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La vergine cuccia e l’autolesionismo. I dolori della giovane Wirgin.

Qualcuno pensa che davvero i giornalisti parlano solo di lei e non la lasciano lavorare. Ma è vero… quando c’era Silvio in evidenza, lo lasciavano in pace. Tutti. Nessuno se lo filava. Bastava solo che sternutisse e i riflettori si accendevano.

di Carla Ceretelli | 12 Settembre 2016

Sembra l’ esame di un privatista che si prepara velocemente sul Bignami.

Il gioco dei birilli il domino insomma tutto quello che crolla un via l’altro.

La Virgin sta carambolando  e colpisce  di rimbalzo insieme a gigino e il dibba.. Chi è il pallino?

Si vedrà se riesce a sopravvivere sul filo del rasoio.. per quanto e come.

E dà la colpa a tutti fuorchè a se stessa che se la canta e se la suona.

Caracolla e Volteggia con piccoli salti a destra e a sinistra,  come il cavaliere col  cavallo..

 

Antico gioco, d’origine sconosciuta, che si effettua con 28 tessere rettangolari (un tempo di ebano, o di osso o d’avorio; oggi in plastica). Una faccia delle tessere è divisa da una riga in due rettangoli o quadrati uguali sui quali si leggono i punti, da 0-0 (doppio zero) a 6-6 (doppio 6), attraverso tutte le altre possibili combinazioni. Possono partecipare al gioco da 2 a 6 persone: si comincia con lo scoprire in tavola la tessera maggiore posseduta dai giocatori, con preferenza ai doppioni. A tale tessera se ne affianca un’altra, che possieda uno dei numeri di quella scoperta, e così di seguito.

Vince chi colloca per primo tutte le proprie tessere o chi, chiusosi il gioco, resta con il minor numero di punti in mano .

Amici affidabili narrano che da  consigliere hanno avuto modo di pesarla  per diverse iniziative, e di notarla tosta assai,  non una bambolina come intendono benevolmente farla passare. E io giù a dire che fare il consigliere per giunta di opposizione, che tende a distruggere prendere in castagna  e non a costruire, non è come fare il sindaco.

Ma, insistono, la determinazione della giovane    nell’acquisizione di atti negati dal chirurgo e poi dati alla procura, era palese e forte.  E anche la competenza. Dunque sono fiduciosi e prendono atto che le stanno tirando addosso di tutto pur di fermarla. Attendono dunque di vedere  il dossier delle ecomafie e l’effetto che   scatenerà. Si prevede una trentina  di persone  inquisite. Attendiamo tutti con ansia.  Pronti a cospargerci il capo di cenere e a recitare il mea culpa. E a perdonarle l’effetto domino. Noto  ormai anche all’estero dove pensano che il caput mundi sia gestita da una classe di scuola materna, privata, gestita da un dirigente scolastico da camicia di forza.  In fondo è una brava fiola…Supportata ampiamente da Gigino che tuona “Non facciamo più dirette streaming per non anticipare le nostre strategie agli avversari”. WOW.

Dimenticando la differenza fra politica e istituzioni. Il sindaco eletto è, dovrebbe essere ,  il sindaco di tutti. Non si va a consultarsi con babbo Beppe….

Tutti i nomi  delle tessere non li cito che ci vorrebbe una paginata. Tantomeno di quella trentina di persone che si prevede  e  si auspica saranno inquisiti.

Qualcuno pensa che davvero i giornalisti parlano solo di lei e non la lasciano lavorare.  Ma è vero… quando c’era  Silvio  in evidenza, lo lasciavano in pace.  Tutti.  Nessuno se lo filava.

Bastava solo  che sternutisse  e  i riflettori si accendevano.

Intanto Matteo fa outing e confessa di esser sinceramente dispiaciuto per quel che succede a Roma. Per Roma sicuro. Ora perfino Baffino  la difende.. chi sa perchè…

Si diceva effetto domino. Una reazione a catena lineare che si verifica quando un piccolo cambiamento è in grado di produrre a sua volta un altro cambiamento analogo, dando origine ad una sequenza lineare. Il termine deriva dalla caduta delle tessere del domino messe in fila. Spingendo la prima, questa urta la seconda, che a sua volta urta la terza e così via.

Generalmente l’espressione è usata in riferimento a serie di eventi correlati che si verificano a breve distanza l’uno dall’altro, sia meccanicamente, in senso letterale,  sia in senso figurato, ad esempio in campo finanziario o politico.

Ora perfino baffino la difende.. chi sa perchè…

Intanto Silvietto bello affila le armi per una rimpatriata. No Renzi No penta No referendum.

Penta e destra estrema non sono alternative di governo.

Il primo lo sta dimostrando, mentre “Il populismo di estrema destra pur interpretando spesso giuste ragioni e giuste emozioni dell’ opinione pubblica dà spazio a frange di estremismo, spesso non accettabili, tanto da  favorire, paradossalmente, partiti e governi di sinistra”.

D’altro canto il fallimento  di Matteo sarebbe impietosamente certificato dagli indici Istat che dimostrano che la ripresa solo in Italia non è mai partita.. “Il nostro impegno è quello di rilanciare il nostro Movimento e di allargare l’area moderata, liberale, popolare che costituisce la maggioranza del Paese e che oggi si allontana dalla partecipazione politica ed elettorale”.

Che barba che noia. Ce n’è per tutti. Qui di valide alternative neanche l’ombra.

Nota a margine

Naturalmente della Bomba Koreana ce ne facciamo un baffo

Carla Ceretelli

 

 

Pubblicato in : EditorialeTag: avvisi di garanzia, beppe grillo, buona amminsitrazione, crisi in Campidoglio, d'alema, espressione, estero, fare il sindaco, governo, il cavaliere, istat, italia, movimento, Movimento 5 Stelle, opinione pubblica, opposizione, Osservatore Romano, persone, referendum, renzi, roma, scandalo rifiuti, stampa contro, vaticano, Virginia Raggi

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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