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L’abuso della libertà dei singoli uccide la sovranità dei popoli

Libertà e solidarietà sono due diritti costituzionali fondamentali del sistema Italia ma sono maledettamente in conflitto.

di Franco Luceri | 15 Ottobre 2018

Se Dio ha fatto l’uomo schiavo della sua testa facendolo ignorante e non di rado anche stupido; e della sua pancia, dovendo produrre per mangiare e mangiare per vivere, qualunque cultura  e  qualunque politica gli faccia credere che è libero di non istruirsi ed è libero anche di non lavorare e farsi mantenere dalla famiglia e dalla collettività, è cultura  e politica criminale, perché induce gli individui e i popoli al parassitismo e alla lunga popolo e Stato alla bancarotta.

Il singolo può sentirsi libero di rifiutare l’istruzione e il lavoro, ma poi rimanendo povero e bisognoso attenta alla libertà degli altri perché pretende di essere mantenuto curato istruito difeso informato e governato a regola d’arte. In altre parole la libertà incondizionata che garantiscono le democrazie è politica terroristica.

È ovvio che  il singolo individuo che non ha adeguate risorse psicosomatiche non può e non deve essere obbligato a lavorare produrre e contribuire.

Ma tutti i soggetti che rifiutano il lavoro autonomo pur avendo acquisito a spese della collettività la cultura per farlo, e si fanno mantenere dalla famiglia o dallo Stato sono dei terroristi che attentano l’equilibrio economico dei sistemi sociali e del sistema Stato.

Ma per le leggi italiane e forse mondiali sono legalmente liberi di scegliere di vivere da autonomi o da parassiti.

Quindi la libertà incondizionata fa delle democrazie un ventre molle perché le condanna allo sfascio economico.

Questa è la ragione per cui lo stato italiano si è tirato dietro per 7 decenni almeno 3 milioni di disoccupati fissi che ora sono diventati 5 milioni. Per non parlare dei milioni di laureati che sono fuggiti all’estero a caccia di lavoro dipendente.

Libertà e solidarietà sono due diritti costituzionali fondamentali del sistema Italia ma sono maledettamente in conflitto. La libertà dei lavoratori dipendenti uccide quella degli autonomi.

I soggetti che per anni rifiutano di inventarsi un lavoro autonomo pur avendo acquisito una o più lauree e aspettano che gli piova lavoro dipendente possibilmente pubblico, attentano alla libertà di chi un lavoro autonomo se l’è creato indebitandosi come un Cristo in croce e per legge è obbligato a pagare tasse e mantenerli.

Se le democrazie erano così all’epoca di Platone non saprei. Ma a giudicare da quella italiana, dove la longevità media delle piccole imprese infestate di parassiti pubblici non va oltre 2 anni, temo che i principi filosofici e giuridici su cui si fondano le moderne democrazie possano essere leggermente avariati tanto da renderle ingovernabili persino affidate a milioni di teste d’uovo della Scienza e della Tecnica imboscati da parassiti nelle istituzioni dello Stato.

 

Franco Luceri 

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, estero, italia, lavoratori dipendenti, lavoro, tasse

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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