
Inquietante anche per il contesto storico nel quale si svolge. L’angelo di Monaco (Longanesi Editore. 2020) un libro d’esordio, ma dove Fabiano Massimi rivela una mano sicura di scrittore thrilling, è un romanzo basato su fatti reali e incentrato su una vicenda poco conosciuta e tuttavia rilevante: il (presunto) suicidio della nipote di Adolf Hitler (alla quale lo zio e tutore era fin troppo affezionato come si mormorava a Monaco) la ventitreenne Angela (Geli) Raubal.
Come si vede, i dubbi sono molti in questo tragico evento. E altrettanto numerosi sono gli indizi che Fabiano Massimi distribuisce sapientemente. Piccoli indizi che potrebbero ribaltare l’angolo prospettico o ,viceversa, non avere influenza determinante. Il lettore si arrovella sulle varie ipotesi. Se è suicidio qual è la causa e perché tanti particolari non tornano? E se fosse omicidio quale sarebbe il movente e chi potrebbe esserne l’autore ?
Ad accrescere il clima fosco è ,appunto, l’ambientazione, in uno dei periodi più drammatici della storia contemporanea, quello che in Germania, precede la presa del potere da parte di Hitler. Manca poco più di un anno ; i tentacoli del nazismo sono presenti ovunque e la paura che diffondono è palpabile. Sullo sfondo di una Repubblica di Weimar prossima alla fine, oltre a Hitler, troviamo numerosi altri personaggi che sarebbero divenuti tragicamente famosi come Himmler, Goering, Goebbels, Hess.
Un libro, insomma che raggiunge il difficile equilibrio tra invenzione narrativa ed eventi reali e documentati. Equilibrio particolarmente difficoltoso perché qui i personaggi reali non sono sullo sfondo come avviene nei romanzi storici “classici” (dai Promessi Sposi ai Tre moschettieri, a Robin Hood) ma alcuni di essi hanno un ruolo di primo piano nell’intreccio narrativo.
Gabriele Parenti
post scriptum
Aggiungo una notazione personale che non è nel libro
Suicidio o omicidio ? Il romanzo, alla fine darà una risposta Ma qualunque essa sia – e che ovviamente non svelerò- rilevo che Hitler ebbe un’influenza nefasta sulle donne che gli erano più vicine . Dopo il presunto suicidio (o omicidio, ma da parte di chi? ) di Geli, Eva Braun, (che si sarebbe poi data la morte nel 1945 insieme al dittatore tedesco), nel 1932 e nel 1935, tentò per due volte il suicidio. E l’inglese Unity Mitford che fece parte della cerchia degli amici più stretti del Führer, nel 1939, all’annuncio della guerra con la Gran Bretagna si sparò a una tempia. Sopravvisse ma riportò gravissime lesioni cerebrali.

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