Se ancora avessimo avuto bisogno di una ulteriore dimostrazione dell’imbarazzante e, di più, irritante livello di cialtronaggine raggiunto dagli esponenti del Centrodestra, in tutte le sue ormai sfaldate declinazioni, l’avremmo avuta dalle dichiarazioni di Alfano ed Alemanno, rilasciate alla chiusura della campagna elettorale per i ballottaggi e riportate sulla stampa nazionale senza che nessuno, e ripetiamo nessuno, abbia avuto l’onestà di sottolinearne l’incoerenza – che mai come in questo caso fa rima con impudenza, ma meglio ancora con indecenza.
Accade che, in pieno clima da 8 settembre elettorale ma ancor più governativo, come previsto il Pdl, nato e fondato su un atto di mero cesarismo berlusconiano, si riveli per ciò che è, ovvero una insensata accozzaglia di individui – parlare di correnti sarebbe impossibile, data la spiccata tendenza a fare esattamente gli affari propri che caratterizza i singoli uomini di partito – fin qui annidata all’ombra del capo ed ora in frenetica ricerca di una via d’uscita che sia la meno dannosa possibile, soprattutto in termini di mantenimento del potere. Escludendo a priori una qualsiasi ipotesi di analisi ragionata della sconfitta, esercizio di per sè già faticoso ma ancora più gravoso se implica una operazione di feroce autocritica, si è preferito imboccare la via della sparata ad effetto sugli argomenti più disparati, facendo buon conto sulla triste predisposizione di questo paese e dei suoi abitanti ad una cronica mancanza di memoria. Dunque, nello stesso giorno Alfano ed Alemanno hanno improvvisamente rotto un ferreo tabù del Centrodestra ed hanno fulmineamente sdoganato la parola “primarie” fin qui ritenuta pericolosissima, come tutti gli strumenti autenticamente democratici che minacciano seriamente di infrangere la partitocrazia faticosamente costruita e la colossale rendita di posizione che ne è derivata a chi l’ha voluta e praticata – e se nel frattempo il paese è andato a rotoli, pazienza, lorsignori si sono ampiamente tutelati per sè e per le generazioni familiari a venire.
Prendendo mirabilmente atto che i candidati scelti con le primarie sono anche quelli che, ma guarda un po’, gli elettori poi confermano con il loro voto, Alfano ed Alemanno hanno lanciato la grande proposta, ovvero quella della necessità di fare le primarie anche nel Centrodestra perché – ha impeccabilmente chiosato il ministro – “le primarie riavvicinano i cittadini alla politica e li fanno sentire coinvolti nella scelta di coloro che devono governarli”. Ma vedi, ma pensa, ma guarda..ma non l’avremmo mai detto, ma non ci saremmo mai arrivati da soli, in fondo sono solo alcuni anni che ci consumiamo a scrivere queste cose, per l’esattezza da quando il vergognoso inciucio fra l’allora Forza Italia e gli allora Ds dette vita alla illiberale legge elettorale Toscana, poi copiata pari pari da quella per le elezioni politiche tuttora in vigore.
Abbiamo subito per anni le sprezzanti e ridicole risposte del Centrodestra sul tema delle primarie, di volta in volta definite fasulle, ridicole e per di più inutili – potremmo citare centinaia di fonti a questo riguardo, senza tema di smentite, ancora a dicembre Berlusconi dichiarò “noi non faremo mai le primarie”, e in un faccia a faccia televisivo fra Renzi e Belpietro quest’ultimo, con tanto di ghigno arrogante, chiuse l’argomento dichiarando che le primarie sono una cosa tanto stupida che non vale neanche la pena di parlarne perché una cosa così importante come la scelta dei candidati non può certo essere lasciata al popolo bue.
Ma oggi, alla vigilia della disfatta e del redde rationem, dovremmo prendere per buona la fulminea conversione del Delfino virtuale Alfano e del Masaniello di una ipotetica Lega Sud Alemanno, ed accoglierla con adeguate grida di giubilo, nella entusiastica convinzione di aver finalmente vinto una battaglia decisiva e di aver sfondato a mani nude un muro che pareva invalicabile. Invece, stante la nostra natura radicalmente malfidata, ci verrebbe pensate un po’ la voglia insana di imitare la pernacchia di Bossi, ma poiché siamo persone con uso di mondo ed abituate – noi sì, davvero – a spiegare le ragioni delle nostre convinzioni, che sono le stesse da anni e non mutano ad ogni risultato elettorale, ci permettiamo di fare solo una piccola chiosa su questo tema. Che in questa tornata elettorale abbiano vinto i candidati scelti con le primarie lo avevamo puntualmente scritto e sottolineato subito dopo la chiusura dei seggi, forti delle passate esperienze che hanno visto Renzi e Vendola affermarsi grazie alla volontà degli elettori che in entrambi i casi era esattamente inversa a quella del Pd. Che le primarie, se correttamente applicate, siano uno strumento di democrazia necessario per permettere ai cittadini di riappropriarsi della sovranità popolare e di demolire la partitocrazia, non solo lo abbiamo scritto per anni ma ne abbiamo fatto oggetto, su questo sito, di una vera e propria battaglia politica che ha avuto l’appoggio di tanti nostri lettori e che tuttora prosegue cercando di coalizzare intorno a questo tema quel che resta delle forze riformiste e liberali di questo paese. La differenza, sostanziale, sta nella buonafede: noi ci battiamo perché la democrazia, e l’esercizio di questa, non sia più solo formale, e perché “sovranità popolare” non sia solo una bella formula scritta nelle pagine della nostra Costituzione – ci pare invece che chi fino a ieri ha irriso questa battaglia ed oggi improvvisamente la sposa, veda in essa solo un tentativo di mutare pelle per mantenersi in sella al potere. Ma poiché gli elettori non sono stupidi, e l’hanno dimostrato anche questa volta, Alfano ed Alemanno si sottopongano pure alle primarie – vere e pulite – che poi ci penseremo noi a mandarli a casa, e non solo loro. Finalmente, legalmente, democraticamente.
Chi.Bo.

Lascia un commento