Mi trovo perfettamente d’accordo con il contenuto dell’articolo: ” Gruppo dei Centouno: chi siamo, cosa ci muove, cosa chiediamo. ”
Da tempi non sospetti sono “terzopolista” tanto da averne fatto una bandiera in occasione delle scorse elezioni amministrative, allorché fui candidato – sindaco al Comune di Padova proprio sotto il segno de il “Terzo Polo”, ossia di una aggregazione laico – socialista.
Da allora ho assistito:
1) allo scempio perpetuato al Congresso di Roma del Nuovo PSI da Bobo Craxi e “compagni”, in modo non solo illegittimo ma persino violento, sfociato poi miseramente in una mano tesa alla sinistra per mendicare un seggio parlamentare.
2) Alla nascita della formazione “Giovane Italia” con Stefania Craxi; ennesima puntata di una diaspora senza fine e senza costrutto, anch’essa tradottasi in un possibile seggio parlamentare.
3) All’alleanza SDI – Radicali nella “Rosa nel Pugno”, partitino del tutto fuori posto nella coalizione di centro sinistra con la quale poco o nulla ha a che spartire.
4) Da ultimo al costituirsi della coalizione tra Democrazia Cristiana e Nuovo PSI; un matrimonio che sa già di separati in casa e che urla vendetta al cospetto della storia.
Si dirà: la nuova legge elettorale costringe a questo inciuci, pena la scomparsa dalla vita politica ed in particolare la perdita di ogni rappresentanza istituzionale.
In tanti invitano a capire, a sopportare nel nome della sopravvivenza e delle leggi della politica.
Ho cercato francamente di capire la ragioni di chi manovra, peraltro senza mai interessare la base, e di farmene una ragione.
Ma vedo anche che le candidature sono frutto esclusivo di una designazione del principe di turno che, da Roma, colloca le sue pedine sullo scacchiere nazionale e che, a sua volta, giustifica il metodo con la nuova legge elettorale.
In conclusione, la mia libertà di voto che deve necessariamente, per essere tale, potersi tradurre nella scelta della formazione politica e del candidato desiderati, già compromessa dal balordo cd. bipolarismo, anziché risorgere con l’adozione del proporzionale, è stata nuovamente affossata dalla frantumazione dei resti del PSI e, da ultimo, dall’alleanza con la Democrazia Cristiana e con l’imposizione di determinati candidati, quali che essi siano.
Mi immagino già nella cabina elettorale a cercare di votare per il Socialismo e per un Socialista, come ho sempre fatto.
L’adesione al Gruppo dei Centouno, per poter essere perseguita e non rimanere nel limbo delle tante dello stesso genere, deve vedere ab origine la partecipazione convinta e consapevole delle forze laiche del territorio, sulla scorta di un manifesto e di un programma condivisi.
L’iniziale chiarezza di intenti non potrà che essere il cemento dell’Associazione e garantirne il successo e la durata.
Se così può essere, credo se ne possa parlare con tanti compagni ed amici.
Paolo Alvigini

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