Siamo nella crisi salutare del mattone e le tre eroine procedono impavide nel mercato. Ma sei sicura che ti raccontino tutto?

    Rispondi

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