La strada che si sbriciola è spia e metafora di un disastro annunciato in un territorio, soprattutto in collina e montagna, quasi lasciato a sé stesso. Paura, ad ogni minuto, che accada l’irreparabile.
Un conto è vederlo in televisione, un conto è vedere la foto su un giornale e un conto è vederlo davanti a te, in diretta, sotto una bomba d’acqua. Improvvisamente l’asfalto si sbriciola, la strada è un torrente, non vedi dove finisce la carreggiata e dove comincia la banchina d’erba.
Nubifragio improvviso, strada di montagna, tragitto obbligato per evitare cinque chilometri di coda per un incidente tra Pian del Voglio e Barberino del Mugello ed ecco che succede quello che vorresti vedere solo nei film: la strada che diventa un fiume giallo marrone di acqua e fango e un buco che si apre. La Futa come la Parigi Dakar. Tornanti che diventano anse di un fiume in formazione.
Un buco che era diventato cratere è stato letale a Palliano provincia di Frosinone: morto un automobilista che si è trovato improvvisamente in un avvallamento pieno d’acqua.
La strada che si sbriciola è spia e metafora di un disastro annunciato in un territorio, soprattutto in collina e montagna, quasi lasciato a sé stesso. Paura, ad ogni minuto, che accada l’irreparabile.
Alle bombe d’acqua dovremmo già essere preparati. Che intere valli e statali o provinciali pedemontane siano in condizioni penose è abbastanza noto. Che le nostre colline e montagne siano una gruviera di frane e smottamenti è abbastanza conosciuto. Che ci facciamo prendere dalla sorpresa ogni volta che arriva la settimanale bomba d’acqua nonostante le allerte diramate e gli allarmi annunciati è abbastanza imbarazzante.
Nelle ore clou dei nubifragi ero tra Fiuggi ed Anagni, nel cuore delle strade che diventano torrenti e che possono trasformarsi in rischio di morte. Torrenti laterali che diventano giganti idrici, banchine di strade che con il bel tempo sembrano stradelli turistici e che dopo una pioggia fitta diventano scivoli verso il fosso.
Ce lo raccontiamo ormai da anni dopo le alluvioni di Genova, dell’Emilia, del grossetano con le due donne morte nell’auto perché nessuno aveva messo una sbarra su una strada, eppure ad ogni bomba d’acqua dobbiamo contare qualche morto.
E’ davvero inevitabile? Non si riesce davvero a fare nulla di decisivo?
Fanno notizia le buche di Roma zona Ostiense sotto San Paolo fuori le Mura in vista del Giubileo, fanno notizia le buche qua e là in giro per Firenze per la sua vocazione turistica e di polo monumentale mondiale, fanno notizie i crateri sulle superstrade che non riescono a diventare autostrade ma la strada che si sbriciola fa morte.

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