E se la scalata di Vivendi al gioiello della Famiglia Berlusconi divenisse l’assicurazione sulla vita dell’Esecutivo Gentiloni? Anche in questo caso gli elementi non fanno la prova sebbene risultino alquanto ammiccanti.
Innanzitutto la tempistica delle dichiarazioni politiche aperte ai più alti livelli dallo stesso Ministro con delega allo Sviluppo Economico. Una tempestività -se si esclude Alitalia, ma in quel caso si trattava di un’azienda di Stato e quindi non poteva essere altrimenti- più unica che rara. Come i “premurosi” contati tra Palazzo Chigi e l’Eliseo. C’entra la politica? Certamente sì. C’entra il Governo? Chissà.
Secondo indizio: il coro -a sinistra e nel sindacato (quelli che non vogliono le elezioni per tentare di “bollire” Renzi)- a favore di Mediaset. Che il Biscione sia una realtà tra le più importanti e strategiche d’Italia non vi sono dubbi. Che la sua rilevanza, anche in termini occupazionali, sia di tutto riguardo è pure assodato. Ma che essa, negli anni, sia divenuta nell’immaginario collettivo della sinistra il simbolo del potere (l’«azienda-partito») dell’«odiato» avversario politico è altrettanto pacifico.
Terzo: l’assenza di dichiarazioni di Renzi. Il supermediatico Segretario sempre pronto al twitter, stavolta tace. C’entra la politica? Certamente sì. C’entra il Governo? Forse.
Quarta spia: la voce fuori dal coro del Movimento 5 Stelle il quale -pur con toni e posizioni assai composite- percependo puzza di “inciucio latente” ed il rischio di una traslazione dell’appuntamento elettorale, si è limitato a ricordare: «è il mercato, bellezza!» per poi ribadire: “nessun aiuto di Stato”.
Quinto: l’insolita pacatezza (anche da queste parti si grida[va] “al voto”, “al voto) registrata in Forza Italia con dichiarazioni assolutamente di circostanza, gelide, quasi estorte. C’entra la politica? Certamente sì. C’entra il Governo? Può darsi.
Sesto: l’assai irrituale “diniego preventivo” all’operazione formulato da AGCOM in una situazione in cui permane un procedimento giudiziario aperto generato –a quanto è dato sapere- da un esposto depositato presso la CONSOB (che tace) e, soprattutto, in una situazione in cui la quota di azioni Vivendi appare assolutamente non maggioritaria.
La partita è certamente rilevante da meritare -necessariamente- attenzione. Ma è la troppa premura a suscitare interrogativi: c’entra la politica? Certamente sì. C’entra il futuro Governo? Probabilmente!
Daniele Marchetti

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