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La vicenda Open secondo Matteo

Sulla vicenda della Fondazione Open al centro di roventi polemiche che coinvolgono politica, giustiizia, e, soprattutto, il mondo dell’informazione, riportiamo quanto pubblicato da Enews, la newsletter di Matteo Renzi.

di Matteo Renzi | 14 Novembre 2021

La parola “Leopolda” in queste ore è collegata all’indagine OPEN, un processo politico alla politica, che inizierà nelle aule solo nel 2022 ma che è da anni sulle pagine dei giornali.
Lo schema è semplice. Fanno una pesca a strascico di centinaia di telefonini, computer, movimenti bancari. Prendono le mie conversazioni degli ultimi dieci anni con gli amici più stretti (ho trovato negli atti giudiziari persino gli sms in cui fisso di andare a messa da un sacerdote amico o domando a degli amici che stanno venendo a cena quali pizze vogliono: raffinata tecnica investigativa, insomma!).
E poi rovesciano tutto in 92.000 pagine che vengono consegnate agli indagati a pagamento (io ho speso più di 4.000€ solo per avere il dischetto) e gratis a qualche giornalista amico.
I giornalisti, di conseguenza, pubblicano la vita delle persone presa dal buco della serratura per dieci anni. Ho letto nelle carte i miei sms – illegittimamente captati: ero senatore e non ero peraltro nemmeno indagato – mentre cerco di capire insieme a Marco Carrai come aiutare un comune amico che stava morendo di tumore: dove è la rilevanza penale di tutto ciò?
Davvero si può violare la Costituzione e la Legge solo per attaccare un avversario politico?
Sono entrati nel mio telefonino, nel mio conto corrente, con le foto dentro casa mia, nei miei viaggi in aereo, nelle mie soste all’Autogrill: l’obiettivo non è l’indagine giudiziaria ma il massacro mediatico. Che, non a caso, sta avvenendo.
Perché si parla solo di me e non dei problemi del Paese.
Perché si parla della opportunità delle mie conferenze all’estero (attenzione: nessuno mette in discussione la legittimità, ma solo l’opportunità) e non c’è nessuno che ricordi che io incasso dei soldi per le mie conferenze e pago le tasse in Italia. Quindi non sto rubando niente, anzi: sto contribuendo con le mie tasse ai servizi del Paese.
Ma i talk sono solo sulle mie attività lecite, non su chi ruba i soldi del reddito di cittadinanza.
I talk sono solo sulle mie attività lecite, non su chi chiedeva il 5% sulle mascherine, mentre l’Italia era in emergenza.
I talk sono solo sulle mie attività lecite, non sullo scandalo dei soldi pubblici buttati per i banchi a rotelle.

E io dico che va bene così.
Perché questa vicenda di Open è solo all’inizio.
Da due anni parlano solo le veline degli investigatori. Due anni di processo mediatico senza contraddittorio. Due anni di comunicazione a senso unico.
Quando finalmente inizierà il processo, inizieremo a parlare anche noi. E mostreremo come sia politico il processo di chi chiama a testimoniare Pierluigi Bersani e Rosy Bindi. Qui non si parla dei finanziamenti, qui si processa la politica, chiamando a testimoniare avversari politici. Se vi sembra normale, va bene così.

L’importante, in questi casi, è non permettere a nessuno di toglierti il sorriso. Intendiamoci: l’amarezza potete immaginarla. La sofferenza di chi mi sta vicino anche. Ma io quando sono sotto attacco, paradossalmente, reagisco meglio che nei momenti in cui va tutto bene. Vogliono processarci perché abbiamo fatto politica? Bene, faremo politica ancora di più. A cominciare dalla Leopolda.
E andremo in tribunale per chiedere giustizia.
A questo proposito in tanti mi chiedono: “Matteo, procederai civilmente contro chi sta dicendo il falso su di te?” Certo, rispondo. Purtroppo sono indietro con le azioni civili. Quindi datemi del tempo. In questa settimana, ho dovuto firmare cinque azioni civili sulle quali ero rimasto indietro:

· Il direttore Massimo Giannini, alcuni suoi collaboratori e il quotidiano “La Stampa” per alcuni articoli pubblicati nel 2021, segnatamente: 7 marzo, 8 marzo, 9 marzo, 6 novembre, 7 novembre.

· Il direttore Marco Travaglio e “Il Fatto Quotidiano” per alcuni articoli pubblicati recentemente, segnatamente: 28 settembre, 6 ottobre, 24 ottobre, 29 ottobre.

· Il dottor Marco Lillo per le sue affermazioni in una trasmissione radiofonica del 2017 per la quale egli è già stato condannato a risarcire mio padre con 30.000€.

· La dottoressa Fiorenza Sarzanini, con la quale è già aperto un contenzioso civile a Firenze, per l’articolo pubblicato il 26 settembre.

· Il mio vicino di casa, che ha registrato il video diventato poi virale nel quale accusa i miei figli di aver violato le regole del lockdown e di aver violato le leggi in complicità con gli agenti che lavorano con me. Essendo una vicenda che colpisce la mia famiglia intendo andare fino in fondo per rispetto della dignità dei miei figli.

Nulla può cancellare il dolore per ciò che stiamo vivendo, ma tutti devono sapere che noi non attacchiamo la giustizia: noi crediamo nella giustizia. E quindi andiamo nei tribunali per chiedere che sia fatta giustizia.

Nella prossima settimana, il menù della vicenda Open prevede:

· Discussione nella giunta del Senato per le autorizzazioni a procedere sulle intercettazioni acquisite illegalmente.

· Formale richiesta a Banca d’Italia per comprendere chi ha violato la Costituzione e la Legge acquisendo senza titolo e poi pubblicando il mio conto corrente.

· Formale richiesta all’Autorità della Privacy sulle pubblicazioni di queste settimane.

· Interrogazione parlamentare per sapere quanto sono costate al contribuente le operazioni di sequestro – giudicate peraltro illegittime dalla Corte di Cassazione – ai danni di cittadini non indagati nel novembre 2019.

Il menù dei prossimi mesi non ve lo svelo ancora: non corriamo troppo, uno alla volta per carità.

Enews Matteo Renzi

n.749 – 11 novembre 2021

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bersani, bindi, costituzione, danni, emergenza, firenze, giornali, intercettazioni, italia, leopolda, matteo renzi, persone, pierluigi bersani, processo, renzi, rosy bindi, senatore, soldi, tasse

Info Matteo Renzi

Matteo Renzi è un politico italiano. È stato presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana dal 22 febbraio 2014 alla fine del 2016 ed è stato segretario del Partito Democratico eletto alle elezioni primarie dell’8 dicembre 2013. E’ stato per due mandati Presidente della Provincia e per uno Sindaco di Firenze. Oggi è leader di Italia Viva il partito da lui fondato fuoriuscendo dal Pd, Senatore della Repubblica e Direttore Editoriale del quotidiano “Il Riformista”.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Sergio Masini

    15 Novembre 2021 alle 11:55

    Tutta la mia solidarietà, umana e politica (anche se non condivido molte delle idee del senatore Renzi, ma ricordo sempre la massima di Voltaire…)

    Rispondi

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