Nella diffusa e numerosa informazione che possiamo leggere ovunque sul coronavirus, ogni tanto fa capolino la critica o le accuse all’Unione europea, anche perché lo stanziamento di 223 milioni è sembrato a molti decisamente basso (1). Questi rilievi, in genere, provengono da coloro che ogni pie’ sospinto colgono l’occasione per evidenziare che l’Unione rappresenti – per noi e in generale – una sorta di carrozzone che, in un momento così delicato è assente o incapace.
A queste persone, a noi stessi e a tutti, è bene ricordare che l’Unione Europea non ha competenze in materia sanitaria, competenze che invece sono nella mani dei singoli Stati nazionali e, nel caso dell’Italia, anche delle regioni. Situazione, quest’ultima, che è oggetto di confronto/scontro sulla valutazione di qualità e coordinamento degli interventi.
Una mancanza di competenza che, al di là del dibattito e delle polemiche, sta cominciando a farsi sentire e che, nelle prossime settimane e mesi, si sentirà ancora di più. La diffusione ha già oltrepassato le frontiere interne dell’Unione:
– mobilità. Come lo stiamo verificando in queste settimane in Italia con Sindaci e Regioni che frappongono ostacoli all’ingresso sul proprio territorio a chi proviene dalle zone/regioni più colpite, altrettanto sta avvenendo nell’Unione. Sventata la chiusura delle frontiere con la Francia grazie alle rassicurazioni del presidente Macron l’altro giorno a Napoli (2), rientrato il blocco dei treni con l’Austria, sembra comunque che i problemi verso gli italiani non manchino (3).
– ricerca. A parte le singole eccellenze di ogni Paese (tra cui anche l’Italia… e gli italiani che operano all’estero), è innegabile che uno sforzo comune, soprattutto grazie agli investimenti economici, potrebbe facilitare la ricerca di un antivirus.
– economia. I risvolti economici della situazione di “blocco” sono noti a tutti, oggi per l’Italia ma nei prossimi giorni (quando le infezioni negli altri Paesi membri non saranno più contate sulle palme delle mani) anche per tutti. E’ evidente che i 232 milioni stanziati dalla Commissione Ue sono ridicoli, soprattutto se si pensa al lancio di politiche che risollevino i “forzati” del blocco produttivo. Ma come può l’Unione lanciare politiche e stanziare fondi quando non ha – organismo inter-nazioni e non federale/federalista – competenze che si debbano coordinare – in forma statutaria – con le altre?
Noi parliamo di Stati Uniti d’Europa…. ma nel frattempo? Crediamo che quanto stia accadendo questi giorni (ricordiamo: è innegabile che nelle prossime settimane non sarà solo l’Italia ad essere tra i Paesi più colpiti) possa essere un stimolo per far sì che già nella prossima Conferenza sul futuro dell’Europa (4), che si aprirà il 9 maggio, il problema sia affrontato in modo determinante: sia per rimedi immediati che come base per un futuro che consideri l’ineluttabilità di una Europa federalista. L’Italia ha bisogno di una Europa federalista, così come tutti gli altri Paesi, e così come l’Europa ha bisogno del federalismo.
Qualcuno potrà pensare che ci siamo “arenati” nei soliti slogan europeisti…. Si ricreda, la precarietà che caratterizza la nostra esistenza economica, sociale e umana (di cui il coronavirus è solo punta di un iceberg), necessitano di interventi forti per la propria esecutività territoriale. L’alternativa (alcuni, purtroppo, lo credono) è alzare il proprio ponte levatoio e rinchiudersi nel proprio castello… fino a quando e “nutrendosi” di cosa?
NOTE
1 – https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_20_307
2 – mia figlia 14enne che nei prossimi giorni sarà a Parigi con la mamma, mi ha detto che, parlando tra di loro (in italiano) in luoghi pubblici, presterà molta attenzione ad usare un tono molto basso per non farsi individuare come italiane….
3 – Paese per Paese si possono leggere tutte le informazioni sul sito specifico del ministero degli Affari Esteri, www.viaggiaresicuri.it
4 – https://www.labparlamento.it/thinknet/conferenza-sul-futuro-dell-europa-al-via-un-processo-storico-di-riforma-dell-unione/
Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Signor Paolo,
Se questo è il suo modo di scrivere, non osiamo pensare al suo modo di leggere.
L’unico modo che avete per reagire alle critiche è di accusare gli altri di propalare “baggianate”. Come fate voi quando parlate di Stati Uniti d’Europa, insomma.
Vi avverto, casomai non ve ne foste accorti, che la vostra Europa ha già dato una “grande” dimostrazione di quello che è realmente. Sognateli pure, gli USE (o come si chiamerebbero nei vostri sogni bagnati). Presto ve ne vergognerete, anzi: sarete proprio i primi a saltare dall’altra parte del fosso.
Con la massima disistima.
Con grande simpatia, sig. Paolo,
lei scrive di screenshot e nemmeno si accorge che i commenti vanno direttamente in pagina;
parla di sciacallaggio, e dimostra di non sapere il significato della parola;
parla si “coraggio” e si trincera dietro l’anonimato.
Tre sue baggianate, prima ancora di entrare nel merito del suo scritto. Cosa che, intenzionalmente non facciamo.
Questo articolo è un atto di sciacallaggio. L’emergenza è nel suo pieno, c’è gente che muore, il SSN rischia il collasso, e voi usate quello che sta succedendo per propagandare gli USE. Complimenti vivissimi, bravi.
Mi fate venire in mente SALVINI quando usava le varie emergenze (o determinati fatti negativi) per brandire crocifissi o citofonare a presunti spacciatori in favor di telecamera.
Con una differenza rilevante: lui è stato criticato e ridicolizzato come meritava, e il suo becero movimento la sta già pagando sul piano dei consensi, mentre voi continuerete ad ammantarvi di una presunta “superiorità” che in realtà non avete.
Piuttosto, vediamo se avrete il coraggio di pubblicare il mio commento senza censurarlo: secondo me non lo farete (vi avviso che, nel caso, ho già provveduto a fare degli screenshot, così vedranno TUTTI quanto siate “democraticamente” aperti alle critiche).