
Wall Street ha chiuso la seduta di venerdì 21 agosto 2026 in rialzo, mettendo a segno un parziale rimbalzo dopo i forti cali del giorno precedente. Nonostante la performance giornaliera positiva, i principali indici hanno terminato l’ottava complessivamente in territorio negativo, penalizzati nel corso della settimana dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dalle tensioni geopolitiche. Ad ogni buon modo, l’S&P 500 ha chiuso la seduta a +0.4%, esattamente come il Nasdaq (+0.4%), mentre il Dow Jones ha confermato l’andamento positivo, chiudendo a +0.73%. I dati sui Pmi hanno contribuito a muovere il mercato, offrendo spunti sulla tenuta dell’economia Usa, considerato che hanno evidenziato il ritmo di crescita più veloce degli ultimi 4 anni. Nel frattempo, i mercati hanno continuato a valutare il recente aumento dei rendimenti obbligazionari, trainato dall’inflazione e dalle preoccupazioni fiscali. I rendimenti dei titoli del Tesoro a lunga scadenza sono rimasti stabilii, in seguito all’annuncio di un maggiore programma di riacquisto di obbligazioni da parte del Tesoro, mentre il dollaro ha esteso il ribasso. Le società hyperscale hanno guadagnato terreno, con Alphabet in rialzo dell’1,1%, Microsoft dello 0,4% e Meta dello 0,8%. I produttori di chip hanno mostrato andamenti contrastanti, con Nvidia in calo dell’1%, Micron dello 0,8% e Intel del 2,2%. Walmart ha perso oltre il 10% nella settimana dopo che una deludente performance degli utili ha pesato sulle prospettive e sollevato preoccupazioni sull’andamento dei consumi negli Usa.
PETROLIO.
L’oro nero continua a rimanere l’ago della bilancia dei principali mercati finanziari. Nel fine settimana, il prezzo del Wti è rimasto pressoché invariato intorno agli 87 dollari al barile, mentre sul mercato appaiono segnali che indicavano una possibile volontà dell’Iran di porre fine al conflitto con gli Stati Uniti. Il presidente iraniano infatti ha affermato che Teheran preferirebbe concludere la guerra mantenendo una posizione di forza, descrivendo l’attuale memorandum d’intesa con Washington come una vittoria per l’Iran. Queste dichiarazioni hanno offerto un certo sollievo dopo che il Segretario al Tesoro Bessent aveva annunciato l’imposizione da parte degli Stati Uniti delle sanzioni più severe di sempre contro Teheran e l’intensificazione della pressione economica sul regime iraniano. In mezzo a questi segnali contrastanti, i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 5% per la seconda settimana consecutiva. Nel frattempo, l’esercito statunitense ha dichiarato di aver aiutato le petroliere a trasportare oltre 660 milioni di barili di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz dall’inizio di maggio, suggerendo che volumi consistenti continuano a transitare attraverso questo corridoio energetico strategico nonostante il conflitto e l’aumento dei rischi geopolitici.
GOLD.
Venerdì l’oro ha superato i 4.600 dollari l’oncia, raggiungendo il livello più alto da metà maggio e ampliando i guadagni settimanali a circa il 5%. Il rally è stato sostenuto dalle rinnovate preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti, dopo che il Tesoro ha inaspettatamente aumentato gli acquisti programmati di titoli di Stato a lunga scadenza, spingendo al ribasso i rendimenti obbligazionari e il dollaro. L’intervento ha sollevato interrogativi sulla capacità di Washington di gestire l’aumento dei costi di finanziamento e ha rafforzato la domanda di oro come bene rifugio alternativo. Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha indicato che potrebbero seguire ulteriori riacquisti, mentre l’amministrazione sta preparando ulteriori misure per affrontare gli elevati costi di finanziamento. Nel frattempo, l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe limitare ulteriori guadagni, mantenendo elevate le pressioni inflazionistiche e riducendo le aspettative di tagli dei tassi di interesse. La campagna statunitense per intensificare la pressione economica sull’Iran ha inoltre indebolito le speranze di una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz, sostenendo i prezzi dell’energia.
