Sette anni fa, dopo che si era frantumato l’accordo parlamentare sul nome di Giuliano Amato, il centrosinistra andò alla rottura forzando sulla candidatura di Romano Prodi. Andò malissimo, alla conta finale vennero a mancare più di cento voti. Grossi spezzoni della sinistra, nel voto segreto, avevano scelto di impallinarlo. Oggi, in una situazione di massima confusione, nella quale i candidati vengono bruciati come fiammiferi, non esiste una maggioranza praticabile per andare ad una elezione unanime. Sono proprio queste condizioni di difficoltà ad avere rimesso insieme il vecchio gruppo ulivista. Il tentativo, non molto celato, è quello di prendersi una rivincita. Non potendo più ricandidare Prodi, la scelta è ricaduta su Rosy Bindi. Una donna, grande esperienza parlamentare, ex ministra, quello della Bindi sembra il nome perfetto. Ovviamente servono i voti. Essendo scontato che il centrodestra non darà mai un voto alla Bindi, il problema rimane quello di convincere i grillini e dei gruppi di deputati sparsi che non vogliono eleggere Draghi per paura di un voto anticipato. Gli ex della sinistra democristiana hanno una grande abilità nelle manovre di palazzo. Attenzione, però, Babbo Natale è pronto con le sue renne a portare regali a sorpresa..
Roberto Caputo

meschina e sminuente la frase: prendersi una rivincita! La Bindi ha tutte le qualità al massimo livello!
prima di votare la Bindi mi taglio ( quelli che non mi servono più !!) Votare la sinalungherse MariaRosaria è….IMMORALE !!