
Trump minaccia dazi al 50 per cento contro l’Unione Europea che dice essere nata con “l’intento di approfittarsi degli USA”.
Il presidente americano non cerca l’accordo con l’Europa: vuole dividerla e piegarla.
La sua amica Meloni, che avrebbe voluto fare da ponte tra la nuova amministrazione USA e la UE, perché non interviene?
Ha ragione Elly Schlein a chiamare in causa La Presidente del Consiglio e a chiederle di dimostrare che la tanto sbandierata amicizia con il tycoon d’oltreoceano non sia solo il segno di uno spirito di sottomissione alla nuova destra reazionaria americana.
In effetti, la politica filotrumpiana di Meloni basata sull’illusione di poter strappare a Trump un trattamento di favore ha indebolito l’Europa e non hanno ottenuto nessun risultato a favore dell’Italia.
Quanto al riarmo, il rapporto della Banca Centrale Europea, pur favorevole all’aumento delle spese militari, avverte che il debito crescerà e che quindi nei bilanci degli Stati ci dovranno essere nuove priorità, cioè nuovi tagli allo Stato sociale.
Per l’Italia, come si è visto, la spesa militare al 2 per cento significa trovare nel bilancio più di dieci miliardi di euro che verranno sottratti a sanità, istruzione e pensioni.
Spaventa infine che la Germania decida di costruire l’esercito più forte dell’Europa e nel frattempo raddoppi il contingente militare in Lituania esponendosi al rischio di incidenti e quindi di scontri con la Russia.
È evidente la linea politica che una sinistra di governo e alternativa alla destra deve tenere.
Occorre essere europeisti più di sempre e chiedere risposte dure da parte dell’Unione per contrastare Trump sui dazi.
Infatti, le reazioni decise di Canada e Messico, ma anche quelle della Cina, hanno spinto l’amministrazione Trump a rivedere parzialmente la sua politica tariffaria nei confronti di questi paesi.
Allo stesso tempo si deve puntare ad una effettiva difesa comune europea che ridurrebbe le spese militari complessive e darebbe forza alla politica dell’Unione evitando il ritorno del cancro dei nazionalismi e il prevalere di un pericoloso spirito bellicista.
Si dirà che questa è una politica difficile da realizzare ma è l’unica per cui valga la pena di battersi. E, come mostrano molti sondaggi, è anche l’unica condivisa da una larga maggioranza del popolo italiano.
Enrico Rossi

Bene, Enrico condivido appieno. E poi qualcuno si lamenta se c’è un asse Parigi-Berlino e noi in Europa si conta pochino pochino