RENDIMENTI.
Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito al 4,74% venerdì, testando i massimi degli ultimi 20 mesi raggiunti all’inizio della settimana e annullando ampiamente il calo innescato dall’annuncio del Dipartimento del Tesoro di un maggiore programma di riacquisto di obbligazioni. Il Tesoro ha dichiarato che raddoppierà almeno i riacquisti di titoli a lunga scadenza, portandoli a 4 miliardi di dollari nel prossimo trimestre. Questo si aggiunge ai recenti sforzi per comprimere i rendimenti dopo l’intervento congiunto sullo yen giapponese tramite la vendita di euro e la richiesta alla Fed di aumentare il limite del suo programma FIMA. I rendimenti sulla parte a più lunga scadenza della curva erano aumentati vertiginosamente da luglio, in un contesto di forte emissione di debito da parte di aziende di intelligenza artificiale e di maggiore spesa in deficit da parte del governo federale. I rendimenti a lungo termine sono aumentati anche dopo che il presidente della Fed Warsh ha segnalato che un aumento dei tassi potrebbe non essere lo strumento preferito per combattere l’inflazione più elevata, aumentando l’importanza dei discorsi a Jackson Hole. Le preoccupazioni per un’inflazione non ancorata sono state amplificate dagli alti prezzi dell’energia durante il blocco imposto da Stati Uniti e Iran alle petroliere nel Golfo Persico.
SETTIMANA ENTRANTE.
Le prospettive sui tassi di interesse globali e sui rendimenti dei titoli di stato a lungo termine rimarranno al centro dell’attenzione del mercato, mentre gli investitori si confrontano con prezzi dell’energia elevati, spesa in deficit in aumento e un’impennata delle emissioni di credito societario. La politica monetaria della Fed e la sua duration saranno aggiornate con i discorsi del FOMC al Simposio di Jackson Hole, previsto dal 27 al 29 agosto. Inoltre, gli utili di Nvidia rimarranno un indicatore chiave per la domanda globale di intelligenza artificiale in un periodo in cui le prospettive ambiziose si scontrano con un certo scetticismo riguardo a una spesa eccessiva per le infrastrutture. Sul fronte dati, attesa per i prezzi PCE e beni durevoli di luglio, oltre alle revisioni annuali dei dati sui salari non agricoli. La BCE pubblicherà le minute della decisione di politica monetaria, mentre la Germania pubblicherà gli indicatori di fiducia dei consumatori e delle imprese.
IMPENNATA DEL BITCOIN.
Il Bitcoin è balzato di oltre il 22% in una settimana, superando la soglia psicologica dei 74.000-75.000 dollari venerdì 21 agosto 2026, prima di assestarsi in una fase di consolidamento nel weekend intorno ai 66.000-68.000 dollari. Questo rally mette fine a un lungo periodo di andamento laterale. Le cause di questo improvviso rialzo si dividono tra decisioni politiche degli Stati Uniti e dinamiche tecniche dei mercati. Da un lato l’appoggio politico di Trump, che, ricordiamolo, ha incontrato i leader del settore crypto alla Casa Bianca ed ha esortato il Congresso ad approvare rapidamente il Clarity Act. Questa mossa promette di ridurre il rischio normativo e favorire gli investimenti istituzionali. Dall’altra parte, il Tesoro americano ha annunciato il raddoppio delle operazioni di riacquisto (buyback) dei titoli di Stato a lunga scadenza. Ciò ha abbassato i rendimenti obbligazionari, liberando molta liquidità a favore degli asset più rischiosi come il Bitcoin. Non dimentichiamo anche che da un punto di vista tecnico, il movimento rappresenta un breakout significativo di un movimento precedente ribassista. Molti investitori avevano scommesso sul ribasso del Bitcoin, e pare che le dimensioni delle posizioni short fossero vicine ai 3 miliardi di dollari, ma quando il prezzo ha ricominciato a salire, rompendo la prima resistenza chiave di medio termine a 66.000 si è assistito ad un movimento violento al rialzo (chiusure in trailing stop di short positions) con target a 81.500, prossimo livello cruciale.
Saverio Berlinzani

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