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L’Angelo di Monaco

Un libro d’esordio, ma dove Fabiano Massimi rivela una mano sicura di scrittore thrilling, è un romanzo basato su fatti reali e incentrato su una vicenda poco conosciuta e tuttavia rilevante: il (presunto) suicidio della nipote di Adolf Hitler.

di Gabriele Parenti | 1 Marzo 2020

E’ uno di quei libri che quando  devi interromperne la lettura non vedi l’ora di riprenderla  ma per  più,  in questo thriller storico di Fabiano Massimi, durante la pausa della lettura  ci rifletti sopra  per cercare di precedere gli investigatori nella scoperta dei numerosi e risvolti di  un  inquietante caso di cronaca nera.

Inquietante anche per il contesto storico nel quale si svolge. L’angelo di Monaco  (Longanesi Editore. 2020) un libro d’esordio,  ma dove Fabiano Massimi rivela una mano sicura di scrittore thrilling,   è un romanzo basato su fatti reali e incentrato su una vicenda poco conosciuta  e tuttavia rilevante: il (presunto) suicidio della nipote di Adolf Hitler (alla quale lo zio e tutore era fin troppo affezionato come si mormorava a Monaco) la ventitreenne  Angela (Geli) Raubal.

Come si vede, i dubbi sono  molti  in  questo tragico evento.  E altrettanto  numerosi  sono gli indizi  che Fabiano Massimi  distribuisce  sapientemente. Piccoli indizi che potrebbero ribaltare l’angolo prospettico o ,viceversa, non avere influenza determinante.  Il lettore si arrovella  sulle varie ipotesi. Se  è suicidio qual è la causa e perché tanti particolari non tornano?  E se fosse omicidio quale sarebbe il movente e  chi potrebbe esserne l’autore ?

Ad accrescere il clima fosco è ,appunto,  l’ambientazione, in uno dei periodi più drammatici della storia contemporanea,  quello che  in Germania, precede la presa del potere da parte di Hitler.  Manca  poco più di un anno ;  i tentacoli del nazismo sono presenti ovunque e la paura  che diffondono è palpabile. Sullo sfondo di una Repubblica di Weimar  prossima alla fine, oltre a Hitler, troviamo numerosi altri  personaggi che sarebbero divenuti tragicamente famosi come Himmler, Goering, Goebbels, Hess.

Un libro, insomma che  raggiunge  il difficile equilibrio  tra  invenzione narrativa ed  eventi reali e documentati.   Equilibrio particolarmente difficoltoso perché  qui  i  personaggi  reali  non sono sullo sfondo come avviene  nei romanzi storici  “classici”  (dai Promessi Sposi ai Tre moschettieri, a Robin Hood)  ma alcuni di essi  hanno un ruolo di primo piano  nell’intreccio narrativo.

Gabriele  Parenti

 

post scriptum

Aggiungo una notazione  personale che  non è  nel libro 

Suicidio o omicidio ? Il romanzo, alla fine darà una risposta  Ma qualunque  essa sia  – e che ovviamente  non  svelerò-  rilevo che   Hitler ebbe un’influenza nefasta sulle donne che gli erano più vicine . Dopo il presunto suicidio (o omicidio, ma da parte di chi? ) di Geli, Eva Braun, (che si sarebbe poi data la morte nel 1945 insieme al dittatore tedesco), nel  1932 e nel 1935, tentò per due volte il suicidio. E l’inglese Unity  Mitford che fece parte della cerchia degli amici più stretti del  Führer, nel 1939, all’annuncio della guerra con la Gran Bretagna si sparò a una tempia. Sopravvisse ma riportò gravissime lesioni  cerebrali.

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: dittatore, germania, gran bretagna, personaggi, repubblica, romanzi, storia contemporanea

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

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