• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

LA TIMIDA EMMA

Ciò che manca alla Confindustria è la proposta per risolvere il problema dei problemi. Di Enrico Cisnetto

di Enrico Cisnetto | 30 Maggio 2011

Ora non ci sono più dubbi: tra Napolitano e Berlusconi, gli industriali scelgono il Capo dello Stato. Lo certifica l’applauso con cui l’inquilino del Quirinale è stato accolto ieri dall’assemblea di Confindustria – di certo il dato più significativo dell’evento, visto che la rottura con la Fiat, pur consumata, non è stata ancora formalizzata – ma anche il senso politico della relazione di Emma Marcegaglia, riassumibile nel giudizio “maggioranza in difficoltà, opposizione incapace”.

Sia chiaro, Confindustria non ha commesso l’errore di considerare il presidente della Repubblica come controparte del governo, leader virtuale di un’opposizione che non riesce a fare fino in fondo né il soggetto antagonista né quello pragmaticamente riformista. Ma indicando come “riforma delle riforme” quella della creazione di un “sistema paese” che, mettendo fine alla guerra tra fazioni politiche in atto, sappia recuperare la fiducia dei cittadini in istituzioni forti ed autorevoli capaci di obiettivi comuni e modalità di azione super-partes per il bene di tutti, ecco che di fatto ha individuato in Napolitano la figura – unica, insieme con il governatore Draghi, la cui nomina alla Bce ha suscitato uno scatto d’orgoglio nazionale negli uomini dell’economia, che evidentemente lo sentono come uno di loro – che può (ri)unire il Paese.

Mentre viceversa identifica il presidente del Consiglio, e con lui l’intera classe politica, come l’emblema della divisione nazionale, della rottura istituzionale. Il che la dice lunga sullo stato d’animo degli imprenditori: preoccupati, delusi e disillusi, inclini a coltivate incertezze, stanchi di faticare tanto – troppo – ad allontanare il sentimento dello scetticismo e a far prevalere quello dell’ottimismo della volontà. Così disincantati da non credere neppure più di tanto alla stessa Confindustria, che si percepisce debole quando perde un pezzo da novanta come la Fiat – e non c’è orgoglio della Marcegaglia che tenga – ed ugualmente vittima del frazionismo e del vizio delle lotte di potere che si addebitano come difetti alla politica, quando si vede che la corsa alla successione interna si è già fatta cruenta nonostante che la Marcegaglia abbia ancora un anno pieno di presidenza. Insomma, se ce n’era bisogno, l’assemblea di Confindustria ha dimostrato che la parte produttiva del Paese – quel “partitone trasversale”, largamente maggioritario, rappresentato dalla piccola e grande borghesia del fare, dal grande esercito dei lavoratori autonomi e da una quota importante di lavoratori dipendenti del privato, specie quelli delle aziende di limitate dimensioni e fortemente radicate nel territorio – è affetta da una sorta di “male oscuro” che la tormenta e la blocca, limitandone fortemente gli investimenti e le opportunità, e che paradossalmente tocca anche chi se la cava. Un maledetto “declino psicologico”, prima ancora che pratico, contro il quale l’unico rimedio sarebbe il ritrovarsi intorno ad un nuovo “progetto paese”. Ieri Marcegaglia, in una relazione che merita comunque un buon voto, l’ha detto esplicitamente.

Arrivando persino a minacciare una discesa in campo degli imprenditori in quanto tali: “attenti, siamo pronti a batterci per l’Italia anche fuori dalle nostre imprese, se la politica non fa ciò che deve fare allora entriamo in gioco noi”. Il fatto è che auspicare il cambiamento è poco e minacciare di metterlo in atto motu proprio è troppo, anche se viene fatto evocando nobili parole di Max Weber sull’impegno morale del cittadino che non deve mai mancare nei momenti “particolarmente gravi”. Ciò che manca alla Confindustria è la proposta. Non nel senso dei tanti suggerimenti, più o meno buoni, che vengono indicati come le cose da fare per affrontare questo o quel problema. No, la proposta per risolvere il problema dei problemi: il malfunzionamento del sistema politico e istituzionale.

Questione dalla quale poi discendono tutte le decisioni mancate prima ancora che le decisioni sbagliate di cui Confindustria si lamenta. A dire la verità, un mezzo passo avanti Marcegaglia lo ha fatto, quando ha detto che il “decennio perduto” che sta alle nostre spalle, quello della mancata crescita, è colpa delle “lacerazioni interne a ciascuno dei due poli della politica, alle prese con problemi di leadership personali anteposti al benessere del Paese”. Ma, appunto, si è fermata qui.

Ha avuto il persino il pudore di usare la parola giusta, bipolarismo, figuriamoci se si è spinta nel dirci perché è fallito il sistema bipolare maggioritario – a suo tempo e anche recentemente tanto auspicato negli ambienti industriali, con faciloneria e una punta di malcelato qualunquismo – e come lo si possa virtuosamente sostituire. Invece, è proprio su questo terreno che gli imprenditori si devono spingere se, una volta capito che non possono contare né sul centro-destra né sul centro-sinistra, vogliono evitare di cadere dalla padella nella brace illudendosi di poter fare da soli.

Enrico Cisnetto (terzarepubblica.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: bce, berlusconi, bipolarismo, capo dello stato, classe politica, confindustria, cose da fare, draghi, emma marcegaglia, governo, lavoratori dipendenti, leadership, napolitano, opposizione, presidente del consiglio, presidente della repubblica, repubblica, sistema politico

Info Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti