• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’alter ego orientale di Mazzini

Fedor Ivanovic Tjutcev nato due anni prima di Mazzini è morto un anno dopo, era conosciuto in Italia principalmente come poeta. La casa editrice Adelphi ha appena pubblicato i suoi testi politici in La Russa e l’Occidente, focalizzando meglio i suoi interessi. La poesia serve a nascondere il dissenso con il regime. Durante la sua missione diplomatica in Germania, Tjutcev conosce Heinrich Heine di cui condivide l’ispirazione progressista ed il pessimismo. Sono gli anni in cui Mazzini costituisce la Giovine Europa che riunisce tutti i democratici europei contro la Russia, la potenza più retrograda sul continente, la più irriducibile avversaria della rivoluzione dell’89, del costituzionalismo e dell’indipendenza nazionale.

di Riccardo Bruno | 25 Maggio 2026

Fedor Ivanovic Tjutcev nato due anni prima di Mazzini è morto un anno dopo, era conosciuto in Italia principalmente come poeta. La casa editrice Adelphi ha appena pubblicato i suoi testi politici in La Russa e l’Occidente, focalizzando meglio i suoi interessi. La poesia serve a nascondere il dissenso con il regime. Durante la sua missione diplomatica in Germania, Tjutcev conosce Heinrich Heine di cui condivide l’ispirazione progressista ed il pessimismo. Sono gli anni in cui Mazzini costituisce la Giovine Europa che riunisce tutti i democratici europei contro la Russia, la potenza più retrograda sul continente, la più irriducibile avversaria della rivoluzione dell’89, del costituzionalismo e dell’indipendenza nazionale. La Giovine Europa di Mazzini confida nei polacchi per la rigenerazione delle popolazioni slave. I russi sono una dannazione.

Sarà la Russia a reprimere i moti ungheresi del ’48 e poi quelli polacchi sino al 1888. Nel mezzo si sbarazza del movimento decabrista a cui Tjutcev probabilmente apparteneva. Solo che il suo punto di vista era esattamente opposto a quello di Mazzini. Non era la Russia. imperiale e cattolica, ad essere fuori dal consesso europeo. Erano i rivoluzionari come lui a spingere l’Europa fuori da sé stessa. Tjutcev giudicava le idee di Mazzini come l’espressione di una “minoranza della società occidentale”. La maggioranza la pensava identica alla Russia. L’Europa della controriforma era stata completamente influenzata dalla Russia e nemmeno i moti del 1830 e poi quelli del ’48 erano riusciti a scuoterla. Ancora nel 1873, tutta l’Europa era monarchica, salvo la Francia, oramai rientrata definitivamente nei suoi territori nazionali. Tjiutcev morì rassegnato.

Questa saldatura di valori fra gli europei ed i russi, venne spezzata per un breve momento con la rivoluzione d’ottobre. Lenin e Trostky nel 1805 discutevano se fosse meglio il club giacobino o il movimento girondino per guidare una nazione. I bolscevichi intendevano dunque riaprire la strada dell’illuminismo. Una volta giunti al potere, Trotsky e Stalin si accusarono l’un l’altro di bonapartismo. La rivoluzione era già finita. Restava solo lo spettro del colpo di Stato. La Russia si sarebbe alleata a breve con la Germania nazionalsocialista, consegnandole mezza Polonia e l’Intera Francia. Un secondo Congresso di Vienna si era consumato a poco più di cento anni di distanza.

Se Hitler non fosse stato razzista, l’ordine avrebbe continuato a regnare a Varsavia, chissà per quanto tempo. Il patto russo tedesco ne era la garanzia. Solo dopo la guerra e con la Cortina di ferro, si rompe l’asse fra Russia ed Europa, e grazie all’intervento americano. Senza quello, in Italia, c’erano i russi. .

Il vero volto della Russia, ieri come oggi è quello dell’aggressione e del ricatto con cui, dal primo momento minaccia l’indipendenza europea. In Italia, ci se ne infischia. I russi li si trova esotici. In fondo quelli, il gas, ce lo vendono a poco prezzo.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti