
In vista delle elezioni parlamentari europee del prossimo 8 e 9 giugno, alcuni partitini del centrosinistra hanno rilanciato, a loro dire, una “lista di scopo” e lo scopo, quello finale, sarebbe realizzare gli “Stati Uniti di Europa”.
E quindi scopo che, allo stato attuale, senz’altro rappresenta ed è un’utopia, senza se e senza ma. Per giunta, un’utopia che si abbevera e si consuma alla tavola del modello statunitense, in passato inviso alla maggior parte di coloro che oggi si riuniscono in vista dell’appuntamento elettorale e dicono viceversa di mirare a quello stesso scopo. E cioè la realizzazione di un modello che prevede due livelli di governo differenziato, uno centralistico e uno autonomistico. Un modello che, in Italia, ha avuto implementazione con le riforme dell’inizio degli anni Novanta, finalizzato a dare maggiore potere ai governi centrali mediante il sistema della decretazione d’urgenza e nel contempo maggiore potere ai governi locali mediante il sistema delle autonomie.
Le procedure, incorse in questi ultimi trent’anni, hanno però incontrato piuttosto un ostacolo al loro funzionamento, e cioè, in estrema sintesi anche qui, la burocrazia dell’Unione Europea. Senza se e senza ma.
Tanto che lo stesso Mario Draghi, uno degli artefici del progetto dell’Unione Europea che è stata, dice oggi che occorre un cambiamento radicale, e stavolta “con chi ci sta”. E cioè lasciando fuori dal progetto “comunitario” gli Stati che non intendono condividerlo.
In definitiva, nulla di nuovo. Altro che “fine della storia”, quelli che continuamente attraversiamo e ancora stiamo attraversando sono infatti i perenni “Sentieri interrotti” della storia. E quanto all’utopia degli “Stati Uniti di Europa” non c’è davvero alcun motivo per il quale affidarsi piuttosto a chi ha, evidentemente, fallito. Meglio, come suol dirsi, un usato sicuro. Come peraltro ha ribadito anche ieri il nostro Presidente Sergio Mattarella, alla conferenza internazionale per il 75° anniversario della NATO.
Angelo Giubileo

Il primo passo per la formazione degli Stati Uniti d’Europa è l’approvazione di una Costituzione. Se non ricordo male un testo di Costituzione era stato già sottoscritto il 29 ottobre 2004 da venticinque capi di Stato e di Governo.
Ma la Costituzione non entrò mai in vigore. Fu bocciata dai francesi e dagli olandesi in due referendum tra maggio e giugno 2005. Seguiti da britannici, polacchi e danesi.
Oggi mi pare che nessuno dei partiti anche i Italia proponga di approvare quel testo. Che sicuramente è depositato presso gli archivi degli statti che lo avevano sottoscritto nel 2004.