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Largo agli atei!

di Angelo Giubileo | 30 Giugno 2013

Considerazioni sulla importante sentenza di rigetto pronunciata dalle sezioni unite della Cassazione in ordine al diritto-dovere del governo di stipulare intese in materia religiosa.

believer-before-a-cross-770x577Nel giorno della notizia della morte dell’acclamata astrofisica Margherita HacK, atea convinta, le Sezioni Unite civili della Cassazione – nella qualità precipua di supremo giudice di legittimità delle norme previste dall’ordinamento giuridico italiano – depositano un’importante sentenza di rigetto (del ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri avverso la sentenza del Consiglio di Stato del 18 novembre 2012 in riforma di una precedente sentenza del Tar Lazio) in ordine al diritto-dovere del governo di stipulare intese in materia religiosa.

La vicenda – che certamente non è da giudicarsi ancora conclusa, considerata anche la possibilità del Governo di sollevare conflitto di attribuzione di poteri davanti al supremo organo della Corte Costituzionale – concerne in tema fattuale il potere di determinazione del governo nazionale, in via esclusiva, di stipulare intese in materia religiosa con i soggetti giuridici a tal fine legittimati.

La questione può apparire alquanto complessa, anche sul piano strettamente giuridico. Cercando di semplificare: a) esiste un potere esclusivo del governo in materia religiosa, e quindi un diritto esclusivo di scegliersi la parte o le parti con cui sottoscrivere un’intesa? b) quale spazio o ambito giuridico è definito e risulta quindi circoscritto dall’uso, spesso equivoco, del termine religione? c) in ordine a quale o quali presupposti di diritto un soggetto, ritenuto tale dall’ordinamento, non è tuttavia considerato tale in materia religiosa?

Come si vede, questi sono soltanto alcuni degli interrogativi, riterrei piuttosto gravosi e sostanziali, attraverso i quali si discute da quasi un ventennio (http://www.uaar.it/news/2013/06/29/intesa-stato-uaar-cassazione-respinge-ricorso-del-governo/). Nel frattempo, anche in materia, è subentrata la disciplina del Trattato di Lisbona che regola il funzionamento dell’Unione Europea. In particolare, il consolidato articolo 17 del Trattato stabilisce: “1. L‘Unione rispetta e non pregiudica lo status di cui le chiese e le associazioni o comunità religiose godono negli Stati membri in virtù del diritto nazionale. 2. L’Unione rispetta ugualmente lo status di cui godono, in virtù del diritto nazionale, le organizzazioni filosofiche e non confessionali. 3. Riconoscendone l’identità e il contributo specifico, l’Unione mantiene un dialogo aperto, trasparente e regolare con tali chiese e organizzazioni”.

E pertanto: se è lecito sostenere che il Trattato in parola attribuisce ad ogni singolo Stato membro dell’Unione il diritto di riconoscimento al proprio interno dello status di chiese, associazioni o comunità religiose e inoltre di organizzazioni filosofiche e non confessionali; è lecito anche escludere un dovere di riconoscimento al proprio interno di uno status di chiese, associazioni o comunità religiose e inoltre di organizzazioni filosofiche e non confessionali universalmente riconosciute o almeno riconosciute tali per caratteristiche proprie dall’ordinamento giuridico dell’Unione Europea?

E ancora: riconoscendone l’identità, il governo di ogni singolo Stato membro è ugualmente disposto a riconoscerne il contributo specifico? Perché, in fin dei conti, la questione sostanziale e non formale si riduce a questo: il governo nazionale è disponibile a riconoscere il contributo specifico, valido ed efficace, che l’associazione o altro, in quanto unione di persone, è in grado di dare per il benessere del paese?

E quindi: ritiene il nostro governo nazionale di potersi avvalere in positivo dell’opera degli atei, sia uti singuli che uti cives, oppure viceversa che essi debbano ancora essere considerati cittadini di serie B?  

Pubblicato in : Metamorfosi, Primo piano

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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