Entrambe si sono svolte in paesi con regime comunista fortemente poliziesco, dove la trasmissione del potere avviene da leader a suo designato, presumibilmente ritenuto innocuo al potere del designante. In questo modo si passa da fesso a più fesso, finchè arriva uno così fesso che non si accorge di designare uno in gamba. Così in Russia, dopo 3 leader capi del servizio segreto è saltato fuori Gorbaciov che ha demolito tutto, e in Cina dopo la banda dei 4 è arrivato Deng che ha costruito un nuovo regime. In questo contesto assolutamente privo di democrazia e libertà di informazione il leader periferico che si trova in mezzo a una grana epocale ha le mani legate: se ne parla, finisce in manicomio (in Russia ci sono finiti per anni i medici di Cernobyl) se non ne parla finisce in galera. Quindi i tempi di reazione a un disastro sono terribilmente lenti, cioè fin quando non si riesce a essere autorizzato a parlarne dal livello più alto possibile, e intanto il disastro dilaga. Nel caso di Wuhan, comunque, è vietato ancora adesso parlare delle disastrose condizioni igieniche in cui vivono i cinesi, compresi i pubblici esercizi.
Claudio Bellavita

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