La raccolta delle firme è sempre stata il fiore all’occhiello dei radicali italiani. Lo hanno dimostrato nei lunghi anni di onorata carriera caratterizzati da iniziative importanti che hanno sempre avuto bisogno del consenso dei cittadini, espresso proprio attraverso le firme.
Vederli con i loro tavolini nelle piazze delle città italiani è quasi una abitudine delle passeggiate domenicali.
Vederli raccogliere firme per presentare proprie liste alle prossime elezioni politiche dunque non dovrebbe essere una novità. La novità sta tutta nel fatto che li vedremo divisi.
Il radicali di Pannella come è noto si sono alleati con lo SDI di Boselli ed hanno costituito la Rosa nel Pugno, soggetto politico con il quale intendono presentarsi al voto all’interno dell’Unione. Alcuni di loro, capeggiati da Taradash e Della Vedova, hanno scelto invece di accasarsi nella CDL ed hanno formato il movimento dei Riformatori Liberali.
Due nuovi soggetti di ispirazione laica, dunque, divisi come schieramento ma uniti in una costrizione antidemocratica caratterizzante la nuova legge elettorale proporzionale: la raccolta delle firme per i nuovi soggetti.
Nonostante la loro decennale tradizione, e nonostante la loro presenza in parlamento come Radicali o Socialisti, Rosa nel Pugno e Riformatori Liberali sono due soggetti nuovi e come tali dovranno accompagnare le proprie liste con un considerevole numero di firme.
In questa forzatura non saranno soli. Le prossime elezioni vedranno sventolare nuovamente, dopo anni di assenza, un’altra bandiera simbolo della tradizione politica italiana: la bandierina del Partito Liberale Italiano di Malagodi, Altissimo, Martino, Croce. Con lo scioglimento lo storico elettorato si è diviso tra Unione e CdL. Biondi e Costa, già segretari del PLI, hanno trovato importanti spazi in Forza Italia, imitati dal collega Zanone che ha scelto invece la Margherita. Ripresentarsi dunque non sarà una cosa semplice per il partito di De Luca. Ancora più difficile sarà raccogliere firme.
La raccolta delle firme limitata ai soli soggetti di nuova presentazione rappresenta uno strumento antidemocratico che blinda quei partiti già presenti in parlamento e li preserva da insidie che potrebbero levargli spazi importanti.
Già in tempi non sospetti, quando iniziò a levarsi la voce di protesta del solo Pannella, PensaLibero lanciò una proposta che ha trovato consensi bipartisan: al posto delle firme una cauzione da non restituire a chi resta sotto un certo sbarramento.
Siamo certi che una manovra del genere preserverebbe il sistema politico italiano da movimenti destinati a scomparire e lascerebbe spazio ha chi, come liberali e radicali, ha veramente voglia di dire la sua! Auguriamo agli amici laici di raccogliere tutte le firme necessarie e di potersi presentare al voto. auguriamo loro di conquistare una voce in parlamento e li invitiamo a far propria la nostra iniziativa. Da parte nostra non potranno trovare altro che collaborazione.
Claudio Tirinnanzi

ce la faranno i nostri eroi? a che prezzo? nell’Unioen la rosa nel pungo è diventato il matrimonio tra Pannella e Boselli chiusa gli altri laici Bobo Craxi e Mre. nella cdl standiamo un velo piertoso camera Psi con la DC, RL e PRi con Fi, e CL ed al senato psi xcon Fi e gli altri cani sciolti! e per i soli egoismio a lista laica unita è andata a tal paese!
Ke tristezza il istone laico totale furoi dai poli sarebbe la meglio…
Emanuele Tarditi
Italia Laica
http://www.italialaica.splinder.com
Sono sicuro che le firme ci saranno per la presentazione di liste fortemente ispirate dalla laicità e personalmente ho sottoscritto quelle della “Rosa nel Pugno”, ma obietto che esistono laici, meno laici degli altri. Vale a dire liste che presentano i loro candidati solo al Senato…dove non avranno possibilità di superare la soglia del 3%, ma i loro voti saranno ripartiti fra i partiti più forti dello schieramento nel quale si sono intruppati. Sono insomma dei “facchini di voti” per gli eletti altrui. Il pessimo sistema elettorale, infatti, ha prodotto l’esplodere delle liste al Senato dove vige un calcolo specifici regione per regione ma con precisi limiti e tetti ai seggi da attribuire fra maggioranza e minoranza, ma i garantiti veri si sono fatti inserire nelle liste alla Camera di Forza Italia (come nel caso di esponenti del Pri, del Nuovo Psi-Dc-Autonomisti) o dell’Ulivo (come nel caso dei desistenti dell’Italia dei Valori che non ha mai fatto parte dei suoi fondatori). Non sono un “militante” di partito o partiti, nè intendo esserlo ora, sia ben chiaro. Queste non sono affatto belle elezioni, chiunque vinca e il sistema elettorale del “proporzionellum” non è certo la cura per il “mattarellum” appena archiviato. Verrebbe la voglia, persino, di non andare a votare…ma se non andiamo a votare che cittadini democratici siamo? In ogni caso il sistema politico italiano non ha ancora completato la sua maturazione…che non può che essere sostanzialmente bipolare e maggioritario, ma se non si vogliono le “estreme” ci vuole il “doppio turno”…insomma da noi le cose come vanno fatte con onestà intellettuale e voglia di fare vincere davvero il “migliore” non si riescono a fare. C’è sempre un furbone e un furbetto in campo, c’è sempre un trucco…è un’Italia, sì, ma “troppo paese”.
Pietro Caruso