Se la polemica sugli impresentabili ha tenuto banco nel dibattito elettorale fra Unione e Casa delle Libertà, c’è una sottospecie più casereccia e non meno ipocrita che ha condizionato i comportamenti della galassia laico socialista. Tutta: quella che si è collocata nel centro sinistra come quella che ha bussato alle porte di Berlusconi.
Parliamo del complesso dei parenti poveri, borghesissima spia della propria insicurezza e accidia, che ha accompagnato, ispirandole, le scelte delle nomenclature ex socialiste, socialdemocratiche, repubblicane, liberali e radicali.
La Rosa nel Pugno ha una sua dignità perché non sfugge al vaglio elettorale. Gli eletti saranno decretati dagli elettori e non dalla benevolenza dei partiti maggiori, DS e Margherita. Eppure, quanta fretta per chiudere la porta in faccia ai parenti poveri: Bobo Craxi, che ora deve arrangiarsi da solo con un suo partito nuovo di zecca; De Michelis, costretto a unire le truppe del Nuovo PSI a quelle del democristiano Rotondi; gli orgogliosi socialdemocratici del rinato PSDI, che piuttosto di farsi prendere per la gola da Boselli e Pannella hanno preferito l’accordo diretto coi DS.
La poca stima di Pannella dei confronti di tutti coloro che non si richiamano alla tradizione radicale è cosa risaputa; sorprendente che il segretario dello SDI sia caduto nella trappola tesagli dal grande marpione, con il quale ora dovrà vedersela da solo, senza contare sull’aiuto dei parenti “poveri” del filone socialista e laico.
Stessa storia sul fronte opposto. I radicali dissenzienti di Della Vedova invece di porsi come punto di coagulo di una aggregazione più vasta, sono caduti, complice la loro presunzione, nella trappola di Berlusconi che aveva tutto l’interesse ad avere una miriade di alleati divisi. Si sono sentiti ed hanno fatto i primi della classe (come i repubblicani di La Malfa), lieti di avere l’alto onore di interloquire coi collaboratori di Berlusconi irraggiungibile perfino al telefono. E quando il gioco si è fatto duro hanno dovuto piegare il capo senza sapere esattamente cosa il premier concederà loro. E così tutti hanno perso l’occasione di fare una operazione dignitosa, come quella rappresentata, sul fronte opposto, dalla Rosa Nel Pugno (un secondo soggetto unitario, in attesa di unire tutte le forze in un solo partito).
Così è andata la storia e non ci piace. Auguriamo ogni bene a tutti, ovunque si trovino. Ma il dieci aprile ci riserviamo di aprire una storia nuova.
Laici e socialisti: il complesso dei parenti poveri
Il complesso dei parenti poveri, borghesissima spia della propria insicurezza e accidia, ha accompagnato, ispirandole, le scelte delle nomenclature ex socialiste, socialdemocratiche, repubblicane, liberali e radicali.

L’appuntamento per quello che mi riguarda è il 9 aprile e non chissà quando. Il problema non è nella visibilità del vessillo liberale e di quello socialista. Il problema è nella capacità di influire nel processo legislativo con PROGRAMMI e politiche Laiche, Liberali, Socialiste e Radicali. Questo si può fare gonfiando partiti-contenitore più grossi o creando progetti in grado di competere ed essere determinanti, in tempo per arrivare alle elezioni e durare.
Il vero problema dell’area laica e liberale è la mancanza di personale politico e proposte. La mancanza di Leader.
Senza questi è inutile continuare a darsi appuntamenti.
Oggi vedo laici tra i DS (ma stanno con la Margherita) e ne vedo (in estinzione) in FI, ma con un grande lavoro da fare.
L’unico progetto alternativo credibile, con un programma e la promessa di battagliare per difenderlo con forza e visibilità è La Rosa nel Pugno. rendiamola ancora più forte.
L’appuntamento per quello che mi riguarda è il 9 aprile e non chissà quando. Il problema non è nella visibilità del vessillo liberale e di quello socialista. Il problema è nella capacità di influire nel processo legislativo con PROGRAMMI e politiche Laiche, Liberali, Socialiste e Radicali. Questo si può fare gonfiando partiti-contenitore più grossi o creando progetti in grado di competere ed essere determinanti, in tempo per arrivare alle elezioni e durare.
Il vero problema dell’area laica e liberale è la mancanza di personale politico e proposte. La mancanza di Leader.
Senza questi è inutile continuare a darsi appuntamenti.
Oggi vedo laici tra i DS (ma stanno con la Margherita) e ne vedo (in estinzione) in FI, ma con un grande lavoro da fare.
L’unico progetto alternativo credibile, con un programma e la promessa di battagliare per difenderlo con forza e visibilità è La Rosa nel Pugno. rendiamola ancora più forte.
Ho letto sul fascicolo della Toscana del Giornale, che il segretario regionale dello SDI, Ciucchi, polemizza con il Gruppo dei 101 per questo articolo. Secondo Ciucchi, La Rosa Nel Pugno aveva offerto posti sia A Bobo Craxi, sia a De Michelis, quindi….che si vuole di più? Mi pare che Ciucchi non abbia capito molto di questo articolo che sostiene -mi pare- di non rinunciare a riprendere il discorso dopo le elezioni. E che non mi pare poi così negativo verso la RnP, cui si riconosce la dignità di eleggersi da sola i propri deputati, senza andare a pietire dai partiti più grossi.
Quello che mi preoccupa è che tutte le volte ci si debba dare appuntamento a dopo qualcosa: dopo le Politiche del 2001, dopo le Europee del 2004, dopo le Regionali del 2005 e ora dopo le Politiche del 2006. Questo vuol dire non contare mai nulla nei momenti decisivi. Ma oramai non si può più fare nulla, anche se una cosa si può fare: analizzare regione per regione le varie liste di FI e degli altri partiti e fare un’opera di lobbying magari invitare a votare una lista in una regione alla Camera e un’altra al Senato. Dal 7 di marzo in attesa del 10 aprile non sarebbe un brutto passatempo: cerchiamo almeno di fare eleggere le persone con le quali iniziare un discorso dopo questo famoso 10 aprile.
28/02/2006 – 14.33
Fabrizio Cortesi – Firenze
Carissimi,
siamo davvero sicuri che le differenze fra un liberale e un socialista siano oggi maggiori di quelle che non impediscono convivenze dentro la Margheria, Forza Italia, AN ed anche DS?
E’ vero: infatti le contraddizioni impediscono a questi partiti scelte nette.
Ma noi, se nemmeno ci proviamo….
E’ scritto bene nell’articolo di apertura su Laici e Socialisti e il loro complesso dei parenti poveri. Diamoci appuntamento al 10 aprile. Per cominciare un’altra storia!