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La verità di Alex Lo…

La guerra in corso tra Iran e Israele sarebbe esclusivamente l’ espressione  del disegno aggressivo ed espansionistico  di Israele che punta a diventare la potenza egemonica della regione con il supporto attivo  degli  Stati Uniti e con l’ aquiescienza di altri  paesi europei e occidentali. L’ editoriale del South Morning Post ignora completamente che l’ esistenza stessa dello Stato di Israele è – non da oggi –  minacciata da tre pericoli, uno più grave dell’ altro. I

di Marco Mayer | 21 Giugno 2025

Alex Lo – editorialista  politico dello storico quotidiano South Morning Post di Hong Kong –  ha esplicitato in un  articolo di ieri la sua posizione sul conflitto Iran/Israele. L’ editoriale merita attenzione non solo  perché Il giornale  (dal 2015 di proprietà di Alibaba) e’ una voce autorevole nonché un media molto diffuso in Asia, ma perché  spesso riflette in modo ufficioso le  posizioni delle massime autorità politiche cinesi, o quanto meno di una parte della nomenclatura. L’ articolo di Alex Lo colpisce perché  elude alcuni  aspetti fondamentali della realtà effettuale. La guerra in corso tra Iran e Israele sarebbe esclusivamente l’ espressione  del disegno aggressivo ed espansionistico  di Israele che punta a diventare la potenza egemonica della regione con il supporto attivo  degli  Stati Uniti e con l’ aquiescienza di altri  paesi europei e occidentali. L’ editoriale del South Morning Post ignora completamente che l’ esistenza stessa dello Stato di Israele è – non da oggi –  minacciata da tre pericoli, uno più grave dell’ altro. Il primo è il processo avanzato di arricchimento dell’ uranio perseguito da Teheran,  il secondo  è  rappresentato dal  riarmo dell’ Iran che negli ultimi anni  ha letteralmente decuplicato  la sua disponibilità di  missili balistici e di droni tecnologicamente avanzati (utilizzati in  grande quantità dalla Russia per colpire l” Ucraina), il terzo sono gli attacchi  dai terroristi di Hamas, della Jyhad islamica, di Hezbollah, degli  Houti e dei gruppi armati islamisti che operano in Iraq. 

Qualunque opinione si abbia del governo Netanyahu ignorare che Israele da anni (ben prima del 7 ottobre) è

un  paese assediato – e come tale ha il  diritto di difendersi – è l’ elemento comune denominatore che unisce 

la narrativa e le campagne di influenza e disinformazione alimentate quotidianamente da Mosca, da Teheran e da  Pechino.

 Un altro aspetto sconcertante dell’ editoriale pubblicato dal South Morning Post è che sembra che le sfere di influenza siano “rinate” solo oggi quando è ben noto che l’ unipolarismo degli Stati Uniti è entrato in crisi con l’ invasione dell’ Iraq del 2003 per esaurirsi con la crisi finanziaria del 2008. 

È da più di 15 anni che la Cina ha allargato moltissimo la sua area di influenza soprattutto, ma non solo nel continente africano. La Cina ha molte ragioni per schierarsi (con la Russia) dalla parte del regime iraniano, ma  cio’ ha ben poco a che fare con la presunta aggressività di Israele. La verità è che la Cina ha abdicato al ruolo di mediazione che le spetta come superpotenza per privilegiare i suoi interessi, ovvero per importare a basso prezzo il petrolio e il gas dell’ Iran bypassando le sanzioni, per  utilizzare il territorio iraniano per i nuovi corridoi ferroviari della Via della Seta e per consolidate l’ asse con la Russia di Putin. 

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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