
L’ “agenda Giavazzi”, cioè le proposte liberali di politica economica che con entusiasmo essi hanno sposato e della quale parlano come linea caratterizzante e discriminante all’interno dell’Unione, non esiste.
Esiste piuttosto, l’agenda Corriere della Sera: tutti lo sanno bene, quindi anche gli amici dello SDI e del Partito Radicale.
E’ un’agenda dettata dal direttore Paolo Mieli in perfetta sintonia con i desideri degli azionisti che controllano il giornale.
Temiamo che fra questi desideri ci siano anche Enel e ENI, i due bocconi prelibati non ancora caduti nelle fauci di chi già si è appropriato a prezzi stracciati altre grandi e floride aziende dello stato.
Non contestiamo il diritto di pensare che le privatizzazioni rappresentino un bene in se. Siamo convinti che non sia sempre vero, ma non è questo il punto.
Ci sono almeno due modi per privatizzare. Quello seguito in Italia dopo aver distrutto una parte del potere politico e addomesticato l’altra: consiste nel trasferire agli amici a prezzi stracciati e, se possibile, mantenere situazioni di monopolio per far accumulare ricchezze tramite la riscossione di tariffe. E ci sarebbe un modo serio, che è quello di creare reali situazioni di concorrenza grazie al processo di privatizzazione.
Non si capisce, o si capisce troppo bene, che guadagno c’è ad abolire un monopoli pubblico per dar vita ad un monopolio privato.
Ecco, agli amici della Rosa nel Pugno chiediamo questo: godetevi pure, in campagna elettorale, l’appoggio del Corriere della Sera.
Ma, poi, non fatevi imporre l’agenda di Paolo Mieli e dei suoi azionisti.
L’Agenda Giavazzi e quella reale del Corsera
Agli amici della Rosa nel Pugno chiediamo questo: godetevi pure, in campagna elettorale, l’appoggio del Corriere della Sera. Ma, poi, non fatevi imporre l’agenda di Paolo Mieli e dei suoi azionisti.

correggo 315 + 1
Credo che quello che ha scritto libero siA essenzialmente quello che è avvenuto nel passato, imperante Prodi e D’alema, ed oggi i nostalgici di quella stagione si sono ritrovati e riuniti come un tutt’uno contro Berlusconi e Company, che non vogliono assolutamente dargli le sovvenzioni a cui essi aspirano.
Dalle risposte che sono state date si vede che non tutti hanno capito la spiegazione di Libero, LO RIPETIAMO NOI CON LE MAIUSCOLE :
NON SI PUO’ VENDERE UN MONOPOLIO PUBBLICO, COME LA TELEKOM AI PRIVATI,FACENDOGLI MANTENERE IL MONOPOLIO, CHE RAZZA DI PRIVATIZZAZIONE E’.
TRONCHETTI PROVERA – DE BENEDETTI ECC ALTROCHE’ L’AGENDA GIAVAZZI.
GIAVAZZI ANCHE SE E’ STATO CONSULENTE DI D’ALEMA, HA FATTO QUELLE PROPOSTE PENSANDO A NON SO CHE COSA,NON AVEVA LETTO IL LIBRETTO FUMOSO DI PRODI, PRODOTTO IN QUELLA OFFICINA GIA’ IN CASSA INTEGRAZIONE.
MIELI VUOL FARE MINSITRI ALCUNI SUOI EDITORIALISTI, GIAVAZZI E SALVATI, E ULTIMAMENTE HA PROPOSTO AMATO ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, CON QUESTO E’ IN COLLISIONE CON LA ROSA NEL PUGNO CHE HA GIA’ PROPOSTO LA BONINO.
CAPISCO CHE P.LIBERO NON VEDE DI BUON OCCHIO LA RNP PERCHE’ HA DI FATTO IMPEDITO ALLA GALASSIA LAICA DI DIALOGARE. LA PERSONALITA’ DELL’82ENNE PANNELLA HA SPARIGLIATO LE CARTE.
L’ESCLUSIONE DEL POVERO ROBERTO CRAXI E’ STATA UNA VIGLIACCATA, PRIMA BOSELLI GLI AVEVA PROMESSO DI ACCOGLIERLO, CON IL GAROFANO , POI NON ESSENDOGLI RIUSCITA L’OPERAZIONE AL CONGRESSO DEL NUOVO PSI SI E’ FERMATO,FACEVO BOSELLI MENO ARROGANTE.
CERTO SE LA ROSA NEL PUGNO PRENDE SUL TRE O QUATTRO % NON E’ CHE POSSA FARE QUALCOSA CORRISPONDE A CIRCA 20/25 DEPUTATI SE VINCESSE IL CS, SE PERDESSE MENO.
COMUNQUE SE VINCESSE IL CS, IL PALLINO CE L’AVRA’ BERTINOTTI IL SUO 7% TERREBBE IN ISCACCO IL SECONDO GOV ERNO PRODI PERCHE’ 340 – 50 FANNO 29O
LA MAGGIORANZA è DI 615+1
Rammarica la Rosa nel Pugno all’interno dell’Unione, che più che unione è imbrigliatura.. se avesse corso da sola, magari cercando di coinvolgere gli alleati laici, l’avrei votata senza ombra di dubbio.. pensare che dare il voto alla rosa significhi votare Prodi invece mi spinge a votare all’opposto!!
Giusta la preoccupazione di rai per il dopo elezioni. Tutti i laici, i liberali, i socialisti, i socialdemocratici, i radicali devono tornare a parlarsi per un progetto che li coinvolga tutti. Sarebbe stato meglio farlo anche prima. ma in politica mai dire mai.
Ma davvero il nostro amico rai pensa che il coraggio stia nel buttarsi dalla parte più affollata: quella del patto di sindacato del Corriere della Sera, della Confindustria, dei Banchieri, di CGIL, CISL, UIL, dei post comunisti e dei post democrisiani, di tanti altri e, infine anche di Pannella e Boselli? E crede anche che per i laici valga l’imperativo “taci, il nemico ti ascolta?”
anche io non capisco l’atteggiamento di pensalibero, sembra che il suo principale avversario sia la rosa nel pugno….
me non si caisce con chi sta, forse con nessuno e aspetta che la rosa appassisca sperando però che cosa? con chi parlerà dopo le eezini? mi sembra che si continui nel solito atteggiamento di chi non ha il coraggio di prendere una posizine e sta sull’albero a guardare con il solito attegiamento dei fiorentini tutto è sbagliato tutto da rifare
Caro Lorenzo, l’articolo dice proprio questo: le cose dette da Giavazzi sono una cosa, la linea del Corriere e di Mieli (cioè quella che conta veramente) è un’altra: attenzione, dunque!
Chiamatela pura come volete ma l’agenda Giavazzi, evocata per sintetizzare le proposte economiche della RNP, si occupa di altro che di privatizzazioni: si parla di riforma degli Ordini professionali, di welfare to work, di ammortizzatori da applicare al mondo del precariato, di libro bianco Biagi applicato con tutti gli strumenti di tutela previsti.
Basta vedere sul sito http://www.rosanelpugno.it
Da un po’ di tempo mi pare che Pensalibero, nato su posizioni laiche e libertarie, abbia un atteggiamento pregiudizialmente contrario alla Rosa nel Pugno. Mi dispiace molto perchè gli avversari dovrebbero essere altri