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La Zarzuela (1°)

Approfondiamo un genere musicale poco conosciuto dal pubblico italiano, ma con una lunga tradizione storica e popolare: la Zarzuela spagnola. Genere operistico che ha ottenuto tanto successo nella Spagna dell’ottocento.

di Redazione Pensalibero.it | 3 Gennaio 2007

La Zarzuela nasce nel secolo XVII in un padiglione di caccia del Palazzo della Zarzuela, un piccolo palazzo fatto costruire da Filippo IV di Spagna, attualmente ubicato nella periferia a nord-est di Madrid, costituito da un edificio rettangolare, con tetto in ardesia e due arcate laterali. Carlo IV modificó l’edificio per adeguarlo al gusto del XVIII secolo e lo adornó con tapezzerie e porcellane, oltre che con mobili e una magnifica collezione di orologi. Oggi è la dimora dei regnanti di Spagna.
La Zarzuela è una forma teatrale spagnola di sapore lirico-drammatico in cui si alternano scene parlate, altre cantate e balli concertati. Questo genere, esclusivamente spagnolo, apportò alla struttura teatrale dell’epoca la novità di dotare i corposi brani musicali contenuti nelle opere di una funzione drammatica a sostegno del tema principale dell’opera stessa. Ulteriori novità furono la presenza di una grande orchestra e la combinazione di cori, liriche e balli.
I temi delle prime opere sono tratti dal patrimonio mitologico, ad esempio El golfo de las Sirenas, di Calderon de la Barca, ritenuto il primo drammaturgo ad adottare il termine “zarzuela” per definire una sua opera, è basata su due episodi della Odissea. E ancora El laurel de Apolo, messa in scena nel 1658 per celebrare la nascita del principe Felipe Prospero, e La púrpura de la rosa, anche questa di Calderon sono basate su alcune favole dell’opera Metamorphosis di Ovidio. La fama del genere crebbe ottenendo l’apice del successo tra la fine del XVII e i primi decenni del Settecento, seguito da un periodo di decadenza dovuto alla predominanza dello stile italiano, nelle varie manifestazioni artistiche, durante l’epoca dei primi regnanti Borboni.
Filippo V preferì addirittura la musica cantata in italiano e molte opere del momento furono rappresentate da compagnie di canto italiane. Le zarzueles di questo periodo assunsero di fatto connotati molto simili a quelli delle opere italiane.
Si sviluppò in questo periodo una forma cantata chiamata Tonadilla escenica, di stampo marcatamente comico, di corta durata, già usata come sezione distinta nelle grandi opere teatrali del XVII secolo e che raggiunse nella seconda metà del Settecento grande popolarità come genere indipendente. Costituito da una struttura musicale fortemente legata al testo e tradizionalmente suddivisa in tre distinte parti. La crescita della tonadilla nonostante l’apogeo della diffusione della musica italiana in Spagna è in intima relazione con il regno di Carlo III, che impose la moda di inserire le tonadillas nelle commedie del tempo.
Sarà nell’Ottocento, con lo sviluppo delle correnti romantiche e del nazionalismo spagnolo che la struttura musicale dell’opera italiana fu abbandonata a favore di tematiche basate sulla cultura e sulla lingua castigliana. La Zarzuela risorgeva e già nella prima metà del secolo le opere proliferavano. I compositori Barbieri, Hernando, Gaztambide, Inzenga e Oudriz fondarono la Sociedad Artística con l’intento di diffondere in genere teatrale in tutta la Spagna. In questo periodo furono introdotte nelle opere tutti gli elementi folcloristici locali, ed anche il linguaggio parlato fu quello popolare. Lo sviluppo dell’opera si ordinò in rigide regole: scene parlate come nella commedia tradizionale, momenti di canto lirico, cori che si intervallano a momenti comici che, regolarmente, sono interpretati da una coppia. Consueto l’incontro con il personaggio en travesti o regionalista; nei libretti si raccoglievano ogni sorta di mode, provincialismi e detti del popolo.

(continua)

Umberto Zanobetti
http://dmoz.org/profiles/umbertozan.html

Pubblicato in : Musica

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