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Le banche e la politica italiana: il caso Etruria

Il connubio infelice tra banche e politica è sempre esistito. Il rischio è di essere trascinati nella palude di una polemica che si avvale di notizie fatte uscire col contagocce , ma con una tempestività legata agli avvenimenti politici.

di Roberto Caputo | 15 Maggio 2017

Una lunga storia lega le banche italiane alla politica ed ai vari governi che si sono succeduti dal Regno d ‘ Italia ai giorni odierni. Una storia piena di misteri, avvolta nella nebbia di inchieste spesso lacunose che non hanno svelato tutta la verità. Faide, omicidi , suicidi e crisi di governi hanno accompagnato la vita tumultuosa di molti istituti finanziari. Addirittura si può risalire alla fine dell ‘ ottocento in cui venne coinvolta  la Banca Romana , che aveva anche il compito di stampare le banconote,. In quella vicenda fu anche chiamato in causa il Re d ‘ Italia accusato di aver esportato ingenti somme di denaro Fu anche la fine temporanea della vita politica di Giolitti , che per dieci anni visse nell’ oblio ,prima di essere richiamato alla guida del governo. Per la prima volta il parlamento diede vita ad una commissione d’ inchiesta. Poi durante il fascismo scoppiò lo scandalo del Banco di Roma , che rischiò di fallire se non fosse intervenuto lo stesso Mussolini per un salvataggio forzoso che passò attraverso la nazionalizzazione con l’ IRI. Il crollo del Banco Ambrosiano è più recente. Un momento torbido del nostro Paese che vide coinvolti personaggi ben poco trasparenti come Calvi e Sindona, l ‘ istituto bancario del Vaticano e la famigerata P2.Una verità ancora molto da scoprire. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla caduta della più vecchia banca italiana ,il Monte dei Paschi. ed in questi giorni è esploso il caso Etruria , che chiama in causa due esponenti di governo. Quindi nulla di nuovo. Il connubio infelice tra banche e politica è sempre esistito. Il rischio è quello di essere trascinati nel pantano , nella palude di una polemica che si avvale di notizie fatte uscire col contagocce , ma con una tempestività legata agli avvenimenti politici , veramente straordinaria. Il governo se vuole reggere fino alle elezioni del 2018 non può permettersi di stare sotto schiaffo così a lungo. Servono scelte coraggiose ed immediate.Per disperdere la nebbia che ormai è già ampiamente presente. con un pericolo per nulla remoto di travolgere tutto e tutti.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: anni, banca italiana, banche, commissione, crisi, elezioni, fascismo, governo, italia, lega, monte dei paschi, mussolini, p2, parlamento, personaggi, politica italiana, roma

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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