Le recenti elezioni per il rinnovo dei consigli comunali e dei sindaci hanno evidenziato i vecchi mali del sistema politico italiano. Con il successo del Centrodestra si è riproposto di fatto il sistema delle coalizioni a sfondo maggioritario. Il presidente di FI Silvio Berlusconi ha sbarrato la strada al maggioritario in vista del rinnovo del Parlamento, consapevole del fatto che il suo è divenuto un partito di minoranza a rischio di scomparsa con il 12% dei consensi, se dovesse vincere il Movimento 5 Stelle alle politiche. Ma alla luce dei risultati elettorali comunali del 25 giugno, l’ex Cavaliere potrebbe cambiare opinione e accarezzare l’idea di vincere le prossime elezioni in coalizione con la Lega e Fratelli d’Italia. Il sistema elettorale a doppio turno ha messo in evidenza tutti i suoi limiti: primo fra tutti l’incentivo all’astensionismo. In alcuni comuni, il numero dei votanti si è attestato al 37% degli aventi diritto. È il fallimento della politica; è la deriva della legge Bassanini che dovrebbe consentire di amministrare i comuni. I 5 Stelle hanno rifiutato le alleanze con altre forze politiche, e si sono rivelati perdenti rispetto al Centrodestra che ha imbarcato compagni di viaggio eterogenei che normalmente non vanno d’accordo. La situazione che si profila a livello nazionale non è rosea; si prospetta una corsa fra Pd, Movimento 5 Stelle e Centrodestra. Ma quello che preoccupa è la situazione che si è creata nei comuni, da un lato i sindaci sceriffo, i Consigli comunali ridotti al ruolo di ratificatori dell’operato della Giunta, nominata da un sindaco che può licenziare gli assessori in qualsiasi momento, e dall’altro i dirigenti di carriera, veri detentori del potere dell’Ente. Queste sono le vere cause che anno dopo anno inducono i cittadini a disinteressarsi della vita pubblica facendo crescere l’astensionismo. E allora perché non tornare alla vecchia legge per l’elezione dei consigli comunali, che prevedeva un perfetto equilibrio di poteri, tra sindaco, Giunta e Consiglio comunale?
Roberto Fronzuti

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