Le elezioni si vincono prospettando politiche alternative. Hollande non ha puntato sulla polemica personale e sulle gaffes pure numerose dell’avversario.

Il socialista Hollande, vincitore domenica scorsa e favorito al ballottaggio, deve la sua vittoria al fatto di avere prospettato una politica economica diversa da Sarkozy e convinto gli elettori che la potrebbe realizzare.
Dalla qual cosa si evincono due realtà.
La prima è che l’asse realizzato con il cancelliere Angela Merkel perde colpi in Europa. E, ormai, la convinzione che la crisi non la si risolve con il solo stringere la cinghia sta diventando prevalente. Non resta che rallegrarcene ed informare il presidente del consiglio Monti e la sua schiera di baldi e spesso sventati professori.
La seconda è che le elezioni si vincono prospettando politiche alternative. Hollande non ha puntato sulla polemica personale e sulle gaffes pure numerose dell’avversario. Lo ha incalzato sugli effetti disastrosi della sua politica in campo economico arrivando addirittura a prospettare, una volta conseguita la vittoria, una rinegoziazione degli accordi europei.
Questa lezione, in Italia, è preziosa soprattutto per il PD e per lo schieramento di centrosinistra che si presenterà alle prossime elezioni. Bersani, assieme ad Hollande e al leader della SPD tedesca, Gabriel, ha sottoscritto a Parigi un manifesto che prospetta un programma nuovo e alternativo a livello europeo. Ciò ha provocato ripercussioni all’interno del PD perché gli esponenti della ex Margherita non hanno gradito la svolta “socialdemocratica” del PD. Ma è questa la via giusta e sarebbe un grave errore abbandonarla sull’altare di qualche pateracchio per non avere polemiche interne o per guadagnare la benevolenza di alleati con i quali, poi, sarebbe impossibile governare.
Non è questo il momento delle incertezze e dei pateracchi. E’ il momento della chiarezza, del coraggio e anche dell’orgoglio, per poter dire ciò che ha detto Hollande subito dopo il risultato del primo turno: “Questa sera sono il candidato di tutte le forze che vogliono chiudere una pagina e aprirne un’altra”.

Stavo pensando che, se gli esiti elettorali di questo periodo di crisi mondiale (causata principalmente dalle fallimentari politiche keynesiane di indebitamento e deficit spending), favoriscono i sinistri più statalisti e le destre sociali ed esterme, forse c’è qualche cosa di cui preoccuparsi.
Probabilmente, anche laddove hanno governato i liberali e gli antistatalisti (come in Francia, ad esempio o in Italia), questi non hanno saputo o voluto proporre ricette liberali e liberiste, bensì hanno proseguito nello spremere i contribuenti ed in politiche assistenziali (a garanzia solo di alcuni settori, come in Italia) e burocratiche.
La medesima cosa sta accadendo negli USA, ove Romney (che rischia di essere il pessimo rappresentante del GOP), lungi dal proporre serie riforme libertarian, si accoda, garantendo la vittoria al keynesiano Obama.
Di questo passo, dalla crisi mondiale, non usciremo mai: sarà una spirale senza fine !
Il ballottaggio Hollande-Sarkozy consente a noi di guardare oltre le nostre disgrazie ,cambiando per un attimo discorso. Consoliamoci se la ” politica del rigore recessivo sta perdendo colpi” ,è una speranza anche per noi . Ed è bene precisare che ” Hollande non ha demonizzato l’avversario ma lo ha contrastato politicamente” cioè ha presentato proposte alternative. Senza troppe bandierine ,ma basandosi sui problemi concreti . Dire però che non potrà attuare quanto promette taglia la testa al toro : inutile allora partecipare a votazioni e ballottaggi.Vorrebbe dire che il “partito” è un giochino di bussolotti ,riconoscendo che i “politici” oggi non sono funzionali al benessere comune ma al benessere personale proprio. Quasi come certi “onorevoli” o certi “tecnici ” bocconiani…un cambio di denominazione o di acronimo( ma sempre sventolando qualche bandierina) riuscirà a salvare il Paese? O sarebbe meglio cominciare a pensare concretamente alle soluzioni al disastro?
Scusate, ma visto da qui Hollande é un uomo con poco carisma, che promette cosa non potrà mantenere (guarda che novità) e che invece di aggiustare i conti farà aumentare le spese prima del collasso. Dopo 5 anni di governo Sarkozy é riuscito a indietreggiarlo solo di 1%, troppo poco. Vediamo, anche se i sondaggi danno per vincente Hollande, a mio avviso la partita é ancora aperta tra i due.
Nonostante le consigne degli altri candidati, la gente deciderà di testa propria, a mio avviso Sarkozy ha ancora qualche seranza di vincere. Hollande non ha statura, non lo so, ma non ho fiducia in lui.
