
Alla Flotilla è stata offerta ieri un’ultima occasione per uscire bene da una situazione ogni giorno più complicata, man mano che la costa di Gaza si avvicina.
Sanno benissimo, e gli è stato ricordato da ultimo dal Cardinale Zuppi, che non esiste un molo di attracco a Gaza per scaricare le voluminose provviste che dicono di portare, sanno di non sapere a chi eventualmente consegnarle, sanno che gli occhi del mondo sono aperti sui massacri di Gaza senza alcun bisogno che la flottiglia alzi il sipario su di essi.
Hanno fatto una iniziativa che è stata, almeno in Italia, generalmente apprezzata, è stato un successo mediatico, ma insistere nella volontà di sfida al governo israeliano rischia di far finire il viaggio nel ridicolo o persino peggio.
Ieri dopo la premier Giorgia Meloni ha parlato anche il parlato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Il valore della vita umana, che sembra aver perso ogni significato a Gaza, dove viene gravemente calpestato con disumane sofferenze per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona.
A questo scopo e al fine di salvaguardare il valore dell’iniziativa assunta – valore che si è espresso con ampia risonanza e significato – appare necessario preservare l’obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza.
Mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello alle donne e agli uomini della Flotilla perché raccolgano la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme – anch’esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza – di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza».
Ora gli organizzatori accolgano le parole del presidente Mattarella, consegnino le merci in mani sicure e invertano la rotta. Insistere sarebbe una espressione di narcisismo etico. Nessuno può prevedere le conseguenze di uno scontro navale. La non violenza protetta militarmente è un controsenso.
Marco Taradash

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