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L’APPELLO INASCOLTATO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Alla Flotilla è stata offerta ieri un’ultima occasione per uscire bene da una situazione ogni giorno più complicata, man mano che la costa di Gaza si avvicina. Sanno benissimo, e gli è stato ricordato da ultimo dal Cardinale Zuppi, che non esiste un molo di attracco a Gaza per scaricare le voluminose provviste che dicono di portare, sanno di non sapere a chi eventualmente consegnarle, sanno che gli occhi del mondo sono aperti sui massacri di Gaza senza alcun bisogno che la flottiglia alzi il sipario su di essi.

di Marco Taradash | 27 Settembre 2025

Alla Flotilla è stata offerta ieri un’ultima occasione per uscire bene da una situazione ogni giorno più complicata, man mano che la costa di Gaza si avvicina.

Sanno benissimo, e gli è stato ricordato da ultimo dal Cardinale Zuppi, che non esiste un molo di attracco a Gaza per scaricare le voluminose provviste che dicono di portare, sanno di non sapere a chi eventualmente consegnarle, sanno che gli occhi del mondo sono aperti sui massacri di Gaza senza alcun bisogno che la flottiglia alzi il sipario su di essi.

Hanno fatto una iniziativa che è stata, almeno in Italia, generalmente apprezzata, è stato un successo mediatico, ma insistere nella volontà di sfida al governo israeliano rischia di far finire il viaggio nel ridicolo o persino peggio.

Ieri dopo la premier Giorgia Meloni ha parlato anche il parlato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Il valore della vita umana, che sembra aver perso ogni significato a Gaza, dove viene gravemente calpestato con disumane sofferenze per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona.

A questo scopo e al fine di salvaguardare il valore dell’iniziativa assunta – valore che si è espresso con ampia risonanza e significato – appare necessario preservare l’obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza.

Mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello alle donne e agli uomini della Flotilla perché raccolgano la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme – anch’esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza – di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza».

Ora gli organizzatori accolgano le parole del presidente Mattarella, consegnino le merci in mani sicure e invertano la rotta. Insistere sarebbe una espressione di narcisismo etico. Nessuno può prevedere le conseguenze di uno scontro navale. La non violenza protetta militarmente è un controsenso.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: appello presidente, conflitto palestinese, Flotilla, gaza, meloni, propal

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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