Nicola, hai ragione sui punti evidenziati, e ne aggiungerei un altro non da poco, ovvero che i francesi hanno votato in massa, perché avevano una vera alternativa e perché in precedenza avevano potuto sceglierla, votando Hollande alle primarie. Va da sè che noi siamo in tutt’altre panie, perché alternative nin ne abbiamo, perché ancora ci trattano da idioti proponendo partiti che di nuovo hanno solo il nome, perché non possiamo scegliere nulla, e perché la sinistra sostiene Monti ed ha una paura fottuta di governare, infatti ha rinunciato alle elezioni anticipate con tutti i sondaggi che la davano vincente. E finchè Bersani continua a fare il contrario di quello che dice, e a definire il Pd “usato sicuro” ….ma che parliamo a fare?! Di lui e del Pd, intendo.
caro Nicola,
Hollande è vero ha fatto un passo avanti (molte miglia avanti rispetto alla pochezza dei nostri) , ha presentato un programma alternativo. Ci ha pensato, ha elaborato, ha dedotto, ha forse sentito il polso alla popolazione e ha deciso.
Chi dei nostri ha le sue stesse possibilità? Forse il Bersani che ha firmato con lui e Gabriel un manifesto per un programma nuovo? Scus asarò forse ormai troppo delusa ma uno che sa parlare di “compagnia cantante” come Bersani quando tenta di far finta di non voler sostenere Monti anche se poi si affanna ad affermare che lo sosterrà fino alla fine del mandato (cioè della possibilità che gli ha dato Napolitano?).
Riconosco che Hollande ha avuto l’intelligenza di proporre e non del gossip, ma concordo con Chiara: c’è un macigno che incombe sulla testa di Hollande (che secondo i sondaggi doveva schiacciare già al primo turno Sarko)…la Le Pen
Mi sono ben guardato dal dire che Hollande ha vinto le elezioni. Ho detto che ha vinto il primo turno e che è favorito al ballottaggio. Non prendetevela con me ma con i sondaggi.
Comunque vada, mi premeva rilevare:
1)- che la politica di rigore recessivo, per fortuna, sta perdendo colpi;
2)- che Hollande non ha fatto come fa cderta sinistra in Italia, non ha demonizzato l’avversario ma lo ha contrastato politicamente.
Non mi pare che per qqueste considerazioni si debba aspettare di vedere come va a finire….
Se vincerà Hollande la Francia sarà più simile all’Italia: più tasse per tutti :-(
Marzio, su Fb ho appena messo questo sintetico commento: Hollande e la Le Pen mi sembrano uno Wil Coyote e l’altra il masso che sta per piombargli in testa.
No Chiara, non concordo. Hollande è un Bersani in trentaduesimo, e promette di rimpicciolire.
Nicola, a me pare che il dato eclatante sia il risultato della Le Pen, perché esprime un malessere profondo che, come sempre, si rifugia nel voto all’estremo destra e non nel sostegno a sinistra. Credo che nessuno, oggi, possa ragionevolmente prevedere come andrà il ballottaggio, perché i voti della Le Pen peseranno come un macigno. E dunque, stante anche il risicato margine di Hollande su Sarkozy, mi pare che parlare di vittoria di una proposta politica su un’altra sia alquanto prematuro. Analisi realista, la mia, lo ammetterai, e sarà che questo Hollande mi sembra un Bersani in sedicesimo, e sarà che ho la percezione che il peggio – inteso come reazione popolare alla recessione – debba ancora venire, ma io tanto ottimista non mi sento.
Caro Nicola,
Come vorrei che tu, Hollande e Romney, deste la meritata lezione a chi ha portato l’economia cosi allo sbaraglio.
Personalmente rilevo, che tutti quelli con buona intelligenza ormai sanno bene, che in un Universo dominato dall’aumento dell’entropia, in ogni sistema in se considerato, solo gli stupidi sono convinti di una qualche possibile forma di vittoria.
Ricordo da giovane, il più intelligente tra i miei cugini, poi divenuto Professore di Medicina a Padova e per un pezzo, uno tra i primi dieci al Mondo nel suo settore, come il più pessimista, per non dire disincantato, tra tutti.
A guardare le foto con le occhiaie dei più intelligenti e prosperi tra gli antenati, uguale.
Solo gli stupidi e i cantanti, credono sempre esista una soluzione, in realtà non ne esisterà mai, potremo solo nasconderne la mancanza, ai più stupidi.
In effetti, trovo meraviglioso che l’uomo sia intelligente, ma non cosi tanto, che la media si possa rendere conto di questo, cosi tutto va avanti.
Inutile attribuire colpa ai vari Repubbliche o predecessori, non c’è colpa ma fato inevitabile, poi è pure Lunedi!