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Le 6 domande a Cicchito negateci…

Premetto di aver chiesto l’accredito da giornalista per poter presenziare come dice la locandina ma non mi hanno nemmeno risposto dalla fondazione Craxi. Seconda premessa l’on. le Cicchitto batte sempre il tasto della rivolta interna contro Craxi a cui aggiungerei Andreotti mentre, come confessò Reginald Bartholomew all’epoca ambasciatore USA a Roma, che “se fino a quel momento il mio predecessore Peter Secchia aveva consentito al Consolato di Milano di gestire un legame diretto col pool di Mani Pulite d’ora in avanti tutto ciò con me cessò” quindi confermando la pista americana su quanto stava accadendo nel 1992. A leggere la prefazione sembra che Cicchitto sia stato uno dei leader indiscussi del “riformismo” all’interno del Partito socialista mentre, in realtà, si cimentò in lunghe dissertazioni con approfondimenti filosofici di alto spessore in un “massimalismo” costante e continuo.

di Raffaele Romano | 15 Aprile 2026

Premetto di aver chiesto l’accredito da giornalista per poter presenziare come dice la locandina ma non mi hanno nemmeno risposto dalla fondazione Craxi. Seconda premessa l’on. le Cicchitto batte sempre il tasto della rivolta interna contro Craxi a cui aggiungerei Andreotti mentre, come confessò Reginald Bartholomew all’epoca ambasciatore USA a Roma, che “se fino a quel momento il mio predecessore Peter Secchia aveva consentito al Consolato di Milano di gestire un legame diretto col pool di Mani Pulite d’ora in avanti tutto ciò con me cessò” quindi confermando la pista americana su quanto stava accadendo nel 1992. A leggere la prefazione sembra che Cicchitto sia stato uno dei leader indiscussi del “riformismo” all’interno del Partito socialista mentre, in realtà, si cimentò in lunghe dissertazioni con approfondimenti filosofici di alto spessore in un “massimalismo” costante e continuo. Viene in mente la sua posizione sui missili Cruise e Pershing in Italia chiedendo al partito ma, soprattutto, alla corrente di sinistra guidata da Claudio Signorile di essere acomunista. Tale presa di posizione consentì a Gianni De Michelis di lasciare la sinistra socialista, maggioritaria nel comitato centrale dell’epoca, per passare con il gruppo di Craxi. Secondo elemento la presenza dell’on. le Luciano Violante appare un po’ strana in quanto storicamente Cicchitto aveva criticato aspramente l’esponente comunista. Comunque, l’elemento più caratterizzante, rispetto a quelli già citati, è quello di poter chiedere all’on. le Cicchitto una risposta su quanto riportato dall’on. le Luciano Barca, braccio destro dell’on. le Enrico Berlinguer a pag. 843 del secondo volume delle “Cronache dall’interno del vertice del Pci” laddove alla data del 19 marzo 1981 così scriveva:

“Alle 12,30 mi telefona a Botteghe Oscure Fabrizio Cicchitto chiedendomi un incontro urgente al caffè Rosati, a Piazza del Popolo. Abbandono la riunione della Direzione dedicata alla ricostruzione delle zone terremotate della Campania e della Basilicata e vado all’appuntamento. Lo trovo sconvolto. Mi confessa di far parte della loggia di Gelli – anche se lo ha incontrato una sola volta all’Hotel Excelsior di Roma – e che certamente il suo nome prima o poi verrà fuori. Mi chiede di informare Berlinguer e di avere da Enrico una indicazione sul da farsi. Lui è pronto a pagare il suo errore. Gli chiedo con amicizia che cosa lo ha portato a finire nelle mani di Gelli. Mi racconta di essere stato perseguitato dai servizi segreti per una vicenda molto personale e di essere stato consigliato da un “amico” di rivolgersi a Gelli per far cessare la “persecuzione”. La cosa incredibile è che dopo l’ossequio a Gelli all’hotel Excelsior e l’adesione alla massoneria ogni persecuzione e ricatto dei servizi è cessato. Torno a Botteghe Oscure e informo Berlinguer che, come al solito, pranza soletto nella sua stanza. È colpito dalla notizia e toccato dal fatto che Cicchitto si rimetta alla sua decisione: ma non ha dubbi. Cicchitto deve rendere subito pubblico il fatto e pagarne le conseguenze. E Fabrizio lo farà.”

Visto che non mi è stato nemmeno risposto alla richiesta di accredito per partecipare alla presentazione del libro alla Camera formulerò in questa sede le domande che avrei voluto porgli:

  1. Perché, pur facendo parte del Psi e della corrente di Signorile, ritenne di rivolgersi a Barca e a Berlinguer del partito comunista?
  2. Aveva, per caso, degli elevati rapporti con loro visto che Barca lasciò addirittura la direzione del Pci per incontrarlo?
  3. A tal riguardo quando ne parlò a Signorile e a Craxi?
  4. Vista la sua preoccupazione per i servizi segreti perché non si rivolse a Lelio Lagorio, allora ministro alla difesa e suo compagno di partito da cui dipendeva il Sismi?
  5. Chi era l’amico che gli consigliò Gelli?
  6. E dopo l’ossequio a Gelli cosa gli disse quel giorno all’hotel Excelsior?

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    15 Aprile 2026 alle 09:35

    A me alla richiesta di accredito hanno risposto, ma non c’erano più posti disponibili. Colpa mia che l’ho chiesto con qualche giorno di ritardo rispetto all’invito che mi hanno mandato quelli della Fondazione Craxi.
    in generale non ho simpatia per Cicchitto, né per i relatori. Penso si siano allontanati anni luce da quello che era il PSI.
    Vero che Cicchitto è passato da un massimalismo a un altro. Quello liberal capitalista e ultra atlantista.
    Ad ogni modo, da socialista indipendente, avendo ricevuto l’invito, mi sarebbe piaciuto esserci.

    Rispondi

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