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Le armi spuntate

Al di là delle minacce e dei calcoli del PD e al di là dei tradizionali quanto scontati strali di un’opposizione assai agguerrita, la marcia della legislatura è destinata a proseguire in considerazione anche dei tempi.

di Daniele Marchetti | 18 Novembre 2019

La situazione non lo consente. Il caso Ilva, le imminenti scadenze sulla legge di bilancio, la congiuntura internazionale non proprio rosea sono le briglie per ogni cavalcatura che intenda lanciarsi -al grido di “elezioni, elezioni”- contro il Governo.

Anche i calcoli ed i ragionamenti sulle convenienze di parte, le pene dei molti “simil-leader” o le strategie delle segreterie, seppur legittimi e per giunta interessanti, non possono aspirare a nessun grado di realismo.

Tutto sembra costituire un argine al voto anticipato!

Persino il Caso Ilva invece di rendere più vulnerabile, precario e debole l’Esecutivo finirà per rafforzarlo sia sul piano politico perché non vi sarà opposizione che potrà permettersi un voto “contro” qualsiasi ipotesi di salvataggio, sia sul piano istituzionale visto l’impegno del Quirinale materialmente palesato nel tempestivo incontro tra il Premier ed il Presidente della Repubblica.

Un caso, quello dell’Ilva, in cui tutti -da destra a sinistra- hanno messo del loro. E non sempre a proposito.

Un caso che, fra l’altro, è destinato a tenere banco per un tempo assai lungo da calmierare e, per molti versi, mascherare le “pene” della finanziaria criticata addirittura dalla Corte dei Conti.

C’è di più!

Nonostante le molte titubanze, i litigi, gli screzi, le quotidiane rappresaglie politiche e un’azione politica assai macchinosa e decisamente poco popolare, con il caso Ilva il secondo Esecutivo guidato da Giuseppe Conte potrebbe risalire la china sia nel gradimento sia nella considerazione.

E il Presidente Mattarella, attento come sempre persino alle sfumature, questo lo sa benissimo. Ecco spiegato per buona parte il tempestivo interessamento al caso che, sia detto a scanso di equivoci, avrebbe fatto tremare i polsi a qualunque governo ed avrebbe, necessariamente, interessato qualsiasi Presidente della Repubblica.

Mattarella sa che da una quasi clamorosa e devastante sconfitta può determinarsi, con un’azione forte, corale e sinergica (governo-istituzioni locali-parti sociali e cittadini), un nuovo inizio per un Governo che, per molti aspetti non ultimo la vicinanza politica, è anche il suo.

Insomma al di là delle minacce e dei calcoli del PD e al di là dei tradizionali quanto scontati strali di un’opposizione assai agguerrita, la marcia della legislatura è destinata a proseguire in considerazione anche dei tempi.

Alla finanziaria 2019, al caso Ilva seguiranno -senza soluzione di continuità- le elezioni in Emilia-Romagna, le elezioni in Calabria, le amministrative, il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, quindi la nuova finanziaria ed, in ultimo, il semestre bianco nel quale -da Costituzione- le Camere non possono essere sciolte.

Un calendario fittissimo che potrebbe essere scompaginato da una nuova crisi di Governo anche per dimissioni dello stesso Premier già fortemente sotto pressione, ma non certo (i molti parlamentari anche del M5S che non torneranno in Parlamento, docet) dal voto.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: calabria, conti, corte dei conti, costituzione, crisi, crisi di governo, dimissioni, elezioni, finanziaria, governo, legislatura, opposizione, parlamento, pd, presidente della repubblica, referendum, repubblica, soluzione

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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