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La storia e il presente della destra e sinistra in Italia 

Sono passati circa settant’anni da quando nella Costituzione dell’Italia repubblicana fu inserita, in pratica, la clausola sostanziale, nota come “conventio ad excludendum”, che di fatto ha escluso per circa mezzo secolo, appunto 50 anni circa, gli eredi rappresentanti di quella destra dagli scranni del governo della nazione.

di Angelo Giubileo | 20 Ottobre 2022

In questo fine settimana, in Italia, si chiudono simbolicamente almeno tre cicli, durati rispettivamente 100, 50 e 30 anni circa. 

Sono passati 100 anni da quando Mussolini promosse la famigerata marcia su Roma a quando Giorgia Meloni – in qualche modo erede in passato dei valori della destra storica di allora, già da tempo diventata invece repubblicana e conservatrice – assurge a Presidente del Consiglio, prima donna, democraticamente per la volontà elettorale del popolo italiano. Un ciclo storico: e quindi culturale, sociale, politico ed economico si chiude ed è chiuso definitivamente.

Sono passati circa settant’anni da quando nella Costituzione dell’Italia repubblicana fu inserita, in pratica, la clausola sostanziale, nota come “conventio ad excludendum”, che di fatto ha escluso per circa mezzo secolo, appunto 50 anni circa, gli eredi rappresentanti di quella destra dagli scranni del governo della nazione.

Prima che, trent’anni fa circa, “scendesse in campo” Silvio Berlusconi. È stato certo lui a conquistarsi il merito di cancellare quello stesso patto di esclusione appena qui richiamato.

Ed è, dopo trent’anni circa, lo stesso Silvio Berlusconi a permettere, grazie ai voti complessivi della coalizione della destra odierna, l’elezione di Giorgia Meloni alla maggiore carica di governo della nazione.

Eppure, nel quotidiano, si discute invece delle dichiarazioni vere o presunte di Berlusconi in ordine ai propri rapporti con Putin e l’invasione da parte del Presidente russo dell’Ucraina…

Chiacchiere, ma nient’altro. Se non per il fatto che i pensieri e gli atti posti in essere da Berlusconi in un trentennio dimostrano, incontestabilmente, cosa egli pensi davvero e conseguentemente cosa egli abbia fatto; ma, sic stantibus rebus, cosa egli ha fatto nel corso di quest’ultimo ciclo trentennale della politica. 

E allora diciamo invece che Berlusconi si appresta, com’è più che naturale che sia, ad uscire di scena e, da grande comunicatore quale è ed è sempre stato, agevola e rafforza attraverso i suoi modi posti in essere nell’attualita il riconoscimento e l’affidabilità nazionale e internazionale di Giorgia Meloni quale leader repubblicana e democratica dell’Occidente, europeo e statunitense.

Sul teatro della politica, si tratta di un’eccellente uscita di scena, degna di un protagonista insignito più volte di un oscar, e infine di un oscar alla carriera.

Sullo sfondo, l’immagine comprimaria di una sinistra sconfitta ma ancor più perduta e sprofondata nel presente del quotidiano e quindi dell’attualità, nel simbolico gorgo o maelstrom di una storia secolare in cui avrebbe voluto ergersi come eroe o eroina vincitore o vincitrice e non invece vittima destinata al sacrificio.

Dalle lotte per il “lavoro” alle lotte per il “capitale”, il bilancio di un secolo sembra piuttosto riportare alla nostra memoria figure come quelle dei personaggi che Lenin definiva, con saggezza e ironia, “utili idioti”. Ignari (se non consapevoli?) di essere alfine assurti al servizio esclusivo del potere. 

Il nostro sospetto è che così vada la storia, oltre la futile e vaniloquente quotidianità dietro la cui maschera si cela il potere della perenne attualità.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, berlusconi, costituzione, destra storica, fine settimana, governo, italia, italia repubblicana, lavoro, meloni, merito, mussolini, nazione, personaggi, popolo italiano, presidente del consiglio, putin, roma, silvio berlusconi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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