Se il matrimonio sull’aereo papale è stato pensato e programmato da un operatore di marketing merita applausi a non finire. Come non vedere una perfetta metafora della Chiesa cattolica alla riconquista del matrimonio, della famiglia, cellula primaria della civiltà cristiana che prende avvio nella capanna di Betlemme. Una famiglia assai diversa da quella dei dominatori romani fondata sulla proprietà e sul potere e diversa anche dalla famiglia dei conquistati, la famiglia ebraica, fondata sulla tribù. O in seguito, nelle epoche dello sconquasso dell’Impero romano, la diversità ancora delle famiglie dei barbari fondate sulla stirpe. Per papa Francesco, anche se tale peregrinazione nelle Americhe latine, luogo delle “ Riduzioni ” gesuitiche, non è stata esaltante come nei precedenti viaggi pontificali, con meno partecipazione di folla, con precedenti contestazioni violente, basta questo matrimonio simbolico e fantascientifico, per le modalità e per la vicinanza al cielo, a farne un ricordo indelebile e pregnante. D’altronde il Papa si è riavvicinato ai suoi territori nativi non per portare particolari messaggi salvifici divini, ma per chiedere scusa di alcuni errori dei suoi rappresentanti, quindi il tono doveva essere per forza dimesso e umile, e per perorare una causa molto umana e poco divina: la salvezza della terra attraverso gli uomini di buona volontà, non necessariamente cattolici o cristiani, come bene ha espresso nella Laudato sì, composta nel terzo anno di suo pontificato. L’avvicinamento agli indios dell’Amazzonia, perché possano conservare i propri usi e cultura rispettosi della natura e in contrasto con la civilizzazione odierna, la quale fa dello sfruttamento delle risorse il nuovo idolo del terzo Millennio a favore del capitalismo senza remore o freni, ha questo senso. Ebbene quest’ altro gesto, nel ventre dell’araba fenice (semper eadem, sempre la stessa, come la Chiesa cattolica), indica, congiuntamente allo scopo ufficiale del viaggio papale, l’altra strada da percorrere per la salvezza del mondo: la rinascita culturale della famiglia cristiana a cui, altro gesto forte, non può mancare il carisma (Nel linguaggio teologico, dono divino largito a un credente a vantaggio dell’intera comunità) del matrimonio sacro. Un messaggio subliminale che le cronache hanno trasformato, con le sensibilità che le sono proprie, in un ulteriore gossip da rotocalco.
Guglielmo Adilardi

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